Vanterrania – Electronix

Giovanni Brancati (alias) Vanterrania è un chitarrista e compositore alternative rock che cerca di fondere influenze musicali tanto diverse fra loro: industrial, alternative rock, new wave, postpunk, electro, ambient. La sua musica trasmette tanta voglia di sperimentare. Il 9 Febbraio 2016 Vanterrania pubblica il suo primo Album Electronix composto da 12 brani strumentali. System failure lo ha ascoltato con attenzione e quelle che seguono sono le nostre considerazioni a riguardo.

La musica di Vanterrania è piacevolmente ossessiva in alcuni passaggi sonori. È oscura, è tanto magnetica con distorsioni a palla come ascoltiamo nel primo pezzo dal titolo Cyber. Questo pezzo ci fa pensare a Pornography di The Cure. Stesse parole possono essere usate anche per la seguente Datawave. Alcune sonorità sembrano discordanti ma sono, invece, tanto azzeccate e suscitano tanto interesse da parte dell’ascoltatore.

Electronix segue l’atmosfera delle precedenti ma porta nuove sferzate sonore piuttosto noise su un tappeto sonoro alquanto cupo. Enigma sembra continuare la precedente: una sorta di canzone complementare per le sonorità simili. Troviamo evoluzioni incredibili in questo pezzo. Con Field si passa a paesaggi sonori più rilassanti e minimal che fanno pensare ad alcune canzoni di Paul Kalkbrenner. Qui l’ispirazione ambient ed onirica si fa avanti in modo prepotente.

H2o è un vero e proprio pugno nello stomaco con le sue sonorità aspre, dure, ma anche tanto ipnotiche. Anche qui evoluzioni sonore pazzesche su una sorta di refrain oltremodo ossessivo. Poi arriva High voltage con impressioni sonore, come nella canzone precedente, abbastanza sci-fi ed altre evoluzioni sonore memorabili. Una canzone che ci porta di sicuro in una dimensione sonora alquanto aliena.

On ci offre un beat dance con sonorità sporche di contorno che lo coprono quasi. Un viaggio di 9 minuti questa canzone dal sapore discretamente cinematografico, come le altre canzoni, che potrebbero essere tutte contenute in una colonna sonora di un film di fantascienza. Perché no! Alcune suggestioni sonore portano alla mente anche l’art rock dei Pink Floyd o di altri.

Con Robot ci avviamo verso la fine, un pezzo dove la tetraggine sembra proprio dominare: infatti le onde sonore che ascoltiamo sono proprio oscure e senza scampo. Con Mega arriva un po di luce, anche se non troppo in questo album comunque dai colori sempre dark. Love non porta novità rispetto a quello che abbiamo ascoltato prima. Mechanical arms, invece, è tanto industrial con sonorità gradevolmente metalliche e pungenti.

Allora, tiriamo le somme…Electronix è un album che porta senza dubbio novità nel panorama underground italiano. Mai ascoltato qualcosa di simile. Originalità e sperimentazione si sposano a meraviglia in questo progetto musicale dai toni alquanto aspri, arcigni. Ma proprio questa asprezza mista ad alcune suggestioni sonore ipnotiche e “psichedeliche” risulta la punta di diamante di questo disco stupendo per gli amanti di sonorità electro ma anche di altre. C’è anche tanto virtuosismo in questo disco, come non notarlo. Perciò, come è chiaro e nitido, il disco si ha soddisfatti tanto e merita, per noi, un 82/100.

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