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Intervista a Sque

1)Benvenuto su System failure. I tuoi inizi con la musica come sono stati?

Ho iniziato ad approcciarmi alla musica (grazie anche a mio padre) all’età di 9 anni prendendo lezioni di canto e chitarra presso insegnanti privati.

2)Quali sono gli artisti che hanno maggiormente influenzato le tue scelte musicali?

Partendo dal presupposto che sono cresciuto ascoltando Stevie Wonder, Aretha Franklin, Bob Dylan, Jimi Hendrix, Etta James, Sinatra, Cream, Frank Zappa e così via. Direi che in maniera inconsapevole tutti questi artisti hanno influenzato la mia musica. Ma se dovessi rifarmi ad artisti odierni prendo ispirazione dal vissuto e il modo di vivere di cantanti come Usher, Ed Sheeran, Beyoncè, Anderson Paak, Demi Lovato, Miley Cirus e questa lista potrebbe non terminare più….

3)Ci parli per bene del tuo progetto artistico?

Il mio progetto artistico si può dire che nasce per strada. In che senso? Nel senso che da un anno a questa parte ho iniziato a lavorare come busker (artista di strada) nei centri di città come Bologna, Milano, Torino o la mia città Treviso. Facendo ciò ho praticamente ripreso in mano un vecchio progetto solista attraverso il quale ri-arrangiavo con chitarra acustica e voce le canzoni che a me piacevano di più. In questo modo è nata in me la consapevolezza di iniziare un cammino solista e “Something’s Happening” è solo il primo step.

4)Di quale messaggio vuoi essere portatore con la tua musica?

Cerco di non farmi mai questa domanda, ma se proprio dovessi dare una risposta direi che mi piacerebbe che la gente captasse dalle mie canzoni quella spensieratezza, quel vigore, quella voglia di conquistare tutto che si ha quando si è bambini. Quando siamo piccoli abbiamo la sensazione, la spavalderia di credere di poter fare qualsiasi cosa. Ecco secondo me quel “qualsiasi cosa” si può fare, l’unico problema è che invecchiando fisicamente la gente crede che s’invecchia anche nel pensiero. Cosa sbagliatissima.

5)Abbiamo recensito il tuo ep “Something’s happening”. Come è nato questo progetto? Spiegaci tutto per bene…

Questo progetto è figlio di due teste: la mia e quella del mio produttore/amico Alter. (A.K.A. Giovanni Pezzato). Avendo lui captato in me la voglia di fare un mio primo lavoro solista, abbiamo unito le forze e arrangiato e scritto assieme il tutto. Sono davvero soddisfatto di come sia nato, evoluto ed uscito questo lavoro.

6)Su quale brano dell’ep mi dovrei soffermare e perché?

Soggettivamente parlando ti direi “I found my way”. In quel testo ho esplicitato cosa ha suscitato in me l’aver iniziato a suonare per strada.

7)Il tuo ep esprime un mix di urban, funky, pop e soul. Come sei riuscito a mettere questi generi musicali tutti insieme?

Credo sia tutto nato dai vari generi musicali che ho suonato fin da quando ero piccolo passando dal cantautorato di Bob Dylan al rock dei Led Zeppelin o la psichedelia di Hendrix; o ancora il rock progressive di Zappa fino ai differenti tipi di Soul di Wonder e Franklin… Ho avuto anche un lungo periodo nella Reggae Music, quella forse (stranamente) potrebbe avermi influenzato più di tutti.

8)Quali ambizioni hai come artista? Con quale band o artista indipendente vorresti collaborare?

Come artista credo l’ambizione di qualsiasi altro artista: il poter vivere con la musica che scrivo io, che suono io e che piace a me. Gli artisti che amo sono tutti artisti oltreoceano, ma se dovessi parlare di qualche artista italiano ti direi Giorgia, Jovanotti, Elisa…

9)Su quale palco vorresti suonare?

Eh, eh… Wembley Stadium? 🙂

10)Riguardo l’ep hai qualche rimpianto? Qualcosa poteva essere migliorato?

Diciamo che di mio sono un tipo che non si soddisfa mai (pregio, ma anche difetto). Diciamo che avrei rifatto qualche linea melodica della voce.

11)Progetti per il futuro?

Pompare a mille questo ep in previsione del mio primo album solista.

12)Per finire, saluta i nostri lettori e invoglia loro ad ascoltare la tua musica…..

Grazie a tutti voi che ascolterete la mia musica. Non smettete mai di credere in voi stessi.