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NORTHWAY – The Hovering

Tra basso ed elettronica l’inizio di “Point nemo”, opener del disco. Appaiono subito sonorità che mandano la mente a God is an astronaut. Il basso prorompente si trascina per il pezzo come dominatore. Solida quindi la ritmica grazie anche all’apporto della batteria. Fraseggi/divagazioni di chitarra sono come forze centrifughe nel sound mentre basso e batteria fungono da architrave tanto robusto. L’elettronica completa il tutto portando tanta sostanza, dinamica e loudness. Stupendi i climax che arrivano verso la fine del pezzo come pure alcune “pause sonore” tanto meditative o momenti più sferraglianti e distorti.

Segue “Kraken”. Esordio allusivo e mentale, tanto evocativo con climax crescente. Con tutti gli strumenti a pieno regime il sound è un pugno allo stomaco. Potente, calibrato a meraviglia. Refrain e songwriting in generale messi insieme con cura maniacale. La potenza sonora si bilancia con spunti più melodici per una sorta di “montagne russe” sonore concepite per la nostra anima desiderosa di liberarsi dalle “scocciature quotidiane materiali”….Pattern dopo pattern tutto sembra in armonia e tiene il nostro pensiero occupato dando mai tregua.

“Hope in the storm” si caratterizza per kick leggero ed effusioni melodiche sgargianti. Ascoltando questa canzone sembra di essere sospesi in aria, come su una mongolfiera. Man mano che si procede in avanti nella canzone il sound si fa sempre più ampio e disteso e le varie progressioni sonore continuano a non darci scampo.

Dopo “Interlude”, sorta di pausa riflessiva ed inebriante, arriva “Edinburgh of the seven seas”. Qui abbiamo malinconia sotto forma di onde sonore. Melodie leggere si contrappongono ad un beat abbastanza solido. Qua e là inserti più robusti rendono il sound più dinamico, sound che risulta sempre tanto “viaggiante”.

“Deep blue” chiude il tutto, un’odissea interminabile e toccante con guizzi sonori electro e fraseggi di chitarra tanto elettrizzanti.

Eccellente il lavoro di produzione sonora, mastering e songwriting che rendono il prodotto musicale di livello internazionale.

Come facciamo a non sottolinearlo, NORTHWAY è una stella splendente del postrock italiano ed internazionale: con le loro apologie sonore tra psichedelia, postrock e struggenti passaggi distorti non possono passare assolutamente inosservati!

NORTHWAY usa la musica per creare magie e chimere per l’intelletto umano: come alieni provenienti da un’altra dimensione, come esseri usciti da un wormhole ci portano sensazioni ed emozioni “sovrumane”, metafisiche, grazie al loro intruglio sonoro magicamente congegnato. Bisogna solo salire sul loro veliero, sulla loro navicella spaziale e vi troverete nell’oltre….Bisogna far prostituire la mente per produrre paesaggi immaginari straordinari…

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