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Intervista a Bonny Jack

Benvenuto su system failure. Ci parli del tuo percorso artistico fino a qui?

Ciao, grazie! Ho iniziato a suonare al liceo, e non ho più smesso!! Negli anni ho avuto diversi progetti di musica originale e sono passato in diversi generi (hard rock da ragazzetto, alternative, electro rock… attualmente ho un gruppo di rock n’ roll in romano!), ma ho sempre avuto una grande passione per il blues e quindi eccomi qui!

Come nascono le tue canzoni? Parla del processo creativo alla base….

Mah… non ho una regola, generalmente strimpello con la chitarra e improvviso qualcosa con la voce… se quello che sento è interessante continuo, altrimenti vado avanti!Se deve venire viene!!!!

Quali sono i tuoi miti? A chi ti ispiri particolarmente?

Ci sono molte figure nel mondo della musica a cui mi ispiro o che in generale mi hanno “aiutato” nel mio personale percorso. Per questo disco mi sono ovviamente ispirato ai grandissimi del blues, Robert Johnson, Howlin Wolf, Muddy Waters per citarne alcuni, ma ascolto molta musica diversa e sicuramente ci sono parecchie influenze anche fuori dal blues!! Ho ascoltato molti one man band ultimamente, è un mondo interessante!!

Quando e come è nata l’esigenza di realizzare un album(artwork subito sotto)? Parlaci del tuo “Bone river blues”….La sua genesi… Dove è stato registrato? Insomma, racconta tutto per bene…

È più o meno da un annetto che volevo registrare dei brani per conto mio, ma avevo molti dubbi su che tipo di disco fare e soprattutto che tipo di sound creare, così ho smesso di ragionare e mi sono messo a scrivere e a suonare le varie idee e nel tempo il progetto si è delineato da solo. Il disco l’ho registrato per conto mio nella mia sala prove e, data la quarantena, ho avuto tutto il tempo per dedicarmi alla cosa. È stato un processo di registrazione creativa perché molte cose le ho arrangiate, scritte o improvvisate al momento… è stato davvero divertente!! Per molte take ho utilizzato un vecchio registratore a cassetta!!

Con quale criterio hai scelto i brani contenuti nell’album? “Sweet Petunia” è l’unica cover di “Bone River Blues”. Perché hai scelto questo brano? E dato che ci siamo, perché hai scelto il blues come genere per esprimerti?

Inizialmente doveva essere un EP ma poi la cosa mi è sfuggita di mano e mi sono trovato con parecchie canzoni… ho un’altra decina di brani quasi pronti… mi sono dovuto fermare ed ho scelto quelli che erano più “pronti”! Visto che per ora purtroppo non si può suonare magari inizierò a registrare gli altri ahahahahah!!!!!!!! Per quanto riguarda la scelta della cover ho diverse collezioni blues in vinile, erano di mio zio e ce le ho da prima che iniziassi a suonare. Ho fatto riparare il mio impianto stereo qualche mese fa, quindi erano anni che non le ascoltavo… messi su i vari dischi c’erano alcune canzoni, fra cui “Sweet Petunia”, che ricordavo benissimo, come se le avessi ascoltate il giorno prima… ma non le avevo mai suonate… e così mi sono tolto lo sfizio!!!!

Un album che ha lasciato un segno indelebile nella tua memoria…

Sceglierne uno solo è davvero difficile… penso che nella mia memoria ci siano diversi segni indelebili!!! Ehhehh Diciamo che i grandi amori d’infanzia sono i Nirvana e i Black Sabbath!!!

Sei un chitarrista eccellente e virtuoso; quanto è importante la tecnica nella produzione musicale? Per affermarsi conta più il talento o lo studio?

Ti ringrazio! Penso che la tecnica faciliti determinate cose, ma non è l’essenza…. Nello scrivere canzoni contano le idee, le sensazioni che si vogliono trasmettere, il resto è solo di contorno! Ho studiato tanti anni e nella vita oltre a suonare insegno chitarra quindi so quanta importanza abbia lo studio ma la musica va scritta e suonata quindi diciamo che il talento senza tecnica va alla grande ma la tecnica senza talento… serve a poco! Ovviamente tutto dipende dall’obiettivo personale… il talento è necessario per l’aspetto creativo, lo studio è importante per diventare bravi musicisti e per poter esprimere meglio quel talento! È complicato!!!

Se dovessi trarre un bilancio, quali sono le tappe essenziali del tuo percorso?

È una domanda difficile, è un percorso lungo e complicato ma penso che tutto quello che ho fatto, suonato o ascoltato mi abbia portato ad essere il musicista che sono oggi quindi a modo suo ogni tappa è stata essenziale! Ho risposto in maniera filosofica..Ahahahahah!!!!!!

In un mondo con crisi climatica, economica e ora anche sanitaria, ebbene in questo mondo quale è il ruolo della musica?

La musica svolge il ruolo di sempre, ci accompagna in tutto quello che facciamo, condisce le nostre vite, ci supporta nei momenti difficili e ci esalta in quelli positivi…. Il problema è che molti per fare questo scelgono musica brutta!!!! Ahahahaha

Quanto ti manca la dimensione live?

Tantissimo e spero di tornare a suonare il prima possibile!

Oltre la musica che arti preferisci?

Adoro il cinema ma se non fossi un musicista mi piacerebbe fare il cuoco! L’arte culinaria è bellissima, molto simile alla musica, ti permette di essere molto creativo! In realtà ogni tanto organizzo degli eventi di social eating a casa: delle persone vengono a cena, c’è un musicista, generalmente one man band, che fa un concerto e io preparo la cena con un menù ispirato alla serata!!!!

Se la tua musica fosse un quadro, una città, un film o un libro…

Quadro… La zattera della medusa, cupo e impetuoso!
Città… una new orleans con il suo frullato di influenze diverse!
Film o libro (vabbè fumetto)…sicuramente Sin City!!!

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