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Intervista a Ivan Grave

Ciao Ivan Grave! Benvenuto sulle pagine di System Failure! Il 2020 sarà l’anno del tuo ritorno sulla scena come solista. Vuoi farci una breve cronistoria della tua carriera musicale dagli esordi sino ad oggi?

Ciao caro grazie dello spazio concesso. Che dire ho cominciato a far musica ormai 20 anni fa e dopo 4 album alle spalle di cui due con i Tracy Grave attualmente la mia band, mi trovo qui ad affrontare una nuova sfida.

Questo progetto è parallelo alla tua band, giusto? Possiamo rassicurare i fan che i Tracy Grave continueranno a lavorare normalmente?

Certo anzi c’è un album in lavorazione con i Grave, definiamo questo progetto solista una parentesi intima del mio percorso.

In Giugno dovrebbe uscire il tuo primo singolo e video dal titolo “Funerale”. Di cosa parlerà?

Per ora non è ancora sicura l’uscita per giugno!! La cosa balla tra giugno e luglio comunque sicuramente nei prossimi giorni saprò dire qualcosa in più… Funerale parla di pregiudizi e affronta diversi temi riguardanti il pregiudizio dall’omofobia al fattore estetico o addirittura il bullismo.

Sul piano del sound invece, cosa dobbiamo aspettarci?

Su quel lato ho lavorato a tutto tondo in questi mesi mischiando più cose e allargando gli orizzonti musicali.. Ho sentito il bisogno di creare un qualcosa di veramente mio, calando la maschera e affrontando faccia a faccia paure e debolezze mettendo a nudo il mio essere.

A Settembre sarà poi la volta dell’e.p. “Sociale Antisociale”. Ci puoi svelare qualcosa a livello di collaborazioni, produzione, ecc.?

Per ora queste notizie rimangono off limits. Posso anticiparvi che collaborerò con svariati artisti e che ci sarà una super produzione.

Sei sempre stato un artista che non le manda a dire, e ora, con i testi in italiano, ti potranno capire davvero tutti: le tue parole sono mosse dalla rabbia dovuta al periodo storico o dalla consapevolezza che si possa fare qualcosa per migliorarlo?

Io penso che viviamo un momento e un periodo in cui la gente ha bisogno di una spalla… Con i miei brani penso di essere la spalla giusta… Voglio dare qualcosa di vero in mezzo a tanta costruzione, corruzione e falsità.

Nota dolente: i concerti! Cosa prova un animale da palcoscenico come te ai tempi del Coronavirus? Ti senti un po’ in gabbia?

Io mi sento in gabbia costantemente, sono ancora alla ricerca della chiave… i live mi mancano mi manca chiudermi in sala con la band. Ma se non fosse stato per tutto questo non avrei mai preso la consapevolezza di guardarmi dentro liberamente…

Sui social hai regalato ai tuoi follower, live in studio, una piccola anticipazione del brano che darà il titolo al tuo extended play. Qual è il tuo rapporto con la “rete”? Pensi che sia un aiuto concreto per i musicisti o “si stava meglio prima”?

Penso sia utile per comunicare direttamente con chi mi segue… cerco sempre di creare un legame con chi mi apprezza… mi piace conoscere vite…. Questo è il vero nutrimento per un artista.

Grazie di essere stato con noi Ivan, a te l’ultima battuta!

Grazie a voi mi ha fatto davvero piacere spero di risentirci presto!