Intervista a Cherubba

System failure ha ascoltato “Stornelly Ep” di Cherubba, qui(link) recensito. Lo abbiamo pure intervistato…leggete cosa ha da dire…..

Benvenuto su System failure. Quando e come è nata l’esigenza di realizzare “Stornelly Ep”? Parlaci della sua genesi…

Ciao a tutti. Ho voluto raggruppare 5 brani che da tempo suonavo in giro per locali e che vedevo suscitavano sempre interesse fra il pubblico. Quindi grazie al mio amico e produttore Riccardo Toni, abbiamo creato questa piccola raccolta per chi mi chiedeva di poter ascoltare il mio materiale online.

Con quale criterio hai scelto i brani contenuti nell’ep?

Ho scelto quei brani che parlassero di me con sincerità e senza vergogna. Quello che infatti esce fuori è che sono un fancazzista pervertito.

Come è nata la scelta di fondere dream pop e cantautorato?

Per quanto riguarda i generi musicali, non so dirti molto. Probabilmente riproduco quello che ascolto quotidianamente nelle mie playlist. Penso di essere influenzato ovviamente dall’Indie moderno, ma non c’è una vera e propria ricerca di genere alla base delle mie canzoni.

Come nascono le tue canzoni? Parla del processo creativo alla base…

Nascono per la maggior parte delle volte da cose che leggo e situazioni che vivo. Una battuta di qualche amico oppure una storia sentita al telegiornale. Sono una spugna che assorbe il mondo attorno a sé.

Che strumentazione hai usato per l’elettronica?

Per l’elettronica abbiamo usato tutti strumenti virtuali proveniente da vari Plug-ins. Ormai basta una piccola tastierina Midi e puoi creare una sinfonia restando chiuso in camera.

Quali sono gli artisti che hanno maggiormente influito sulla tua personalità artistica?

Molto probabilmente chi aggiungeva elementi comici nelle proprie canzoni. Quindi Elio e le storie tese, Latte e i suoi derivati…Ma anche chi raccontava i propri sentimenti usando immagini e termini del quotidiano, come per esempio Calcutta.

Un album che ha lasciato un segno indelebile nella tua memoria…

Is this It – The Strokes…Primo album della band. Tutte bombe del post-punk, (ma penso si possano definire anche Indie Rock).

Cosa ne pensi dell’attuale cantautorato italiano?

Finalmente spazio ai buoni ma brutti della musica italiana. Questo Indie potrà non piacere alla massa, ma per me è una boccata d’aria dal plasticume che usciva dai talent.

Per affermarsi conta più il talento o lo studio?

Il Buon Gusto. Puoi anche studiare 10 anni al conservatorio, oppure essere capace di fare assoli o comporre sinfonie per orchestre …Ma se “www mi piaci tu” ha spopolato, ormai tanti anni fa, è tutta una questione di gusto popolare. 4 accordi, un testo sincero e stai sereno che ritorni in mente.

Se dovessi trarre un bilancio, quali sono le tappe essenziali del tuo percorso?

Non credo molto nella gavetta tra Pub e locali. Produrre molto materiale condivisibile sui Social per me è la strada giusta Oggi.

Per finire, un appello ai nostri lettori per invogliarli ad ascoltare la tua musica….

Cari lettori, sono sicuro che potrete ritrovarvi in quello che scrivo. Altrimenti, baci e abbracci e sconosciuti come prima. Ciao a tutti e grazie per l’intervista!

https://www.facebook.com/Cherubba-2082461692027108/

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