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Intervista a La postazione

Bentornati su system failure. Innanzitutto come state vivendo questo periodo di emergenza sanitaria? Come passate le vostre giornate?

Carmine: adesso comincio ad averne abbastanza, nei mesi scorsi a Milano è stato difficile continuare a fare la vita di sempre. Lentamente ne stiamo uscendo e non vedo l’ora, sinceramente.

Matteo: ho trascorso le mie giornate ascoltando molta musica che non avevo mai approfondito prima.

Fabio: diciamo sono arrivato al punto di massima sopportazione già da un po’, per fortuna stiamo pian piano ricominciando con la musica. Per certi versi é stato frustrante registrare i 5 singoli che usciranno a breve lavorando perlopiù da casa, per altri aspetti é stato interessante…

Nota dolente: i concerti! Vi sentite un po in gabbia?

Matteo: mi sento vuoto, la musica live è fondamentale! Sia da musicista che da spettatore, è importante da ogni punto di vista.

Fabio: suonare manca, senz’altro. Non riesco ad accettare un mondo senza concerti… sono pronto a fondare una setta clandestina di amanti della musica

Carmine: in gabbia no. Da un lato sono preoccupato perché tutto è fermo, dall’altro sono ottimista perché quando ci sarà la possibilità di ritornare a fare serate, probabilmente, ci sarà più spazio.

In un mondo in crisi climatica, economica e ora anche sanitaria quale è il ruolo della musica?

Carmine: il ruolo dell’arte non cambia: nella positività o nella negatività non cambia, ha sempre lo stesso ruolo.

Fabio:  la musica é come una specie di magia, può farci vivere emozioni incredibili facendoci viaggiare con la mente. Specialmente in periodi come questo assume un ruolo ancora più “salvifico”

Matteo: – è molto importante perché aiuta ognuno di noi ad uscire dal ruolo quotidiano e ti permette di sognare, ridere, pensare e amare.

L’altra volta abbiamo recensito il vostro ep “Never stop dreaming”? Stavolta abbiamo pubblicato il singolo “un po’ cosi’”. Se si come sono cambiate le vostre sonorità rispetto al passato?

Matteo: diciamo che viaggiando tutti sulla stessa “lunghezza d’onda” siamo riusciti a creare il nostro sound diverso per questi cinque pezzi rispetto al precedente lavoro, siamo sempre in evoluzione e stiamo già lavorando a qualcosa di nuovo.

Carmine: se siamo cambiati, lo abbiamo fatto in meglio. Cerchiamo di essere sempre diversi canzone dopo canzone, pur mantenendo delle influenze che compongono la nostra base. Con queste canzoni abbiamo fatto un passo in avanti rispetto al precedente lavoro, questi cinque singoli non saranno tutti Dream, verranno fuori anche altre influenze musicali a cui noi siamo inevitabilmente legati: ci siamo messi in gioco e non ci siamo fossilizzati solo su un genere.

Fabio: le nostre sonorità attuali rappresentano l’alchimia di ciò che siamo come singole persone e come gruppo: si è, secondo me, persa un po’ un’idea di sound a priori e mi piace questo nostro essere autentici, genuini, semplicemente noi stessi.

Cosa rappresenta l’artwork del vostro nuovo singolo(subito sotto)?

Fabio: che ognuno è libero di scrivere la propria storia come meglio crede?

Carmine: innanzitutto è opera di Giovanni Braione, è un amico di Matteo; ha tante belle idee e veramente d’impatto. Abbiamo dato carta bianca a Giovanni e, una volta che gli abbiamo spiegato il testo, lui lo ha ascoltato associando l’idea della matita sul tavolo, cioè un futuro tutto da scrivere, tutto da modellare, pensando bene ai passi da fare per non cadere nelle trappole iniziali di un determinato episodio della vita.

Matteo: Si, è il frutto della fantasia di Giovanni, che ha avuto piena libertà artistica in tutte e cinque le copertine dei singoli; ascoltando le canzoni ognuno è libero di interpretarla a modo suo, vederci qualcosa o associare la propria idea dando sfogo all’ immaginazione.

“un po’ cosi’” è il primo di cinque singoli che parlano di sogni, amore, amicizia, rabbia e collaborazione. Potete commentare queste parole?

Fabio: lascio a Carmine

Carmine: Fabio lascia a me perché dice che sono io l’autore, quindi devo parlarne io. Siamo ancora nel viaggio interiore dell’uomo: sempre nel racconto di ciò che uno può percepire, recepire, assimilare o capire lungo la propria strada, in base alle dinamiche che si incontrano, questa volta solo con visioni positive.

Matteo: chiudete gli occhi e ascoltate il pezzo, per me è la cosa migliore.

Tra tanti generi musicali perché avete scelto il dream pop? Di questo genere preferite una band o qualche artista in particolare?

Matteo: il dreampop ha delle sonorità che ci legano e ci aiutano a collaborare insieme, per poter raggiungere quello che vogliamo e quello che vogliamo provare ad esprimere, non solo il dreampop, anche altre influenze, ma il dream ci accomuna molto.

Fabio: sapevo poco del Dream pop fino a poco tempo fa…non c’è una band o un artista a cui mi ispiri, ma amo le suggestioni e le atmosfere sognanti, questo pensiero é sempre presente quando lavoro a una canzone del gruppo.

Carmine: abbiano tante influenze, partiamo da questo. Il dreampop è un genere che non sta stretto a nessuno di noi, questo è già un bel traguardo. Personalmente amo le atmosfere che si possono creare, le sensazioni che si provano, o almeno quelle che sento io nel dream, poi, adoro i suoni eterei e riverberati delle chitarre: mi portano lontano, nel passato o in un futuro ipotetico, viaggio ed ha una potenza disarmante su di me. Come band dream bisogna guardare alla scena anglo-americana: ci sono tanti gruppi fantastici, si può partire dai precursori di questo genere come i Cocteau Twins, passando per Lush, Slowdive, fino ad arrivare al presente come Wild nothing o Man i trust, tutti straordinari

Che cosa avete programmato per il futuro?

Fabio: non so cosa ci riserverà il futuro, in questo momento spero solo di suonare live al più presto. Stavamo lavorando per arrangiare il nostro repertorio in acustico prima della pandemia e devo dire che la cosa mi piaceva molto.

Matteo: come dicevo prima stiamo già lavorando a nuovi pezzi e vogliamo al più presto riuscire a portare la nostra musica su palchi, stare fermi da questo punto di vista è un po’ come non esprimersi al 100%, abbiamo bisogno di farci sentire dal vivo, ci piace percepire le sensazioni del pubblico.

Carmine: in realtà abbiamo già cominciato, lentamente, a lavorare alle nuove canzoni. Si, sono d’accordo con Fabio, anche a me piaceva l’idea della serata acustica, speriamo di riprenderla presto.

Per finire invogliate i nostri lettori ad ascoltare la vostra musica….

Carmine: ragazzi se amate il nostro stile, il nostro modo di essere nella musica, se in qualche modo riusciamo ad arrivare da qualche parte nella vostra anima seguiteci e sosteneteci. Tutto quello che vi possiamo promettere è che proveremo sempre a migliorarci.

Fabio: penso che chi ama la musica troverà senz’altro qualche ragione per ascoltarci. O almeno spero…

Matteo: non smettete mai di sognare e cercate sempre di vivere al meglio la vostra vita, con le persone che sono sulla vostra lunghezza d’onda, sotto tutti i punti di vista. Anche questo siamo noi, se vi ritrovate in queste parole, seguiteci.

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