Wait Hell In Pain – Wrong Desire

Il progetto Wait Hell In Pain nasce nell’inverno 2011 dall’incontro del chitarrista Stefano Prejanò e della cantante Kate Sale; il repertorio iniziale era composto da brani caratterizzati da un mix hard rock/metal. Negli anni seguenti la line up ha subito alcuni cambiamenti fino al raggiungimento della formazione definitiva nel 2016 con Stefano Rossi alla batteria, Alfonso Pascarella al basso e Marco Novello alle tastiere. Contemporaneamente il suono della band si evolve in un metal più moderno e sperimentale, dal forte e peculiare impatto sonoro ricco di numerose contaminazioni. La prima metà del 2016 viene impiegata per completare la scrittura del primo lavoro della band, intitolato Wrong Desire. Tale disco è in uscita per il prossimo 22 settembre. System failure ha ascoltato Wrong Desire e quelle che seguono sono le nostre considerazioni a riguardo.

Si parte con The last trip, una canzone contenente una sorta di intro atmosferico all’inizio. Poi la canzone si apre ed arrivano sonorità electro miste con sonorità melodic metal. Poi ecco l’ingresso del cantato della lead vocalist Kate Sale, uno dei punti forza di questa band insieme a Marco Novello alle tastiere che impreziosisce il sound di questa band. Per la commistione tra metal ed electro che ascoltiamo viene subito da pensare agli Amaranthe. Di certo pensiamo anche a Lacuna Coil ascoltando questa band. Il cantato della vocalist da ottime prove in questa canzone accompagnata da riff di un certo vigore, da assoli notevoli e dall’elettronica che potenzia il sound della band.

La successiva Get it out presenta un inizio vorticoso e potente con qualche suggestione tra folk metal e symphonic metal. Poi il entra il cantato e la canzone riceve un rallentamento per poi esplodere di nuovo. Dei “vuoti sonori” accompagnano l’incedere del pezzo, vuoti sonori dove si esaltano le prove vocali della vocalist che alterna un cantato rabbioso ad un cantato melodico.

Ecco Behind the mask con le sue note iniziali alquanto delicate. Poi la canzone prende velocità e ritmo e arrivano altre suggestioni symphonic metal accompagnate da momenti gothic. Infatti la musica di questa band è anche discretamente gothic metal. Per tali sonorità possiamo accostare questa band anche ad artisti come Nightwish, Unsun e Sirenia oltre ai nomi già citati. Behind the mask offre alcuni passaggi “epici” e secondo noi è uno dei migliori pezzi di questo album.

Castaway ci porta delle sonorità gothic davvero stupende ottenute grazie alle tastiere di Marco Novello. Qui pensiamo sia ai Lacuna Coil che a Lacey Sturm. Lost in silence ci assale come una macchina da combattimento al suo inizio e in altre parti del pezzo. Qui come altrove spuntano fuori, ogni tanto, le sonorità rock/metal della band del passato.

Rain of may dopo le sonorità da temporale iniziali ci porta ancora in un mondo sonoro gothic. Senza dubbio una canzone dai toni abbastanza moderati questa. You’re never gonna stop me ci porta bordate sonore iniziali impetuose. Qui il melodic metal si fa più heavy, più modern metal. You’re never gonna stop me è il miglior pezzo di questo album, un pezzo che dimostra tutto il carattere e il temperamento di questa band.

The confession cerca di ricalcare la potenza sonora della canzone precedente con un modern metal “kickass” che spesso viene adottato in questo disco. Non mancano anche dei growl in questa canzone. Con New moon ci avviamo verso la fine e qui il gothic si fa proprio incantevole e leggiadro per gran parte della canzone che verso la fine mostra la sua prestanza sonora. Il tutto si chiude con She wolf, una canzone di grande trasporto, una canzone tanto ammaliante, aggettivo molto indicativo per descrivere il sound di questa band.

Wait Hell In Pain con Wrong Desire ha certamente “trovato la quadratura del cerchio”. La sua musica fonde tante cose diverse fra loro con maestria e talento. Symphonic metal, gothic metal, modern metal, suoni electro, sonorità emo rock: tutto questo potete trovare nel sound oltremodo interessante di questa band. Inoltre, come non notarlo, melodia e potenza trovano il giusto equilibrio in Wait Hell In Pain. Insomma, avete capito che ci sono piaciuti un sacco e perciò ve li consigliamo con tanto ardore e passione. Con Wait Hell In Pain non c’è assolutamente dubbio: qualità e quantità!

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