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>>Youvoid in Aware parla di sopravvivenza dopo la morte

Youvoid è una band di Bologna che ha da poco pubblicato Aware. In questo album i temi sono vari. Si parla di sopravvivenza dopo la morte, si parla di una forza che dà vita e sostiene il creato, si parla del sogno, si parla del vuoto etc.

In Aware, prima traccia dell’album, ascoltiamo: i’m aware/i’ll be dead/But something will survive(sono consapevole, sarò morto, ma qualcosa sopravviverà). Quindi, sopravvivenza dopo la morte, tema espresso con un cantato alquanto sofferente e lancinante da parte di Lydia Pisani.

Si parla anche di vuoto in questo album, si parla dell’ignoto. In Ghost flower ascoltiamo Lead me/into the depth(Conducimi/ in profondità). Infatti, le sonorità di questo album trasmettono vuoto e malinconia oltre a cupezza e tetraggine. La malinconia è di tipo esistenziale come viene detto da Lydia Pisani in un’intervista pubblicata su questo blog. In questo abisso oscuro, però, c’è tanta luce espressa sotto forma di bagliori sonori che sporadicamente attraversano le canzoni.

Il tema della sopravvivenza dopo la morte lo troviamo anche in A prayer for flying souls dove ascoltiamo: Leave this world and go/leave this world(Lascia questo mondo e vai/lascia questo mondo). In questa canzone ascoltiamo anche I’m falling now In the light(Sto cadendo, adesso, nella luce): luce trascendentale, luce metafisica o divina.

In the woods è superbamente malinconica: questa canzone trasmette tanta energia e tanta passione. Trasmette anche una sofferenza indicibile. Nella canzone ci sono tali parole: Susy walks alone and her children moan/I know she burns her dirty toys/I think she’ll never come back to my home/she will die alone(Susy cammina da sola ei suoi figli si lamentano, so che ha bruciato i suoi giocattoli sporchi. Credo che non tornerà mai a casa morirà da sola) Parole alquanto astruse, parole enigmatiche, parole che contengono ancora una volta il tema della morte.

In I’m not free, invece, si parla di libertà, libertà dalle catene materiali, libertà dell’anima. In The Stranger si parla del lato/ombra junghiano e del sogno come leggiamo anche dall’intervista suddetta.  Wise girl parla di oscurità, parla del buio, parla di una candela che si spegne. In questa canzone c’è un contrasto tra luce e tenebre, fra luce e oblio.

In The tower è proposta una similitudine tra la luce e l’anima: As the moth is to light/ So you find refuge in your soul (Come la falena va alla luce/così tu trovi rifugio nella tua anima). La luce e le tenebre sono protagonisti assoluti in questo album alquanto profondo ed intimo oltre che tanto esistenziale. Aware è un album che parla del nero che abbiamo dentro di noi, nero di cui non dobbiamo aver paura, nero che conduce alla luce.

Psicologia e soprannaturale attraversano Aware e lo rendono un prodotto oltremodo stimolante e tremendamente interessante. Inoltre, le sonorità dell’album mirano a risvegliare lati reconditi del nostro inconscio. Un album che, spesso, mira a “cullare” l’ascoltatore, ascoltatore che è come un neonato nel suo alveo vitale.