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Intervista a Gianluigi Nasto

Benvenuto su System failure. Ci parli del tuo percorso artistico fino a qui?

Ho iniziato a suonare da piccolo, 4 anni, a comporre dai 13 anni. Solo musica al piano e dai 19 con l’aiuto della tecnologia ho orchestrato alcuni miei brani. La mia musica accompagna i miei pensieri o si fa ispirare da persone e situazioni che vivo. A 20 anni poi ho cominciato a lavorare, non ho intrapreso una carriera artistica… non ho avuto le palle di farlo. Dopo 20 anni però la voglia di suonare davanti alle persone e per le persone ha di nuovo avuto la meglio e ho suonato sempre di più, composto e mi sono messo a disposizione per serate o per progetti artistici. Tecnicamente non sono più bravo come un tempo, ma non mi interessa… ora quando suono sono allineato, felice e vedo che ciò che suono incontra il gusto di altre persone e questo mi piace

Come è nata in te la passione per la musica?

Suonando. Semplicemente suonando.

Puoi parlarci del tuo background musicale?

Ho studiato pianoforte fra scuole civiche e conservatorio dai miei 4 anni ai 16 anni, poi ho continuato semplicemente suonando

Ci puoi introdurre il progetto artistico “Note di un viaggio”? Un progetto diviso in varie parti come abbiamo letto nel comunicato stampa giunto in redazione…

3 parti. Saranno in totale 30 brani che in 4 anni mi hanno aiutato a capire il periodo mio che è andato dai 20 ai 40 anni. Note sta anche per annotazioni. Viaggio sta proprio per quel percorso che ho fatto, che ho scelto di fare. Riguardandomi non vado fiero di tutto ciò che ho fatto, ma per non fare degli errori, a volte bisogna commetterli. Sono felice però che posso fare nuove scelte, che posso cambiare. Il pianoforte ora so che accompagnerà il secondo viaggio della mia vita.

Quali temi affronti con questo progetto artistico nel suo complesso?

La famiglia in primis e poi in generale la stupidità dell’uomo, nello specifico la mia. Successo, carriera, denaro, azienda, fatturato… insomma i tempi moderni, che passano di moda in pochi attimi e ti fanno riscoprire i veri valori di questa esistenza. La famiglia, i figli, l’essere liberi sono i temi che ora mi piace trattare. Vorrei selezionare le esperienze da intraprendere da qui in avanti riservandomi di fare ciò che mi fa stare bene e ciò che fa stare bene chi vicino a me.

Quali sono le differenze tra la parte 1, la parte 2 e la parte 3 (che ancora deve uscire)?

La prima è stata una nuova consapevolezza, che sapevo scrivere, che volevo scrivere e che ciò che scrivevo mi piaceva e piaceva. Ma suonavo ad un ritmo sbagliato. Il ritmo della mio viaggio non mi rappresentava. Il secondo riguarda i miei pensieri riguardo ai miei primi 40 anni… uno sguardo al passato. Il terzo chiude un ciclo: nel mezzo del cammin di questa vita… guarda il presente, ciò che sono, ciò di cui vado fiero e ciò di cui non vado fiero.

Quali sono i brani più rappresentativi di questo progetto artistico e perché?

Milano, perché la considero la città delle opportunità. La trilogia NON E’ MAI UN ADDIO, ANNIVERSARIO e RINUNCIARE PER AMARE, sono brani dedicati a mia moglie, ora ex moglie. Il nostro è stato un percorso lungo 20 anni nel quale ognuno di noi due si è sentito costretto dall’altro. Un percorso in cui ci siamo spesso sforzati di stare insieme per paura di stare soli. Lei è stata una persona importante della mia vita e di fatto è stata la persona che mi ha spinto a voler tornare a suonare… perché volevo cercarmi e cercare delle risposte…che suonando sono arrivate e che hanno risolto un conflitto tra di noi, almeno per me. Poi c’è CARILLON. il brano rappresenta la mia vita, la nostra vita…. una routine infinita, spesso condita da cose belle, ma che ci fa girare intorno e non ci fa andare da nessuna parte.

Come è stato collaborare con il sound designer Matteo Artusa?

Preso dai mille impegni, avere una persona che ti costringe a chiudere un progetto, è utile e lui lo ha fatto con tanta pazienza e con un atteggiamento bellissimo nei miei confronti. Spero potrò collaborare con lui tanto… nel futuro

Che rapporto hai con il pianoforte? Ti ha aiutato nella vita?

Il pianoforte mi aiuta a mettere ORDINE dentro di me. Metto le mani sul piano e viaggio con la mente, penso, salto da un pensiero all’altro fino a che lui non mette tutto in ordine e mi fa capire dove sono e dove voglio andare. E’ uno strumento incredibile. Non solo lo rispetto, ma lo adoro.

Per finire saluta i nostri lettori…

Vorrei fare più che salutarli. Nei miei profili social ci sono i miei riferimenti per far si che si possano mettere in contatto con me e chiedermi di scrivere per loro un brano… mi piace scrivere su commissione. Mi piace pensare di poter essere utile. Non chiedo nulla in cambio perché la musica è di tutti ed è per tutti e chi è capace di farla si deve mettere al servizio di chi ne ha bisogno! alla prossima

Ascolta Note di un viaggio 1 e 2:

https://open.spotify.com/album/3RTkNzg308UquwyQovLyQ4?si=ElV1NpWuQKSeMHL_GQ4_Ow

https://open.spotify.com/album/1UZc5BeTzowpxALPxfBIIS?si=GHVhaLL8QP2p53n4Pk_uXA

Guarda i video:
https://www.youtube.com/watch?v=KZCEsh79zDw&t=18s
https://www.youtube.com/watch?v=JlL4bkSg4KY
https://www.youtube.com/watch?v=37fwuhtzxQk

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