POLEMICA – Breach

POLEMICA è una band thinkrock internazionale di 4 elementi con sede in Italia. Con il loro nuovo album “Breach” (2018), POLEMICA continua ad assalire le ingiustizie sociali e a provocare domande critiche. Hilary Binder (SABOT, Kačkala, RIOT) riversa il suo cuore e il suo intelletto nei testi emotivi e politicizzati, abilmente consegnati su una musica solida, e occasionalmente bizzarra, composta da Giulio Marino (Materiale resistente, Disorchestra, RIOT) al basso, Zilly (Lady malferma , Crazy children, White Russia) alla chitarra e synth, e Vincenzo Vik Di Santo (The Suricates, Aforisma) alla batteria. Breach è il logico seguito del loro acclamato album di debutto “Keep Your Laws Off My Mind”, pubblicato il 24 settembre 2016. System failure ha avuto il piacere di ascoltare “Breach” e quelle che seguono sono le nostre considerazioni a riguardo.

Quello dei POLEMICA è un alternative rock inconsueto e sorprendente. Lo possiamo subito apprezzare nella saltellante A walk in the park che ci porta alla mente band britanniche come Kasabian e Daughter. Poi arriva la convulsa e movimentata The Bell. In entrambe le canzoni salta agli occhi sia Zilly al synth che il carismatico cantato di Hilary Binder. In The Bell anche Vincenzo Vik Di Santo di certo non scherza. The Bell è tanto catchy a tratti, il miglior pezzo dell’album a nostro giudizio. I refrain di synth catturano senza dubbio tanta attenzione, refrain in alcuni passaggi tanto marcati. In The Bell l’alternative rock assume velocità tipiche del punk rock. Non solo, ci sono anche sonorità abrasive come abbiamo già accennato. Questo pezzo sembra trasportare i Breakbeat Era nell’alternative rock.

Passenger on the ghost ship è più lenta ma sempre “sbarazzina”: infatti questa band ha un sound tanto originale e riconoscibile come il cantato di Hilary Binder. Ogni tanto arrivano “esplosioni sonore” degne di questo nome. I riff anche qui catturano tanta attenzione come pure gli inserti electro. Quindi c’è Man’s Privilege che è una cavalcata sonora arrembante. Questa canzone ma non solo questa fa pensare a certi Marmozets di qualche tempo fa. Solo che questi ultimi hanno preso una direzione più tendente al pop mentre i Polemica sono splendidamente alternative, davvero alternative ed è Man’s Privilege a suggerirci queste parole.

Psycopath mind offre alcune parti psych rock accompagnate poi da riff imperiosi. Quanta profondità sonora c’è in questa canzone! Tanto “effetto eco” in alcuni passaggi. Silly me è proprio martellante: anche qui riff imperiosi, parti psych rock e il cantato della lead vocalist tanto fulminante. Un’altra perla dell’album sicuramente Silly Me. C’è anche una certa quantità sia di grunge rock che noise rock nel sound ottimamente stratificato di POLEMICA.

Con Morning fight ci avviamo verso la fine dell’album. Una canzone distensiva, una sorta di “intermezzo” tra tante sfuriate sonore. Anche qui tanta profondità sonora. Need more time sembra richiamare le sonorità già ascoltate in The Bell aggiungendo la “giusta” dose di synth e psych rock, quindi. Un pezzo che colpisce tanto pure questo. Un pezzo che ci fa pensare vagamente ancora a Breakbeat era.

Poi arriva l’abrasiva title-track Breach. Un pugno nello stomaco o una scaricata di pugni se preferite. La più interessante della serie. Un pezzo che definire stupefacente sembra riduttivo. Vario, aggressivo, convulso, incredibile. Tra i migliori dell’album anche questo. Un pezzo che fa pensare ad alcune canzoni sia dei Nirvana che dei Sonic Youth. Musica che si “accoppia” letteralmente con il rumore. Tanto “sporco” che noi su System failure amiamo particolarmente quando arriva…Il tutto si conclude con Welcome to the show, un pezzo che sembra volerti scuotere dalla tua monotona quotidianità con il suo incedere scalpitante e nervoso.

Finalmente arriva alle nostre orecchie musica dal talento strepitoso. I POLEMICA ti cambiano la giornata c’è poco da fare. Sonorità che squarciano letteralmente il cielo sereno delle sonorità normali. Musica per persone alla ricerca di stimoli: i nostri mescolano tanta roba con ineccepibile autorità e talento. Sono mostruosi all’ascolto. Siamo onorati davvero di ospitarli. Magari capitassero tutti i giorni sonorità assolutamente originali come queste. I POLEMICA sanno come “violentarti” a livello musicale con un sound a dir poco fulminante ed elettrizzante. Essi dimostrano caratura internazionale la quale si ascolta dal primo pezzo e si esplicita in modo clamoroso in alcune canzoni.

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