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Intervista a Bloody Millionaire

1. E’ appena uscito “Stillness In Bloom” ci volete descrivere il vostro nuovo album?!

Volentieri! Stillness In Bloom è un disco molto diverso da Marble Dust, sia a livello compositivo che di arrangiamenti. Abbiamo cercato di lavorare molto di più sulla ritmica per renderlo ballabile e ricco il più possibile di melodie che rimangano in testa e che venga voglia di cantare. Abbiamo curato molto i dettagli di tutti i suoni, anche grazie al lavoro di Edoardo Pellizzari, che ci ha seguito durante le fasi di registrazione e mixaggio al Teatro delle Voci. Le canzoni sono molto diverse l’una dall’altra, credo che ognuna abbia il suo senso a prescindere dal disco, ma sicuramente ascoltate una dietro l’altra regalano un mood molto energico e positivo

2. La tematica principale è legata ad un viaggio negli States, volete parlarci di questo viaggio?!

È un viaggio che ho fatto durante l’estate del 2016, la California è sempre stata un sogno sin da adolescente, tutti i film e tutte le band che mi piacevano allora sono nati lì! Avevo un po’ di paura all’inizio, le aspettative erano talmente alte che sarebbe stato facile disattenderle, e invece ho trovato dei posti fantastici, completamente diversi tra di loro, dal deserto della Death Valley alla caotica Los Angeles, dai grandi parchi naturali a San Francisco e alla Silicon Valley…è sempre stato il centro del mio mondo immaginario, ed essere stato lì è stato come vivere un bel sogno

3. Che ispirazioni vi ha scaturito a livello musicale questo viaggio?!

Molto diverse, come diversi sono i luoghi che ho visitato e le persone che ho incontrato. Sostanzialmente un grande senso di energia, ottimismo ed ironia, che si riflette in canzoni come “Swear it Out” o “L.A. Downtown”, oppure sensazioni di pace e addirittura solitudine che hanno fatto nascere canzoni come “Heaven’s Deaf” e “S.L.O.”

4. Abbiamo visto che è presente anche una cover di Bowie, come mai questa scelta?!

Di solito durante i nostri live proponiamo sempre 1 o 2 cover di artisti che ci hanno ispirato e che ci piacciono particolarmente, “Space Oddity” è una di quelle che facciamo sempre, anche su richiesta dei nostri fan..abbiamo pensato: perché non metterla anche nel disco? Registrare una cover è poi una grande sfida dal punto di vista tecnico: il confronto è direttamente con l’originale, e qui si parla di Sir Bowie, non so se mi spiego…

5. Dove possiamo vedervi live nel prossimo futuro?!

Devo dire che abbiamo un calendario molto fitto: domenica 11 marzo ci potete trovare al Dump (Treviso) in sessione acustica, il 16 aprile all’Orange Cafè (Padova), il 28 marzo alla Busa dei Briganti (Padova), il 30 marzo al Vinile (Vicenza), il 6 aprile al Greenwich pub (padova) e il 15 aprile al Goto Storto (Padova). Poi abbiamo in programma tutti i live nei festival estivi, ma non voglio svelarvi troppo!

6. Grazie mille per questa intervista ed in bocca al lupo per il futuro.

Viva il lupo! Grazie a voi!