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Intervista a Huma

Benvenuto su system failure. Puoi parlarci del tuo percorso artistico fino a qui?

In realtà, molto semplice, sono un semplice ragazzo easy che aveva tanta voglia di farsi sentire e soprattutto fare tanta musica da sempre. Ho conosciuto il rap tramite amici, mi sono avvicinato col freestyle, poi ho scoperto gli studi e me ne sono innamorato. All’inizio era tutto un gioco, come dico in una delle canzoni dell’album, ma da quando ho una squadra abbiamo iniziato ad affrontare il percorso musicale molto più seriamente, con la stessa passione ma molta più professionalità. La mia squadra è Quinto Dan alle produzioni, Drop al mixer e Nicola Vallarella dietro telecamere, fotocamere e alla direzione artistica. Anche grazie a loro nel 2020 sono riuscito a concludere il mio primo disco. “Giovanni”.

Come nasce una tua canzone? Parla del processo creativo alla base….

Niente di che in realtà è tutto molto semplice, il mio produttore crea i beat e me li manda sotto forma di bozza, una volta ascoltato se mi piace inizio a scriverci e a creare il pezzo in sé. Dopodiché vado in studio e registro il provino. Se il pezzo spacca lo teniamo in modo che Dan può perfezionare il beat, Drop il mixaggio e intanto io e Nicola progettiamo la pubblicazione, singolo o video che sia. Semplice no?

Quali sono i tuoi ascolti recenti?

Tutto il mio nuovo album. Può sembrare egoista, ma in questo momento mi sto concentrando molto su di me e sui nuovi progetti e voglio tornare esattamente da dove vi ho lasciato con l’album… è ancora presto per dire altro ma le idee ci sono.

Come è collaborare con Quinto Dan?

Difficile, haha è un rimastone, ma lo amo.

“Nel 2020 approda alle audizioni di X Factor, dove convince i giudici presentando il suo singolo “Sorry Mamy”, che racconta la sua complessa ed emozionante storia”,leggo dal comunicato stampa. Cosa ti è rimasto di questa esperienza? Raccontaci tutto per bene…

Ma in realtà di quell’esperienza mi rimangono le emozioni che ho sentito prima di esibirmi davanti ai giudici. Diciamo che XF20 è servito a schiarirmi le idee su cosa io volessi fare nella vita per davvero. Le idee ora sono molto chiare, e carico di tutte le nuove esperienze sto creando molto.

Quale è il filo rosso che collega le tue canzoni?

Sono io il filo rosso ahah. Le mie canzoni raccontano aneddoti passati tristi, sogni riguardanti il futuro e la mia vita quotidiana attuale, racconto di tutto spaziando dall’hip hop classic, alla trap, fino a pezzi che alcuni considerano indie/urban…il filo rosso sono io che vivo, ricordo e sogno ciò che racconto.

E’ in uscita il video singolo “Giovanni”. Ci puoi parlare della genesi di questo tuo progetto artistico?

Beh, Giovanni penso sia il pezzo più personale dell’album, sono io che parlo a me stesso e mi raccomando su tutto. Il video è online dal 17/11 e vedrete una ripresa di me allo specchio…. Ecco quello è il rapporto tra HUMA e GIOVANNI.

Come hai elaborato il tuo sound?

Non è compito mio quello, io scrivo e canto, dovreste chiederlo a Dan. Secondo me è un alieno, basta che gli do una mezza parola, una frase o una citazione e lui mi comprende e tira giù esattamente il beat di cui ho bisogno.

Tecnica, studio, talento. Come si devono intrecciare in un’artista?

Non saprei, sinceramente, non penso che sia necessario possedere tutte e tre per forza, basta crederci ed essere originale. Detto ciò ovviamente ognuno deve puntare sempre a crescere e migliorare nel suo percorso, per questo ultimamente mi sto impegnando molto anche nel canto, dove ho iniziato a prendere lezioni con Greta Squillace… la prossima volta che mi sentirete live vi stupirò più di quanto ho fatto fin ora!

Stiamo vivendo l’emergenza per il Covid-19. Come sono cambiate le tue giornate da quando tutto è cominciato?

Ma in realtà nemmeno troppo, sono una persona semplice, vado in studio, mangio sushi, l’unica cosa che mi ha pesato e dover ricordarmi di portare sempre dietro la mascherina, ah beh poi i live che penso siano la maggior fonte di guadagno degli artisti, però se è per il bene del popolo penso sia giusto così, a parte quello sono una persona molto easy, non mi piace andare a feste o in discoteca, non bevo nemmeno, preferisco stare a casa a guardare film e mangiare schifezze haha

Siamo in un mondo in emergenza economica, climatica ed ora anche sanitaria. Quale è il ruolo della musica in questo mondo?

Non saprei cosa risponderti in realtà: la musica ti può tirare su il morale, far star meglio, ma purtroppo non ti curerà dalle malattie, non salverà il pianeta, ne ti farà guadagnare soldi, a meno che tu non la faccia.

Come vedi la scena rap italiana?

Dipende: a volte noiosa, a volte mi sorprende. Ultimamente coi social la scena dice più dietro lo schermo del telefono che dietro il microfono e questo mi rattrista un po’… ma fa parte del gioco attuale.

Con quale artista indipendente vorresti collaborare?

Per adesso solo con me stesso, voglio prima concentrarmi su di me e migliorare sempre di più. In passato ho fatto parecchie collaborazioni e ti dirò quando una persona mi piace ci collaboro… volere è potere!

Secondo te quanto è importante “colpire” il proprio pubblico?

È importantissimo, è grazie al pubblico se un artista cresce quindi non bisogna mai trascurare il proprio pubblico.

Per finire, saluta i nostri lettori e dai qualche consiglio a qualche rapper alle prime armi…

Ciao a tutti raga, mi raccomando seguitemi su tutti i miei social che presto esce roba freschissima. A tutti i rapper alle prime armi consiglio di fare sempre di testa propria e di non dare retta a nessuno.