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Intervista a SirJoe Project

1)Benvenuto su System failure. Ci racconti il tuo percorso artistico fino a qui? Ho letto, tra le altre cose, che hai fatto parte dei Presence, gruppo prog metal partenopeo di culto.

Salve, per me è un piacere essere vostro ospite! Dunque, mi sono diplomato nel 1987 al GIT del Musicians Institute of Los Angeles sotto la guida di “mostri sacri” della musica del calibro di Paul Gilbert, Frank Gambale, Scott Henderson, Al Di Meola e molti altri. Rientrato in Italia con gli amici Enrico Iglio e Sophya Baccini nel 1989 abbiamo formato il gruppo Dark Progressive “ Presence” con all’attivo 7 album (di cui faccio ancora parte…) più svariate collaborazioni. Ho lavorato come turnista per diversi anni, sono attualmente docente di chitarra al CFM di Napoli e nel contempo mi capita di avere collaborazioni con diverse Tribute band.

2)Come è nata in te la passione per la musica?

Beh, provengo da una famiglia di musicisti da tre generazioni, in casa si è sempre “respirata” aria di musica quindi c’erano buone probabilità che ne fossi rimasto affascinato!

3)Che musica ascolti in genere? Nomina 3 album che hanno segnato la tua vita…

Cerco di ascoltare un po’ di tutto, dal Rock al Jazz, dal Pop all’Elettronica qualsiasi cosa che mi stimoli. Beh, sicuramente Burn dei Deep Purple, fu la prima volta che ascoltai una chitarra distorta e da allora la mia vita è cambiata. The Wall dei Pink Floyd, l’idea del concept album mi ha aperto nuovi orizzonti. Blow by blow di Jeff Beck, il suo modo di suonare per me non ha eguali. Chiaramente ce ne sono altri di album ma fermiamoci qui.

4)E’ uscito il vostro album di debutto dal titolo “Letze Baum”. Un concept album. Come è nato? Ci parli della sua genesi? Dove è stato registrato?

Il SirJoe Project è nato come esigenza di “spaziare” attraverso il genere Progressive in tutto quello che è stato il mio percorso musicale che va dal Rock degli anni ’70 (Deep Purple, Led Zeppelin, Yes, Genesis, Pink Floyd, King Crimson…), alla Fusion (Brand X, Return to Forever, Uzeb, Gong…) da band come Rush, Dream Theather, Spocks Beard, a sonorità più World tipo Deep Forest, Eric Mouquet con qualche influenza di band tipo Disturbed o Any Given Day. La nascita di questo album mi meraviglia ancora oggi, 14 brani composti ed arrangiati in meno di un mese! Una mattina d’estate mi sono svegliato e avevo tutto in testa, pazzesco! Poi chiaramente ho dovuto inserire i testi e qui mi sono avvalso della collaborazione di una caro amico, Mario Mutti che ha saputo interpretare perfettamente il mio pensiero. L’album in gran parte è stato registrato nel mio studio personale, le voci sono state registrate nello studio del cantante, Alessandro Granato ed infine i missaggi ed il mastering alla Starlight Studios di Napoli. Ho realizzato un album a “chilometri zero” in linea con le tematiche del concept!

5)Difficoltà nella registrazione? Qualche aneddoto a riguardo?

Beh, i brani non sono proprio una “passeggiata” da suonare, mi è capitato di rimanere imballato qualche giorno perchè non ero convinto sull’approccio del solo di chitarra. Cercavo quel fraseggio che mi facesse esclamare: “Yeah, è proprio lui!”. Non sono un grande appassionato della velocità, cerco sempre di concentrarmi su una bella linea melodica. Anche le parti vocali non sono state semplici considerando i tempi dispari (17/8, 11/8, etcc…) ma Alessandro con grande tenacia e professionalità è riuscito a fare un ottimo lavoro, anche con l’arrangiamento dei cori!

6)Su quale traccia mi dovrei soffermare di questo album e perché?

Trattandosi di un concept io vedo l’album come una sola traccia. E’ davvero difficile per me estrapolarne una….forse “I need time” ma perché è stato il primo brano composto che ha dato l’inizio al concept.

7)Ho letto queste parole riguardo l’album: “Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto, l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce pescato, l’ultimo animale libero ucciso. Vi accorgerete… che non si può mangiare il denaro”. Le puoi commentare?

E’ incocepibile cosa ne stiamo facendo di questo pianeta. Non capiamo che noi siamo solo di passaggio ed il nostro impegno dovrebbe essere quello di creare condizioni migliori per i nostri figli e per le generazioni a venire. Nel regno animale si uccide solo per nutrirsi o per difendersi da un grave pericolo. Noi uccidiamo per il gusto di uccidere e distruggiamo ogni cosa solo per la sete infinita di potere…Cosa succederà quando spariranno boschi e foreste, i mari ed i fiumi saranno privi di ogni forma di vita a causa dell’inquinamento che avanza inesorabilmente? Cari “portatori di democrazia”, voi che manovrate i “bottoni”, forse allora capirete, ma sarà troppo tardi, che “il denaro non si può mangiare”….

8)Nel vostro disco accanto a chitarra e basso ci sono loop in stile industrial, suoni molto duri, violenti, in contrapposizione a sonorità di tastiere versatili in stile World Music/New Age con inserimenti di voci etniche campionate. Sicuramente tanta voglia di sperimentare da parte tua e della tua band. Quanto è importante sperimentare per un musicista?

Sperimentare significa avere stimoli continui, nel mio caso penso che il progressive sia questo. Lo considero per certi versi la versione rock del jazz dove non ci sono limiti nella composizione, nell’utilizzo di sonorità e nella fusione di vari generi seppur mantenendo la matrice rock.

9)Inoltre, quanto è importante, secondo te, far arrivare il proprio messaggio al proprio pubblico. Voi, con la vostra musica, che messaggio intendete trasmettere?

Penso sia determinante; se ciò che ho realizzato riesce in qualche modo a creare un emozione in chi ascolta l’album, vuol dire che ho fatto un buon lavoro. Musicalmente parlando il mio intento in questo concept è stato quello di usare gli strumenti (chitarra, basso, batteria e vari loop industrial) in stile metal per rappresentare noi esseri umani, duri, acidi e spietati. In contrapposizione l’inserimento di tastiere, di strumenti e voci di varie popolazioni etniche in stile worldmusic per rappresentare la natura. A proposito di messaggi vorrei cogliere l’occasione per ringraziare Giuliano Zippo della Irukandji Booking Live Promotion che si occuperà di tutti gli aspetti riguardanti il management e la promozione del disco con l’ulteriore supporto di Maurizio Mazzarella del Mazzarella Press Office che curerà i rapporti con i media. Stanno facendo un ottimo lavoro!

10)Per finire, un consiglio alle band che muovono i primi passi nel mondo della musica….

Prima di tutto ascoltate qualsiasi tipo di musica, non limitatevi al vostro genere preferito, siate di mentalità aperta. Studiate bene il vostro strumento ma non dimenticate che lo studio non è tutto, non basta eseguire una scala alla velocità della luce per scrivere un bel pezzo. Concentratevi bene su ciò che volete proporre e solo quando il prodotto sarà soddisfacente per voi (che siete i migliori giudici di voi stessi…) allora uscite dalla sala prove e suonate tanto, ogni volta che si presenta l’occasione! I frutti si vedranno!