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Intervista a Luka Sensi

Ciao Luka benvenuto su system failure. Ci puoi parlare del tuo percorso artistico fino a qui?

Grazie, certo! Quello che ho sempre cercato di fare nel mio percorso è trovare una direzione in quello che faccio, in quello che scrivo, anche tramite diverse esperienze! La mia scrittura nasce all’incirca 5 anni fa, con le prime strofe buttate giù, le prime melodie.. Nel corso degli anni mi son fatto le “ossa” partecipando a un po’ di contest per niente facili, e suonando in giro per il sud Italia, portando in pub e piccole piazze la mia musica. Sono fiero nel dire che tutto ciò mi ha maturato tanto come persona e come artista. Negli ultimi due anni poi, ho vinto un paio di contest e preso parte ad una session di scrittura di notevole importanza con la Sony/atv. Ed ora son qui, con la mia musica e contento della mia riconoscibilità artistica.

Come ti sei avvicinato al mondo della musica?

La musica ha iniziato a prendere il sopravvento in me, all’età di 8 anni, grazie a mio nonno chitarrista, mi regalò la mia prima chitarra (classica) e incomincia a strimpellare e successivamente a prendere delle lezioni.

La musica diventa nel giro di pochissimo tempo il fil rouge della sua vita”. Puoi commentare questa frase del comunicato stampa giunto in redazione?

Beh direi che il giornalista in questione ha fatto centro. Semplicemente perché una volta scoperte le varie sfaccettature della musica, è stata un po’ una dipendenza: dalla chitarra la curiosità di studiare il pianoforte, poi il canto, poi la scrittura, E per quanto ne sappia, il ‘filo rosso’ in questione dovrebbe legarti sin dalla nascita a questa presunta anima gemella; la mia musica è perfettamente paragonabile ad essa, perché c’è ogni giorno e son sicuro che ci sarà sempre.

“Circolo Vizioso”, il tuo ep del 2019. Lo puoi presentare ai nostri lettori?

Si. Diciamo che “Circolo Vizioso” è sia stato il mio debutto nel mercato della musica, ma anche un esperimento. Sono le tre canzoni che meglio mi rappresentavano ormai quasi due anni fa. Ho voluto provare a fondere la mia scrittura autobiografica ad arrangiamenti pop-elettronici. Sinceramente come prima pubblicazione ho avuto delle soddisfazioni non indifferenti e il pubblico ha apprezzato riconoscendo una novità in questo EP. L’Ep è su tutti gli stores, e ancora oggi viene ascoltato dagli utenti.

“Tua madre è una stronza” è un brano indie che uscirà il 27 novembre 2020. Ci puoi dare qualche anticipazione a riguardo? Leggo che è una canzone d’amore…Raccontaci tutto per bene…

Questa è la domanda che più temevo. Semplicemente perché “Tua madre è una stronza’ è il brano a cui sono più legato in assoluto tra tutti quelli che ho scritto. Mi rappresenterà sempre e quando lo canto, il mio cuore diventa una centrifuga di emozioni. Quello che sento di dirvi, è che una volta uscito, potrete ascoltare e spero provare le emozioni che ho vissuto per un diverso periodo, ma in particolare in quella sera. Sembra un po’ il film della serata, quella serata in cui ho avuto per diversi secondi davanti a me, la mamma di una ragazza con cui ci uscivo.

Il brano è stato prodotto da “La provinciale 49” . Come è collaborare con loro?

Bellissimo! Perché? Perché per la prima volta nel mio percorso artistico ho trovato due produttori con cui condivido al 100% il mio gusto musicale. Stare in studio con loro significa essere sorpresi di continuo, per un suono, per un riff di chitarra o qualsiasi cosa sia. A Paolo e Lorenzo devo molto, son convinto che sapranno sempre dare una luce così forte alle mie canzoni.

Perché hai scelto questo particolare artwork? Perchè questo windows datato? Siamo curiosi….

In realtà non so rispondere in modo preciso a questa domanda. In un epoca dove tutti trovano l’innovazione e la modernità, io ho voluto compiere il processo inverso con l’enorme aiuto di Mirko, l’autore della copertina. Il vintage ha sempre incrociato alla perfezione il mio gusto.

