>>Folks, stay home – Worship

Oggi vi presentiamo il singolo di Folks, Stay Home dal titolo Worship. Questa uscita è in esclusiva assoluta per System Failure. Per l’occasione abbiamo anche intervistato la band. Di seguito trovate il video su Youtube e poi ancora l’intervista.

1)Benvenuti su System failure. Raccontateci la vostra storia fino a qui…

Siamo nati nel 2013, quando io, Elia, chitarra e voce, e Nicolò, batteria e cori, abbiamo chiamato, per mancanza di un bassista, Tomas per una data. Da quella data in poi ci siamo sempre ritrovati a provare e siamo cresciuti musicalmente insieme, iniziando a scrivere materiale nostro.

2)Come è nata in voi la passione per la musica?

Per me (Tomas) attraverso mio cugino ma soprattutto attraverso mio fratello, bassista anche lui ma da tempo dedito all’elettronica; per Elia, essendo passato comunque per vari strumenti, invece principalmente attraverso la madre, cantate in un coro e chitarrista, ma anche alcuni zii e un nonno sempre facenti parte di un coro di paese; Nicolò iscrivendosi ad un corso di batteria dal quale nasce la passione. L’ amore per la musica continuano a farcelo amare tutti gli artisti, grandi e non, e amici che la fanno.

3)Quali sono le vostre principali influenze musicali?

Le nostre influenze vanno da gruppi post-rock come Mogwai, Explosions in the Sky, Sigur Ròs, This Will Destroy You e Giardini di Mirò a gruppi shoegaze, vedi My Bloody Valentine, Slowdive e Ride, ma arrivano anche allo stoner(Queens of the Stone Age, Kyuss), a Syd Barret e Radiohead. Ascoltiamo anche spesso elettronica e rap.

4)Come prendono forma le vostre canzoni?

Le canzoni nascono prima strumentali: qualcuno arriva con un giro di accordi, un riff o un giro di basso sul quale si prova ad aggiungere la parte di batteria e percussioni e a lavorare attraverso jam. Quando la strumentale è finita o vi è almeno una bozza si cerca di scrivere un testo e una linea vocale.

5)Ora parliamo del vostro singolo in uscita Worship. Come è nato?

È nato da un periodo dove siamo stati fermi dalla scena live per circa cinque mesi, mesi nei quali abbiamo ascoltato molta musica e scritta altrettanta. Una canzone più sperimentale rispetto alle nostre precedenti, nella quale ci siamo tuffati nel cercare di creare un’atmosfera con la canzone ed intorno ad essa.

6)Ci parlate della vostra attività live? Con chi sognate di suonare un giorno? E in quale festival in particolare?

I nostri live sono caratterizzati da energia, colori e suoni. Cerchiamo di toccare più sensi dell’ascoltatore. Se un giorno riuscissimo ad aprire uno dei gruppi nominati nella domanda tre potremmo veramente essere pienamente felici e fieri di noi stessi. Ovviamente ce ne sarebbero molti altri, ma la lista sarebbe infinita. Siamo cresciuti guardando in internet live di band al Reading&Leeds, Glastonbury, Sziget e Loollapalooza quindi il sogno è quello. In Italia abbiamo assistito ad ottimi concerti all’I-Days Festival, quindi un traguardo è composto anche da quello.

7)Perché il pubblico dovrebbe ascoltare Folks, Stay Home?

Nella zona è raro trovare gruppi post-rock, per non parlare del post-rock cantato. Noi, anche se ci siamo da poco cimentati in questo genere, ci piacerebbe un giorno ovviamente diventare un valido gruppo della scena. Ma siamo ancora giovani e può accadere di tutto.

8)Per finire, un appello ai lettori di System failure…

Ai tutti i lettori di System Failure, ascoltate il nostro nuovo singolo e seguiteci nei social per stare sempre aggiornati e magari farvi pure i cazzi nostri, ne saremo solo che onorati. Supportate i gruppi, andate ai concerti e acquistate dischi.

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