Danny Yxilon – è uscito l’album “Viridelia”
Nebula è una sorta di intro per l’album “Viridelia” con questo beat lieve, arpeggiatori e synth ambient/viaggianti. Arriva Nigredo, un pezzo tra dark pop e musica leggera italiana. Le orchestrazioni dominano il pezzo come pure questi versi che si ripetono e scatenano tanto appeal. Un pezzo/invettiva che è stato pubblicato in passato con lyric video su Youtube.
Pure “Nymera” è favolosamente dark. Altri synth atmosferici la caratterizzano. Arriva il piano synthesizer a donare prima mistero poi austerità. Una strumentale disegnata per aggiunta e per evoluzione. Come fosse Erik Satie nel dark pop o Philip Glass. “Amanita” propone altri synth arp e questa linea di basso prorompente che detta legge. Una sorta di Depeche Mode distorto, italianizzato e resa anche questa particolarmente dark pop, ma un dark pop alla Danny Yxilon. Costui lavora molto sull’espressività del suo cantato, cantato versatile e carismatico. Danny Yxilon in alcuni tratti sembra Mahmood, quando articola i versi in modo vorticoso. Anche qui ripetizione di parole mirata a creare appeal.
“Urania” mostra le solite impressioni ambient/oniriche/surreali. Altra strumentale suggestiva ed evocativa. Anche stupendamente toccante con questi archi. Una strumentale orchestrale magnifica, solenne. Segue “Saturnia” che per sonorità fa pensare ad un certo Vangelis. Potente il beat che accompagna le orchestrazioni. Il cantato di Danny, qui come altrove, è sia caldo che sensuale che particolarmente intenso. Stupendo il chorus e azzeccato il bridge.
“Savant” è una composizione pianistica che sfocia nel solito dark style pop alla Danny Yxilon, un dark pop di livello internazionale che meriterebbe il palco dell’Eurovision Song Contest. “Viridelia” è la title-track, energia verde in latino. Anche questa strumentale, anche questa a rincarare la dose nel manifesto artistico di Danny Yxilon, una sorta di album e dichiarazione di intenti artistici. Bello qui come dialoga il piano con le evoluzioni electro. Senza dubbio cinematografica questa, ma tutta la musica di Danny è, tra l’altro, cinematografica.
Siamo arrivati a “Vibrisse” con altre orchestrazioni dirompenti oltre che un beat senz’altro veloce e pimpante. Anche in questa song possiamo apprezzare le qualità vocali ineccepibili dell’artista. Cambi di registro, falsetto e tanto altro messo in campo. Un passaggio della canzone sembra anche dub step. È una cavalcata sonora Vibrisse, una vera e propria “cannonata”. “Syndrome” offre altre pennellate cinematografiche, archi fiammanti e roboanti che ci impressionano non poco. Il beat è intricato e opportuno per una canzone synth pop oltre che per la musica sperimentale dell’artista. Dopo 1,40 arriva un intermezzo curioso e mentale che impreziosisce la canzone.
“Symbiosis” ha un basso schiacciante, sembra un Moog e Danny qui offre la versione di sé simile a “The Sisters of Mercy”. Troviamo Danny molto a suo agio con queste sonorità dark wave. Magari sono state il suo amore “inevitabile” per tanto tempo. Altre “ripetizioni” che catalizzano l’attenzione dell’ascoltatore. “Side to side” presenta altri archi e piano ed orchestrazioni oltre all’artista che si pone in modo intenso e drammatico, ma anche solenne ed austero.
Con “Echo” ci avviamo verso la fine. Altra composizione ambient orchestrale, altra strumentale per arricchire il già vasto panorama che l’album offre. “Zeus” chiude il tutto e qui le orchestrazioni si fanno a tratti imponenti. Leggiadro in questa canzone Danny in alcuni momenti.
Tirando le somme…Viridelia è di sicuro un album sperimentale, estroso. Convivono in questo album dark pop, musica leggera italiana, musica classica ed ambient. Una combinazione che può sembrare anomala?!? Invece no! I vari strati, i vari elementi del sound complessivo dell’album non cozzano fra loro, anzi si armonizzano in modo magistrale, dimostrano che il demiurgo che ha creato tutto, ossia Danny Yxilon, è un songwriter esperto ed uno sperimentatore audace.
Come già detto, Viridelia sembra un manifesto artistico, una dichiarazione di intenti, una cartografia artistica che aiuta a comprendere la musica di Danny Yxilon. Artista eccentrico, intrepido, oserei “dinamitardo” per la sua voglia impellente di sperimentare, artista che vuole farci letteralmente sprofondare nella sua musica o essere magicamente abbracciati da essa.