Se la tua musica fosse una città, a quale assomiglierebbe? E se fosse un film o un libro o un quadro?

Sicuramente L’Avana. A questa città faccio riferimento anche in “Tua madre è una stronza”,citando la regione. L’Avana perché è la città più colorata del mondo e i miei testi sono pieni di immagini e di colori. Non so se esista un film associabile alla mia musica, ma mi ci rivedo molto nelle sceneggiature di Quentin Tarantino, ma solo per l’imprevedibilità e il “no sense” (apparente) che, secondo me, ha un fascino non indifferente.

Come hai elaborato il tuo sound e quale è il filo rosso che lega le tue canzoni?

Il mio sound se oggi ha uno stile preciso, lo devo al mio percorso e a Laprovinciale49. La ricerca di suoni precisi ha fatto sì che uscisse fuori quello che ho sempre voluto rappresentare a livello di arrangiamento. Il filo rosso sono sicuramente la mia costanza e le persone che mi sono sempre state vicine in questo lungo percorso.

Quali sono le differenze tra “Tua madre è una stronza” e i tuoi lavori precedenti?

Come dicevo, oltre ad aver trovato una direzione ben precisa, secondo me la differenza principale è la maturità che riscontro nella mia scrittura di oggi (in particolare in Tua madre è una stronza), rispetto a quella di due anni fa.

Quali sono le tue ambizioni come artista?

Principalmente di far conoscere la mia musica a più persone possibili, di comunicare il mio messaggio e poter riflettere la vita di tante persone con i miei testi. Del resto, penso sia chiara la mia voglia di far diventare la musica il mio lavoro. Ho avuto la fortuna di fare dei piccoli tour e in piccola parte so quanto è assurdo fare concerti davanti a tanta gente che ti stima, che ti supporta.

Riesci a bilanciare la tua vita con la tua carriera artistica?

Penso che la mia carriera sia stata sempre di pari passo alla mia vita personale. Una volta raggiunta una maturità interiore, sono riuscito a trascriverla nelle mie canzoni. Il mio umore è il riflesso delle canzoni che scrivo.

Siamo in emergenza coronavirus. Come la stai vivendo? Come passi le tue giornate?

Purtroppo questo è un periodo difficile per tutti e noi artisti siamo molto penalizzati. Si sa, il contatto col pubblico è la cosa che più fa stare bene. Diciamo che nella sfortuna ho cercato di trovare un po’ di tempo per me, per la mia scrittura. In questi mesi ho cercato di mettere giù delle canzoni, degli spunti, spero di farvi ascoltare tutto molto presto.

Siamo in un mondo in crisi climatica, economica e sanitaria. Quale è il ruolo della musica in questo mondo?

La musica oggi ha un ruolo principale nelle vite di tutti noi. Il messaggio di speranza più forte, riusciamo a portarlo noi artisti. La musica è quella cosa che più influisce sull’umore di tutti i giorni. Quindi io dico, più musica, più positività, nella speranza che tutto migliori al più presto.

Per finire, saluta i nostri lettori ed invogliali ad ascoltare la tua musica….

Ringrazio voi della redazione, e saluto tutti i lettori! Mi raccomando ci vediamo il 27 novembre a mezzanotte sui miei canali (Luka Sensi), non vedo ora! Vi voglio bene!

2 thoughts on “Intervista a Luka Sensi

  1. Leggendo questa meravigliosa intervista ho avuto la sensazione di affrontare un viaggio verso posti colorati e con tanto sole, il racconto del giovane cantautore Luka Sensi sottolinea più che mai la volontà di essere se stessi e raccontarlo mettendo a nudo le proprie emozioni attraverso la propria arte.
    In questo momento particolare più che mai bisogna essere determinati e molto professionale in quello che si fa e Luka Sensi lo dimostra con la sua crescita artistica.
    Un ben fatto e non vediamo l’ora di ascoltare il nuovo pezzo, AD MAIORA

  2. Complimenti Luca… l’evoluzione che hai avuto è evidente anche leggendo le parole della tua intervista, dacci dentro …sarà un piacere assistere alla crescita del tuo percorso artistico che sono sicuro sarà di spessore.

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