INTERVISTA A RAFFAELLA PICCIRILLO

Bentornata Raffaella. Hai pubblicato il tuo nuovo progetto musicale dal titolo “AIRAM R. – the other Side of me”. Quali sono le differenze con “Virtual Puzzle” oltre i generi musicali diversi, ovviamente?

Ciao grazie mille. Sì da pochissimo è uscito il mio nuovo progetto musicale distribuito da Believe Music.
In “AIRAM R. – the other SIDE of me” parliamo di un Concept-EP composto da 4 tracce, ognuna della quali contribuisce a dare un significato nel loro insieme. Bisogna immaginarlo come un viaggio musicale attraverso l’utilizzo di uno specchio, nel vedere la propria immagine riflessa, alla continua ricerca di sé stessi, facendo emergere le proprie paure, aspettative e visione di sé in una costante trasformazione, tra realtà ed illusione. Da qui mi collego alla famosa frase “Se non esci da te stesso non puoi capire chi sei,, di José Saramago nel Il racconto dell’isola sconosciuta, che ha poi ispirato l’intero progetto. Si parte con “Roll the Dice (Knock’em dead)” volendo sottolineare l’aspetto sociale dove l’apparire è molto più forte dell’essere. Con “Torments” e “In the Mirror”, si fanno emergere i propri tormenti e tutti quegli aspetti che ci possono destabilizzare mettendo a nudo, attraverso lo specchio appunto, il lato più oscuro di noi stessi scoprendo così i propri Demoni. Infine si conclude con la canzone “My Identity”, con la presa di coscienza ed accettazione di sé, tra pregi e difetti, a dispetto di una società che ci vorrebbe plasmati a suo uso e consumo. Il tutto nel voler fornire una nuova esperienza d’ascolto focalizzando l’attenzione sulla qualità del suono in alta risoluzione, come inevitabilmente la musica elettronica lo richiede.

Tra l’indie rock e l’electro cosa preferisci? Sono solo due lati opposti di te o anche altro?

Sono semplicemente due aspetti e due modi diversi di approcciarsi alla musica. Diciamo che l’indie rock mi permette di trasmettere le emozioni in modo molto più diretto e schietto, con un suono più grezzo senza particolari effetti e che, dal punto di vista compositivo, è più schematico e ‘easy listening’. Con l’elettronica è esattamente l’opposto, suono più articolato, molti effetti, campionature, distorsioni, sovra-incisioni, molte più linee vocali ecc. che comporta inevitabilmente un lavoro molto più approfondito ‘in studio’ per quanto riguarda la ricerca del suono, il missaggio e il mastering per ottenere un audio in alta risoluzione.

Anni di studio di Raffaella come DJ Producer e Beat Maker, come leggo dal comunicato stampa. Secondo te lo studio della musica quanto è profondo? Come influenza la mente di una persona?

Studiare e non improvvisarsi è la prima regola fondamentale, anche per essere presi sul serio in campo lavorativo e poter fare esperienza, inizialmente, anche solo come affiancatori. Per quanto mi riguarda, in tutto ciò, c’è dietro un profondo studio e ricerca del suono influenzati anche dal fatto che in tutti questi anni, collaborando con diverse realtà musicali, sono diventata un’attenta ascoltatrice molto più esigente.

Che programmi o tools usi per l’elettronica?

I comuni strumenti professionali che ci sono in commercio come Controller Midi+DAW oppure una buona Groove Box, il tutto condito da tanta pazienza e creatività.

“In the Mirror”, incontro-scontro con il proprio Io, faccia a faccia con i propri demoni. Quanto la musica può esorcizzare questi demoni interiori? E se i demoni fossero anche loro lo sprone per creare musica?

La musica rappresenta un vero e proprio strumento per poter esorcizzare questi demoni, a patto però che si possieda la capacità di guardarsi nel profondo mettendo a nudo la propria anima. Ogni aspetto che emerge da una profonda auto-analisi insieme alla voglia di condivisione, sicuramente, è un buon motore per innescare la creatività.

“My Identity” presenta anche un video su youtube, una canzone davvero entusiasmante. Ci puoi parlare della genesi di questa canzone? Di cosa parla il testo?

Ti ringrazio per il complimento. “My Identity” in realtà vuole essere una provocazione. Come ho già spiegato è la traccia conclusiva del Concept-Ep dopo una lunga auto-analisi tra pregi e difetti, nel voler far emergere quelle ansie e paure innescate dal non sentirsi “mai abbastanza” per gli altri. Racconto semplicemente all’ascoltatore “nella mia Identità, alla fine, vedrai quello che in realtà solo Tu vorrai vedere. Sarai libero di fermarti alle apparenze oppure andare più a fondo …”. In sintesi l’intero concept-ep parla appunto di questo, si parte da una forte pressione ed influenza da parte degli stereotipi sociali, per viaggiare attraverso se stessi facendo emergere anche i lati più oscuri di sé, per poi finire con l’accettazione del proprio essere a scapito dei pregiudizi. Un po’ come dire “giudicami pure, ma alla fine resto quella che sono …”.

Quanto è importante sperimentare con la musica secondo te?

Per me è fondamentale, la curiosità è una caratteristica che da sempre mi accompagna. Mettersi in gioco, uscire dagli schemi, cercare nuovi stimoli credo sia la chiave per approfondire sempre di più il proprio percorso artistico.

Ci sono diversi artisti electro che scelgono di non esibirsi live. Tu cosa pensi a riguardo?

Credo sia una scelta personale anche se molto dipende dalla realtà musicale in cui vivi. Purtroppo la figura del DJ Producer qui in Italia non è ancora riconosciuta come una vera e propria figura professionale, musicalmente parlando. I DJ non suonano ma “mettono musica”. Poco importa se dietro c’è un lungo lavoro di producer, selezione musicale, di grande creatività ed arrangiamento. Purtroppo più strumenti digitali si usano e più viene vista come musica ‘non vera’.

Per finire, saluta i nostri lettori e dai qualche consiglio ad altri artisti/band emergenti se puoi …

Un ringraziamento speciale a System Failure per avermi ospitata, quello che posso consigliare ai giovani emergenti è prima di tutto studiare ed imparare a star dietro l’evoluzione tecnologica. Mettersi in gioco con una buona dose di auto-critica e diventare attenti ascoltatori, stimolando la curiosità e sperimentando, se possibile, più generi musicali.

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