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>>Marco Germani – Near Death Experience

N.D.E. è il secondo album solista di Marco Germani, chitarrista, autore e insegnante di chitarra di Vigevano (PV). N.D.E. è l’acronimo per “Near Death Experience”, che significa “esperienza di pre-morte”, un’espressione che nel concept-album che qui vi presentiamo assume diverse sfaccettature metaforiche. Tramite l’ascolto delle dodici tracce inedite si percepisce il senso di un viaggio, che, preso alla lettera, può essere l’esperienza del celebre tunnel che porta all’aldilà luminoso. Questo viaggio può assumere anche altri significati: per esempio, può rappresentare un percorso attraverso se stessi, dal buio alla luce, da un momento negativo della vita alla sua felice risoluzione, dalla disperazione alla speranza. System failure ha ascoltato Near Death Experience e quelle che seguono sono le nostre impressioni a caldo.

Welcome to afterlife ci introduce al mondo sonoro electro ed alternative rock di questo artista. Ascoltiamo un cantato abbastanza evocativo in questa canzone con sonorità sci-fi che tanto ci fanno pensare ad un film di fantascienza. Tale canzone presenta anche dei tratti di alcune canzoni dei CSI di Gianni Lindo Ferretti. Appuriamo anche la presenza di suoni ambient e di un beat trip hop verso la fine del pezzo.

Too Bad to be True parte con dei riff incredibilmente graffianti. Il beat è alquanto sostenuto e il cantato sempre tanto evocativo. Le scariche metalliche di questo pezzo sono proprio magnifiche. Infatti, come non notare anche l’influenza alternative metal che si fonde con l’industrial metal in questo artista di grande talento. La sua musica mira a far immergere l’ascoltatore in realtà aliene spesso sinistre ed inquietanti.

Con Disguised Sleep il viaggio continua e abbiamo altre sferzate alternative metal alquanto cupe con un cantato femminile caldo e potente. La tensione non cala in questo pezzo di grande efficacia. C’è tanta energia e tanta risolutezza nelle canzoni di Marco Germani. C’è anche tanta austerità sonora. Verso la fine del pezzo c’è anche un climax notevole.

Megaera sembra continuare il pezzo precedente e ci fa pensare a Portishead per alcuni suoi passaggi anche se qui c’è durezza e ruvidità, totalmente assenti in Portishead. Ascoltando questo album mi vengono in mente anche band come Nine Inch Nails, Marilyn Manson, Black Light Burns e How to Destroy Angels. La durezza continua in Black World, un pezzo straordinariamente coinvolgente. C’è tanta ricercatezza sonora in Near Death Experience: è una cosa innegabile! Stupid Bitch fa pensare ancora di più ai nomi di alcuni artisti da poco citati. È una canzone alquanto darkeggiante, una canzone di grande impatto.

Facin’ Death continua nel segno delle due canzoni precedenti e presenta pulsazioni electro di grande rilievo. Ci sono anche tappeti sonori ambient in questa canzone. Qui è presente anche una discreta influenza synthpop che fa pensare a band come Ladytron e Psy’Aviah. Quante influenze e quanta roba ascoltiamo in questo album. Infatti, Near Death Experience è un prodotto musicale estremamente complesso, un prodotto musicale tanto variegato.

Disturbing awareness presenta ambientazioni horror e dark e andrebbe benissimo come canzone della colonna sonora di un videogame tipo Silent Hill o Resident Evil. Sekvu la Lumon sembra continuare la precedente con altre ambientazioni oscure e tenebrose. Anche qui non mancano rombanti evoluzioni synthpop. Verso la metà del pezzo arrivano anche lievi suggestioni tribali.

Running Out of the Tunnel è una canzone che ci porta in una dimensione arcana ed ancestrale mentre Sindrome di morte apparente ci fa pensare ai Skunk Anansie per il cantato. In molti passaggi questa canzone è terribilmente solenne e profonda, come molta musica di questo album. Arrivano anche dei brani in rap verso la fine del pezzo.

Many Questions chiude il tutto con con proverbiale incisività e vigore sonoro che si fondono con sonorità alquanto leggiadre e celestiali.

Near Death Experience è un’opera di pregiata fattura che sembra voler mirare ad un pubblico abbastanza vasto. Tutte le suggestioni che troviamo al suo interno si amalgamano in modo sublime e portano l’ascoltatore a compiere una sorta di esperienza di catarsi.

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