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Valerio Cinque – Un labile tepore

(Citazione dal comunicato stampa):

All’alba dei suoi 14 anni Valerio Cinque ha perso i suoi genitori in un incidente stradale e, da quel momento, la musica è gradatamente diventata una delle sue ragioni di vita, un qualcosa che gli dona bellezza ogni giorno. A 18 anni si è trasferito autonomamente a Torino per studiare musica. Si diploma nel 2015 all’Accademia di Musica Moderna e si laurea nel 2019 con il massimo dei voti in Chitarra Jazz presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino. Da poco ha scritto e auto-prodotto, dopo 4 anni di lavoro e dopo 14 anni dal tragico evento, il suo primo LP dal titolo “Un labile tepore” e ha voluto dedicarlo a sua madre e all’amore materno, quell’amore unico al mondo tanto prezioso quanto fragile, un amore che è parte stessa della vita ma resta in eterno. Non solo, ha voluto dedicarlo anche e soprattutto a tutti i “rimasti” che hanno sofferto il suo stesso dolore. I due spoken word che aprono e concludono “Un labile tepore” racchiudono otto canzoni unite da un unico filo rosso, un percorso interiore di scoperta e di crescita del proprio vissuto emotivo, raccontato senza alcun timore

Il primo spoken word dell’opener “Lettera di compleanno” si accompagna con archi e con una chitarra dolcissima. E subito il “ti amo” rivolto alla persona a cui viene dedicato il disco, la madre di Valerio Cinque. Segue la title-track “Un labile tepore”, altra canzone dai tappeti sonori vellutati con archi e chitarra ancora protagonisti in un “sapore” sonoro tanto da musica leggera italiana ma anche da indie/folk. Qui l’amore materno è a parlare attraverso musica tanto elegante e raffinata.

Poi arriva “Nella mia umanità”. Qui come altrove tanta poeticità, che è una delle cifre essenziali di questo disco. Stupendo il chorus. Il cantato è superbamente espressivo e struggente, come non notarlo: catalizza tanta attenzione da parte dell’ascoltatore. “L’identità” prosegue nel solco tracciato dalle canzoni precedenti per il suo inizio poi si scatena un’esplosione sonora inaspettata sostenuta da percussioni e tastiere che conferiscono al sound tanta potenza. “Mondo di veglia” parte con arpeggio iniziale. Dopo questo intro nidificato la canzone si apre e mostra la sua verve electro-rock con qualche tratto psych. Qui come altrove si aggiunge la splendida voce di Giulia Mastria che aggiunge altra magia al sound dell’album. Bello il dialogo tra le due voci verso l’uscita della canzone. Canzone elettrizzante, davvero, da ascoltare e riascoltare.

In “Volare via” Giulia Mastria è protagonista indiscussa e la nostra mente vola via grazie alla sua voce che si accompagna a tratti con uno toccante violino. Il sound tratteggiato è sempre lo stesso ma con la voce di Giulia sfuma e si personalizza in modo diverso, sempre con tanta passione e trasporto. Da paura alcuni climax vocali nella canzone: il nostro petto sembra non reggere…Da paura anche il bridge finale…Segue “Su di una Costa Deserta”: intima/lirica e pungente fa fremere ancora il nostro cuore. Qui spiccano pure alcuni refrain effettati proprio niente male. “Nel turbinio” si lega al miglior cantautorato italiano. Qui come altrove il songwriting appare di gran livello come pure la produzione sonora. “La Legge del Miracolo” arriva con di nuovo Giulia protagonista. Tutti gli strumenti sono dominati dal suo canto che produce estasi nell’ascoltatore. Il tutto termina con “La Perfezione Del Tuo Amore” dove troviamo lo spoken finale. Qui si canta dello struggimento di Valerio per la perdita della madre.

Quando passo nel corridoio per andare in camera da letto vedo talvolta il sole dalla finestra, talvolta Giove, la luna, Marte e mi sento come su una navicella a trascorrere giorni, settimane o anni cercando di dare un senso alla mia esistenza. L’arte, la musica, la pittura a volte danno un senso alla mia esistenza e nel recensire un album mi innamoro talvolta dell’opera che mi si para di fronte. Ebbene così è successo ascoltando “Un labile tepore” di Valerio Cinque, un viaggio sonoro intenso, struggente, tanto ben congegnato. Un album di grande qualità e talento questo di Valerio Cinque che si accompagna, tra l’altro, con il violinista Edoardo De Angelis e il violoncellista Manuel Zigante oltre che con la cantante femminile Giulia Mastria, tutti impegnati a dar lustro, insieme ad altri, ad un album che è figlio della sofferenza ma forse proprio per questo tanto scintillante nel risultato. Quando passo nel corridoio per andare in camera da letto vedo la natura, nelle sue tante sfumature e mi accorgo delle vibrazioni dell’assoluto: sono le stesse che percepisco ascoltando “Un labile tepore” di Valerio Cinque, un album per un pubblico selezionato di persone sensibili anche alla più piccola vibrazione dell’assoluto. È in queste vibrazioni che trovo il senso della mia esistenza, dell’esistenza di tutta l’umanità. Ebbene, un’artista come Valerio Cinque che riesce a scatenare emozioni, sensazioni e sussulti con un viaggio sonoro da sogno è solo da lodare. Come si fa a stancarsi di ascoltare “Un labile tepore”? Da bambino Valerio giocava con i suoi giocattoli come ogni bambino sotto lo sguardo vigile dei suoi genitori. Ora Valerio gioca con le vibrazioni dell’assoluto producendo musica, gioca con le vibrazioni dell’assoluto per connettersi ai suoi cari e a tutti noi….

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