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Intervista a 44Nope

1. Ciao ragazzi, presentatevi al nostro pubblico?!

Ciao! Sono Defio e sono attualmente l’unico membro ufficiale di un progetto pop punk, chiamato 44nope. La band è nata nel 2003, eravamo tutti amici nello stesso liceo. Qualche anno fa il gruppo si è sciolto quando abbiamo tutti trovato un lavoro a tempo pieno, ma io in parallelo ho continuato a comporre musica. Non mi sono mai fermato e tutti mi ripetevano sempre che avrei dovuto registrare e pubblicare i miei pezzi anche se ero rimasto da solo, e così ho deciso di fare!

2. E’ da poco uscito il tuo nuovo singolo “Both Of Us”, ce ne vuoi parlare?!

“Both of Us”(video subito sotto) è un pezzo che ho composto esattamente un anno fa. E’ la sintesi perfetta di due delle mie più grandi passioni: la musica coinvolgente e lo spazio. Il brano parla di un amore impossibile tra un essere umano e una aliena, che si incontrano e partono per un viaggio insieme nello spazio. Quando mi sono immaginato l’intera storia ho capito che 3 minuti non sarebbero bastati, quindi ho scritto un concept album che racconta l’intera storia in canzoni che hanno diverse sfumature di generi musicali differenti, in base allo stato d’animo del protagonista in quella porzione di storia. Mi è sembrato giusto che il primo singolo pubblicato fosse il primo brano composto per questo album.

3. Questo è un ritorno, come mai la scelta di riprendere in mano il progetto 44nope?!

Piuttosto che “riprendere in mano” io parlerei di coerenza. Quando i 44nope erano una band di 5 elementi, tutte le nostre canzoni erano spontanee e non seguivano gli schemi e i dettami della musica che si sente in giro. Sia nella struttura delle canzoni che nello stile di scrittura, abbiamo sempre composto ciò che volevamo e non ciò che “una canzone dovrebbe prevedere”. C’erano brani distorti e ruvidi in cui si inserisce improvvisamente una sezione di archi, canzoni con tre versi e solo due ritornelli, canzoni acustiche ma piene di synth. Anche Milky Way Vibrations è stato scritto in questa maniera: 44nope, nella mia testa, significa comporre e pubblicare quello che mi piace, non quello che dovrei o che la massa si aspetterebbe.

4. Cosa ti aspetti da questo rilancio?!

Mi aspetto ciò che mi ha sempre gasato e motivato. Adoro l’idea che ci siano delle persone che ascolteranno i miei pezzi fino allo sfinimento, che li aspettano da mesi e mesi, che mi scrivono in privato ogni settimana chiedendomi se posso mandargli qualcosa in anteprima perché sono stanchi di aspettare. Se la mia musica piacesse a uno solo su un milione, non mi importerebbe perché io scrivo canzoni proprio per quelli come lui. In sintesi, quello che mi aspetto è di fare felici delle persone con la mia musica, ed essere di conseguenza felice io.

5. La “scena” nel tempo che vi ha visto fuori dai giochi, secondo te è cambiata?! Se si in che modo?!

La scena musicale si è modificata dal punto di vista stilistico, come è normale e giusto. Sai che noia se per decenni ci fosse in voga un solo genere? Quello che si è veramente rivoluzionato è il modo di comunicarla e interagire con essa. Quando è uscito il nostro primo EP aveva senso stampare i CD, ora i brani si caricano su Spotify. Quando cercavi un’etichetta discografica era peggio che provare a vincere alla lotteria, ora invece ti corrono dietro loro e devi stare molto attento a sceglierne una valida, che ti proponga una collaborazione sana e sincera. Ciò che fortunatamente non cambierà mai è la musica stessa, che è bellissima in ogni sua forma.

6. Congedati con un tuo “motto”….

Una nostra vecchia canzone, Forever Everything, dice: “Dreams come true to those who wait, it’s not too late”.

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