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Maria Angeli – Anyhow

“ANYHOW” di Maria Angeli è un capolavoro. Lo trovo veramente bello sia dal punto di vista vocale che strumentale. Assolutamente ben scritto, ben fatto, ben mixato. Una bellissima scoperta per chi la ascolta per la prima volta. Ci trovo richiami di atmosfere di brani internazionali pop ma anche tanto che proviene dal jazz, dal swing per gettarsi anche, senza timore, nelle mani dell’elettronica con un sound anglofono che non sfigura rispetto alla produzione d’oltre oceano e nord europea.

Ho avvertito sentori di Alicia Keys, Norah Jones, Alanis Morissette, ma anche un leggero sapore dark nell’intenzione vocale e strumentale che ricordano alcuni versi e melodie dei brani di Adele come anche alcuni piccoli spunti da accordi della produzione rock degli anni ‘70. La voce sempre all’altezza, a fuoco, dominante su tutto, anche con la sua apparente soavità: è lei sempre che ci conduce. Non troverete niente di scontato in questa produzione. L’album possiede quella morbidezza che ti accarezza anche quando gli argomenti e le intenzioni cambiano e tutto si fa più elettronico. La musica e le parole si sostengono in un balletto a due che non ha bisogno di fare vedere i muscoli, in un connubio fuori dal comune. Tutto senza mai essere banale.

Il brano “Anyhow”, che dà il titolo all’album, si apre leggero con la chitarra acustica ma è tutt’altro che un brano semplice e liscio. Tanta classe, tutto leggero e bellissimo ma intenso. Le frasi di chitarra che si intrecciano con la voce, i violini, i synth. C’è tanto da dire e da ascoltare. “Caught up in a Rush”, un brano bellissimo e ammaliatore. La protagonista è lei, Maria Angeli con la sua bellezza, la sua forza nascosta ma anche con le sue debolezze e nostalgie profonde. Si c’è elettronica di classe. Essenziale ma efficace. Notevole anche il video che accompagna il brano. Dopo i tre minuti mi aspettavo una profonda e sontuosa apertura ma l’autore ha preferito rimanere nell’intimo e moderato.

“When You’re Gone”, dolce e cinematografica. Limpida, rievocativa. “The Reasons” misteriosa con i suoi accordi minori, alti, un crescendo che ti scava dentro e riscende come una cascata. “Un velo”, cantata in italiano. Bellissima. Di classe. Il violoncello aiuta il pensiero e i ricordi e poi l’apertura verso il ritornello. Sempre diversa mai prevedibile. Una sorpresa ad ogni angolo.

Direi che Maria Angeli ha trovato i giusti autori e la giusta produzione. Un’artista in piena crescita che può stupire ancora di più sfoggiando una maggiore forza. C’è tanto da gridare in fondo e farlo non è reato!

a cura di Luigi