Intervista a Paul Pedana

1)Ciao Paul. Benvenuto su System failure. Ci descrivi il tuo percorso artistico fino a qui? Oltre a questo progetto musicale suoni anche in altre band?

Credo che sia tutto iniziato quando a 6 anni presi una cotta enorme per una ragazza, non sapevo come dichiararmi così ho preso la chitarra di mio padre e ho provato a tradurre il tutto in note musicali.. Mi ricordo Mi minore e La minore, la vena drammatica già c’era dall’infanzia. A 14 anni ho composto il mio primo album sinfonico che è stato presentato a Giampiero Reverberi. A diciassette anni invece ho registrato il mio secondo album con una band fondata da me chiamata Overshade, facevamo progressive metal a quei tempi, successivamente nel 2007 abbiamo fondato gli Anthropos (hard rock) con i quali abbiamo raggiunto un bel successo nell’Est Europa suonando a fianco di band come Kasabian e Skillet, sono tuttora il batterista e songwriter della band. Il mio progetto solista invece è nato nel 2015 a Londra e dopo 2 anni di registrazioni e concerti vari, eccoci qui con Ex-Human.

2)Come è nata in te la passione per la musica?

Penso di essere nato totalmente dipendente dalla musica. Mio padre è stato un radio speaker e batterista e mio nonno ha suonato il sassofono e il clarinetto in delle orchestre in italia ed in francia per oltre 30 anni.

3)Come prendono forma le tue canzoni? Parlaci del processo creativo alla base…

Non saprei dire, vengono fuori da sole. A volte mi trovo nei posti più assurdi del pianeta, altre volte semplicemente in studio o addirittura al bagno o in macchina. Non seguo mai uno schema fisso e a volte compongo prima la musica e poi il testo. La cosa curiosa è che prima mi faccio il film mentale della canzone, in base ad un evento che mi ha ispirato, e poi faccio tutto il resto, ecco perché spesso nascono prima le sceneggiature dei video che la musica.. Diciamo che compongo colonne sonore per i miei film mentali.

4)Come è nato Ex Human? E’ stato difficile registrarlo? Qualche aneddoto da raccontare?

E’ stato un lavoro molto complesso. E’ nato a Londra e la prima canzone, Ellie The Alien, è stata scritta dentro l’aeroporto di Stansted. Kate è stata registrata in uno studio completamente analogico all’Oxygen Studios di Padide Lanciani e inizialmente masterizzata da John Davis al Metropolis studios. Per ragioni tecniche poi ho spesso registrato a Tooting Broadway e mixato l’album al Sound Studio Service di Marco Capaccioni con un mastering di Giovanni Versari. E’ stato registrato in diverse parti del pianeta in realtà, una volta ero a New York e ho inciso le chitarre acustiche di alcune tracce, altre volte in Italia e altre Inghilterra. Kate è stata composta a Cracovia. Insomma, un po’ dappertutto.

5)Quale è la traccia tua preferita di questo album?

The Hummingbird, racchiude molti segreti quel pezzo.

6)Ho letto che “Ex-Human è una profonda critica alla nuova era della schiavitù dell’alta tecnologia che colpisce quasi tutti e distrugge ogni tipo di volontà umana, partendo dalla digitale anestetizzazione infantile fino alla triste accettazione del vortice della de-umanizzazione”. Puoi commentare tali parole?

Sono parole mie, non saprei come altro dire questo concetto…

7)Ti piace suonare più all’estero o in Italia?

In realtà non ho un posto preferito dove suonare, l’importante è il calore del pubblico, quella è la cosa che conta anche se devo ammettere che nell’Est Europa i fans sono sempre più scatenati e affamati di cultura, questo mi piace un sacco.

8)Con quale artista sogni di collaborare? Su quale palco italiano o straniero vorresti proprio suonare?

Mi sarebbe piaciuto lavorare con Brian Eno, pietra miliare dell’ambient. Mentre per quanto riguarda il presente ho tutto quello che mi serve, eccezionali musicisti e persone d’oro. Per quanto riguarda il palco beh, mi accontento di Wembley.

9)Quali sono i tuoi progetti futuri Paul?

Ho progetti molto semplici, portare la mia musica in giro per il mondo, vivere di essa e poterci investire creando e scrivendo sempre nuovi album e video musicali. Un’altra cosa importante sarebbe aiutare le altre persone più possibile. Per quanto riguarda la sfera personale direi: costruirmi una casetta di legno in campagna con una bella cantina di vini, dove poter passare la mia vecchiaia con la mia compagna.

10)Ti hanno mai chiesto di scrivere una colonna sonora?

Si, ho lavorato e lavoro tuttora come Soundtrack Composer per guadagnarmi da vivere, ne ho composte molte per film e pubblicità.

11)Per finire, un messaggio ai lettori di System failure e uno a coloro che stanno iniziando a fare musica….

Il mio consiglio è quello di evitare il concetto moderno di “mondo della musica”. Evitare Talent o ca..ate varie. E loro la gran parte della colpa per aver de-culturizzato i giovani amanti della musica. Sono dei Karaoke fatti a tavolino.  Se uno vuole diventare musicista deve prendere uno strumento e cominciare a strimpellare in sala prove con un amico fino a quando non arrivano le prime date nei bar, pub, per strada e poi nei locali più grandi e così via. Fare ore e ore di fila in mezzo a centinaia di persone in un capannone aspettando di essere giudicati da quattro giudici per 30 secondi di esibizione è un qualcosa che mi richiama il concetto di campo di concentramento psicologico per aspiranti musicisti. Sono davvero infuriato contro queste cose.

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