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Intervista a Moran Dix

Bentornata su system failure. Puoi parlarci del video di “Lonely”? Dove è stato girato? Come è stato fatto?

Per il video di Lonely ho optato una fotografia in movimento. Ero partita per il voler realizzare un video vero e proprio poi a causa delle ristrettezze del Covid ho dovuto ridimensionare la mia idea. Così ho tirato fuori dal mio archivio fotografico le mie foto migliori e ne ho scelto una scattata circa un anno e mezzo fa dal bravissimo Lorenzo Maddalena, ragazzo veneziano, con cui ho collaborato molto inizialmente per il progetto. Per quanto riguarda il montaggio e le creazione dei vari effetti è stato realizzato da Aegis Kaze, un artista poliedrico che fonde moltissime sfaccettature del mondo dell’arte.

Qualche anticipazione sull’album “Karma”. Perché questo titolo?

“Karma” sarà un tripudio di suoni e di tantissimi generi e sperimentazioni musicali, ho praticamente “rovesciato” ogni possibile sensazione, cercando di toccare tutti gli stili che mi piacciono dal Dark, al Gothic al Cyber Punk, passando poi al Noir. Il titolo ha qualcosa di molto simbolico. Credo che le reazioni provengano fermamente dalle azioni che facciamo, quello che dai è quello poi che tu avrai, è un discorso molto complesso che non riesco a semplificarlo purtroppo anche se ho cercato di farlo. Ad ogni modo ha molto a che vedere con le mie canzoni dove ogni esperienza mi ha riportato alla fragilità delle mie convinzioni.

Ti senti un’artista matura? Se no perché?

Mi sento una persona matura, ma per quanto riguarda la carriera artistica credo che ho molta strada da fare e non finire mai e poi mai di imparare. Il mondo della musica é davvero vasto, ed é un peccato che ahimé in questi ultimi anni non si riesca ad andare al di là dei soliti generi a mio avviso ripetitivi e in alcuni casi piuttosto scadenti, propinati dalle radio, (non ho filtri nel dire quello che penso). Credo che la maturità arrivi quando si fanno passi mai fatti e provato cose mai provate, acquisisci conoscenze profonde da ciò che è nuovo e diverso.

Se la tua musica fosse una città a quale assomiglierebbe? E se fosse un film, un libro o un quadro?

Probabilmente Melbourne o Berlino. Un film forse “Donnie Darko”: mi ha impressionato troppo quel film, pieno di citazioni, di pensieri profondi e di contraddizioni eccezionali. Un libro probabilmente “Il ritratto di Dorian Gray”, un quadro sicuramente “La notte stellata” di Van Gogh.

Sei una persona che cura tanto l’estetica. Quanto è importante rapportata con la musica?

Al giorno d’oggi per gli altri e per il mondo musicale è tutto, è troppo! Per me è solo molto naturale perché mi piace l’estetica MA non l’ostentazione esagerata che non sopporto. La bellezza e la ricercatezza ci sta, fa parte del mondo dell’arte, l’esagerazione priva di contenuti non ha nulla a che vedere con l’ arte. E’ solo una moda passeggera.

Come hai vissuto il lockdown e in generale l’emergenza coronavirus?

Ho avuto molte emozioni ma non posso dire di averla vissuta male, ci sono stati sentimenti di tristezza certo, ma é anche vero che aver avuto del tempo per me in un periodo dove non ne avevo proprio mi ha fatto molto bene. Ho scritto tantissimo, composto, suonato, sperimentato, imparato: é stato come ripartire, ripartire da quello per cui sento d’essere nata, Creare! Dal lockdown sono nate nuove canzoni e una fra queste l’ultima dell’album. Ogni volta che l’ascolto mi emoziono tantissimo, è la mia totale creatura. Adesso mi auguro per tutti che dopo questa esperienza qualcosa di buono RInasca a livello emotivo, umano, musicale e soprattutto sociale, purtroppo ho i miei seri dubbi.


Siamo in un mondo in crisi economica, climatica ed ora anche sanitaria. Ebbene, quale è il ruolo della musica in questo mondo?

Dovrebbe avere più ruoli secondo me, svegliare coscienze, dare gioia, colmare la solitudine, avvicinare le persone, dare un senso a quello che si vuole comunicare.

Talento, studio, tecnica. Come si devono intrecciare in un artista?

Ci dovrebbe essere un sano equilibrio tra tutto ciò, non essere un burattino da Karaoke con una voce perfetta che non ha niente da dire. Oppure al contrario un pseudo-artista che vuole solo scioccare per attirare una breve e fugace attenzione. Il successo è fortuna, il talento è perseveranza. La tecnica aiuta, lo studio aiuta, il talento invece lo provi, lo vivi, lo respiri, lo plasmi giorno per giorno attraverso la tenacia, la personalità, il rispetto per te stessa/o.

Qualche consiglio per band ed artisti emergenti?

Non svendetevi, fate solo ciò che vi sentite di fare e abbiate rispetto di VOI.

Per concludere lasciaci con un tuo motto…

You don’t forget who you are, others can do it but you should never

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