Intervista a I Malati Immaginari

Benvenuti su System Failure. Il vostro è un progetto nato alla fine del 2019: dalla nascita ad oggi siete sempre andati d’accordo o ci sono stati dei momenti di incomprensione?

Ciao a tutti i lettori di System Failure. Noi siamo Dario e Laura, due “Malati Immaginari” di nome e di fatto! Siamo due amici fraterni legati da un patto di sangue, anzi, ci è sempre piaciuto pensare che siamo un’unica anima che si è incarnata in due corpi. Questa premessa serve per sottolineare il fatto che fra di noi esiste un rapporto bellissimo, unico, un rapporto che ci permette anche di superare ogni difficoltà che incontriamo. Ci sono stati momenti di incomprensione? Certo, siamo esseri umani e a volte capita di non comunicare telepaticamente come accade di solito. È sufficiente impiegare qualche minuto per chiarirsi e si va avanti come sempre.

Il vostro sound è dark wave. Un mash up di elementi acustici e quasi tribali con timbri sintetici ed elettronici. Come lo avete elaborato?

Semplicemente suonando quello che ci piace. Non abbiamo mai programmato a tavolino una canzone, ci siamo sempre lasciati guidare dall’istinto. Tutte le nostre canzoni nascono durante le nostre jam nella nostra saletta, come quando si faceva musica. Il nostro è un approccio un po’ vintage alla musica, che viene dal contatto diretto con i nostri strumenti. Soprattutto dal vivo semplicemente suoniamo e arrangiamo nel modo più naturale possibile. Chiaro che in studio, invece, ci piace sperimentare e andare oltre i nostri stessi limiti, proprio per le infinite possibilità che offrono le macchine. Poi, quando ti trovi a produrre insieme a un Disco di Platino come Alessandro Forte è chiaro che i limiti non esistono più…

Chi sono i vostri miti musicali?

Se parliamo di “miti” in senso stretto, siamo cresciuti rispettivamente con U2, Beatles ed Editors (Dario), Radiohead, Nirvana e Patti Smith (Laura). Chiaro che non sempre i miti influenzano in senso stretto, anzi, talvolta tendiamo a fuggire dal nostro “fanatismo” per questi artisti proprio perché ci piace essere autonomi in fase di scrittura. Ne I Malati Immaginari raccogliamo tutte le nostre principali influenze (darkwave anni Ottanta e disco music Novanta), le frulliamo e le rielaboriamo a modo nostro.

“Emostatico ep”. Di cosa parlano le canzoni contenute?

Noi scriviamo di noi stessi, del nostro vissuto e dei nostri pensieri. Non ci piace inventare, non riusciamo a farlo, e per questo spesso le nostre canzoni sono legate da un filo conduttore. Noi raccontiamo il lato tossico e marcio dei rapporti umani, raccontiamo la dipendenza e la violenza psicologica, il narcisismo dal punto di vista della vittima e del carnefice. Soprattutto qui in Emostatico, sarà che usciamo entrambi da un momento molto difficile e pesante, siamo stati molto claustrofobici e dark nei pensieri. Il laccio emostatico, infatti, trattiene il sangue nel corpo evitando l’emorragia e la morte. In questo senso la musica ci ha salvato la vita.

Quali programmi per pc o tools usate per l’elettronica?

Siamo abbastanza “normali” da questo punto di vista. Dal vivo utilizziamo Ableton Live e una loop station, in studio Logic. Facciamo un grande uso di effettistica (compressioni, delay e riverberi quasi ovunque) e il nostro synth Korg lo sfruttiamo fino all’ultimo suono!

Cosa ci potete dire per presentare il video di “Non passa più”?

