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Danielpix – Rhapsody in Dark

Danielpix è un compositore di musica cinematografica. Le sue influenze musicali sono diverse: Ludovico Einaudi, Secret Garden, Nightwish, Hans Zimmer. Su Spotify abbiamo ascoltato il suo album che si intitola “Rhapsody in Dark”. Quelle che seguono sono le nostre considerazioni a riguardo.

Piano ed archi caratterizzano l’opener “Away from the dark”, una canzone incisiva con la quale cominciare il viaggio sonoro strumentale targato Danielpix. Bello il climax verso metà canzone, climax sinfonico e leggiadro allo stesso tempo. Il sound a tratti si distende e si fa maestoso. Misterioso e dark l’esordio di “In the storm”. Qui il piano particolarmente “virtuoso” rende il tutto tanto incantevole e toccante.

In “Dreamscape” diventano predominanti parti electro(synth) che arricchiscono senza dubbio il sound. Il beat è semplice ed accompagna gli archi ansiogeni che mandano il pensiero a qualcosa di Philip Glass. “Lacrime di Meteora” è tanto evocativa con un sound da paura che squarcia il nostro petto. “Rapture of time” sembra un approfondimento della canzone precedente. Qui abbiamo un beat più sostenuto a differenza che altrove.

Segue “The distance from your eyes” con un altro piano toccante ed ansiogeno. Dopo i due minuti il sound si apre e diventa maestoso di nuovo. “Her” si destreggia tra nuovi inserti electro, archi, piano e qualcosa di bambinesco. Anche in questa canzone un beat abbastanza solido.

“The unforeseen” e “Hybrid dreams” portano ancora piano leggiadro accompagnato da archi. “End of the world” è più austera e per alcune sonorità lancinanti ci fa trasalire.

Dopo aver ascoltato tutto il disco possiamo ben dire che la produzione sonora è impeccabile mentre il songwriting attento e scrupoloso. I passaggi tra i vari pattern sonori sono spesso tanto indovinati. Composizione ed esecuzione di alto livello conferiscono al disco quel quid in più.

“Rhapsody in Dark” è un monile prezioso da custodire con cura e da ascoltare tutto di un fiato. Per quale film sarebbe adatto? Ma per tanti generi, dallo sci-fi al film d’amore come pure al drama. Il sound di Danielpix è ricco, sontuoso e ottenuto con pochi strumenti dei quali l’artista possiede una conoscenza super approfondita. Inoltre, come non notarlo, Danielpix mostra un amore per la musica sconfinato, un estro ed un inventiva prodigiosi: tutto ciò si trasmette nel disco in questione che rappresenta la colonna sonora per tanti momenti della nostra vita, sia per quelli più neri che per quelli più luminosi. Come non notare anche una certa malinconia di fondo che serpeggia per tutta l’opera e il nostro accostamento a Philip Glass di certo non è casuale…

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