
FLUXUS: esce oggi il nuovo album “Non si sa dove mettersi”
IL GRANDE RITORNO DEI FLUXUS. A 17 anni dal loro ultimo disco, la storica hardcore band torinese pubblica oggi il nuovo album “NON SI SA DOVE METTERSI”. Il nuovo lavoro è stato stampato in vinile a tiratura limitata (300 copie numerate) e disponibile in streaming su Bandcamp
I FLUXUS sono probabilmente una delle formazioni più anomale e indecifrabili del nostro patrimonio musicale: tanto nel codice sonoro, quanto nella capacità di brillare per poi scomparire. 4 album in studio, 4 pilastri del rock nostrano in cui le liriche al vetriolo sono supportate da quel muro di suono che ha consacrato il loro live come uno degli spettacoli più violenti del Bel Paese.
E a 23 anni dall’esordio con “Vita in un pacifico nuovo mondo” il rapporto con il nostro Paese e con il presente è ancora un punto focale nella poetica del combo torinese, perciò il nuovo album “Non si sa dove mettersi” si rivela sin dal titolo come una nuova, affilata, istantanea su ciò che stiamo vivendo. Il quinto capitolo discografico nelle parole del combo torinese:

I fluxus sono un gruppo collettivo verticistico autodisorganizzato nato nel 1991 a Torino. Pubblicano il loro primo disco nel 1994/95 il cui titolo “Vita in un pacifico nuovo mondo” è preso in prestito dalla rivista “La Torre di Guardia” distribuita dai testimoni di Geova e caratterizzata da una copertina rappresentante un mondo utopico psichedelico in cui belve feroci ed esseri umani convivono in pace.Nel 1996, insieme a Marco Mathieu e Tax Farano (Negazione) e con la produzione artistica di Iain Burgess (Big Black, Tar, Mega City Four) pubblicano l’album “Non Esistere”. Che ad oggi non esiste più in quanto le copie restanti dalle vendite non pagate dall’allora produttore esecutivo vennero in seguito date al macero dal distributore Self che le custodiva in magazzino. E’ il disco più raro.
Nel 1998 esce per le edizioni de il Manifesto “Pura Lana Vergine” le cui 15.000 copie vendute hanno contribuito, insieme ad altri titoli di altri artisti, alla sopravvivenza del giornale e meno a quella dei fluxus. Nel 2001 esce il disco omonimo “fluxus”, caratterizzato da una copertina rosa e l’immagine di un maiale crociato. I vegani lo amano anche se i fluxus non sono mai stati vegani. Roy Paci inserirà una visionaria tromba eclettica su gran parte del disco. Teo Theardo curerà il remix del brano “Talidomide”.
Nel 2005 viene registrato un disco dal titolo “Satelliti e Marziani”. Disco che nessuno ha mai ascoltato e che non è mai stato pubblicato, tutt’ora inedito, prodotto da Kotami Araichi, famosissimo produttore giapponese inventato e mai esistito. Nel 2014, dopo 9 anni di pausa, i fluxus tornano a suonare insieme e dopo due uniche date dal vivo decidono di registrare un nuovo disco.
Le registrazioni in presa diretta del nuovo disco sono state completamente autoprodotte. Il nuovo disco si intitola “Non si sa dove mettersi” e per pubblicarlo viene scelta la strada del crowdfunding attraverso la piattaforma Musicraiser. Viene stampato un VINILE a tiratura limitata (300 copie numerate).
I fluxus sono:
Franz Goria – Voce e chitarra
Luca Pastore – Chitarra basso
Roberto Rabellino – Batteria
Fabio Lombardo – Chitarra