Per una volta abbiamo accantonato il nostro integralismo dark e gotico per divertirci un po’. Poiché è la nostra unica canzone ad avere aperture solari nello strumentale, abbiamo deciso di indossare maschere e occhiali colorati e “fare danni” in giro per la nostra Vasto. Non più labirinti sotterranei (Bambola Parlante) o bassifondi (I Love You). Stavolta abbiamo calato il nostro mondo nell’azzurro del mare e del cielo e nel verde della natura. Il risultato ci è piaciuto tantissimo, ma ancora di più ci siamo divertiti a girarlo. Come sempre al nostro fianco la videomaker, stylist e truccatrice Gaia Colonna, da sempre la madrina della nostra immagine, Ma Non Passa Più è stato un semplice gioco. Dal prossimo videoclip torneremo a essere tristi e in bianco e nero!!

E, invece, cosa potete dirci del video di “I love you”?

Ecco, I Love You è il vero prototipo dei nostri videoclip, per certi versi il nostro preferito. Ambientazioni scure, quasi da horror, bianco e nero, disperazione, noi che ci inseguiamo senza mai incontrarci. Ci piace giocare sul nostro lato maledetto e disperato, quasi come se fosse una catarsi, un modo per esorcizzare il male che attanaglia un po’ la vita di tutti i giorni. In fondo per noi la musica è questo, una liberazione dalle catene che abbiamo indossato a lungo. Al termine delle riprese, ad esempio, Dario si è fatto un bel pianto di consolazione per la tensione accumulata nell’interpretare la propria disfatta.

Cosa della vostra musica attrae l’ascoltatore secondo voi?

Guarda, per rispondere a questa domanda abbiamo fatto un sondaggio social e lo abbiamo chiesto in giro durante i nostri live. Premesso che l’età media della nostra fan base non è adolescenziale, la risposta più gettonata è stata la seguente: “Suonate attuali ma non fate schifo come le canzoni di oggi e come Sanremo, perché dentro la vostra musica sentiamo tanto l’influenza dei cantautori (vero, siamo grandi fan di Lucio Dalla, Daniele Silvestri e Luigi Tenco) e non parlate semplicemente di lui che vuole farsi lei”. Che dire, ne siamo più che onorati!

Quale è il verso o la strofa a vostro parere più bella che avete scritto?

“Sei come Lexotan, mi fai sentire meglio. Io un tossico che fa qualsiasi cosa per una dose di te, io che mi faccio di te se sei qui con me”. Questa è la seconda strofa di I Love You, e probabilmente è quella che meglio descrive meglio la tossicità e la dipendenza psicologica delle relazioni, appunto, tossiche. Poi, sai, è difficile davvero scegliere la strofa o il verso più rappresentativo. In un certo senso, proprio perché scriviamo di noi con onestà, siamo legati un po’ a tutto quello che cantiamo. E in ogni caso, tutte le canzoni di Emostatico ci rappresentano al cento per cento. Ne approfittiamo qui, salutiamo il cantautore e producer, nonché fratello, Fabio Cosimo, con il quale abbiamo scritto i testi di I Love You e Ti Prendo in Braccio.

Cosa bolle ora in pentola per I Malati Immaginari?

Bolle quello che bolliva ieri e quello che bollirà domani, ovvero una montagna di live in giro da nord a sud. Dal 2022 abbiamo collezionato oltre 130 date nazionali, spesso di spalla ad artisti come Morgan, Tre Allegri Ragazzi Morti, Frankie Hi Nrg, Meg, Young Signorino, Pierpaolo Capovilla, Cristiano Godano, Paolo Benvegnù e tanti altri. Il 21 aprile è iniziato appunto “Emostatico Tour” che si chiuderà ad agosto. Abbiamo già 15 date in calendario e tante altre ne sono in trattativa. Sui nostri canali social le date sono sempre ben visibili e le aggiorniamo quotidianamente. Inoltre stiamo lavorando all’ep successore di “Emostatico”, che probabilmente, rimanendo in tema, si chiamerà “Emoglobina” e avrà un approccio più live e più suonato di “Emostatico”.