Vanterrania – è uscito il video di “Power plant”
Il video di Power plant è un viaggio stupefacente che connette realtà ed immaginazione, vita vera e fantasia. Vediamo robot, tunnel psichedelici, gente che balla e si diverte in strada o nei club o in luoghi enigmatici con luci al neon. Dei time-lapse urbani trasmettono la frenesia delle metropoli contemporanee. Frenesia anche mentale, metaforica, che è pertinente dell’essere umano.
È un video che parla senza dubbio del post-umano, di quella dimensione tutta contemporanea che vede ogni individuo avere come delle protesi che aumentano le sue capacità intellettive, che siano esse smartphone, pc o altro.
Il codice spesso attraversa le immagini di persone o luoghi mentali. Sembra suggerirci che viviamo in realtà simulate. L’uomo odierno è compresso tra realtà ed immaginazione, tra realtà e mondo virtuale. I confini sono diventati invisibili. Non ci accorgiamo, a volte, di vivere in spazi mentali che sono sia reali che virtuali.
Appaiono anche figure enigmatiche ed una sorta di ricerca anche essa enigmatica. Come è enigmatico anche il viso di questa ragazza presente sia all’inizio che alla fine del video.
Spesso la color correction restituisce volutamente immagini in movimento allucinanti, da delirio. Due figure criptiche aprono una porta ed entra una luce abbagliante. Cosa hanno trovato? Dove conduce questa ricerca? E questo cubo che sembra un ipercubo o un cubo quantistico? Cosa guarda la ragazza bionda nella videocamera? E’ una meta-narrazione? Una storia dentro la storia o delle storie dentro le storie? Un uomo guarda immagini in questa scena ancora una volta con luci al neon. Poi arriva una figura enigmatica con piede di porco che sembra un assassino da incubo.
Power plant è la traduzione in inglese di centrale elettrica. Viviamo tutti in un’immensa metropoli mediatica che non ha confini. La centrale elettrica è il simbolo o la metafora di questa immensa metropoli mediatica: tutti, ogni giorno, conferiamo energia e riceviamo energia dalla centrale elettro-mediatica; riceviamo immagini, suoni, simulazioni, video etc. La centrale elettro-mediatica è post-umana, post-democratica e post-ideologica. L’individuo si perde in un tutto senza fine che ci ammalia e ci conduce ad una condizione di afasia del pensiero. Non ci sono più verità ideologiche e le certezze dei secoli scorsi sono scomparse: c’è solo un nulla nel quale precipitare rovinosamente. Ecco la ricerca del video che porta al nulla. Il viso enigmatico della ragazza sia all’inizio che alla fine indica un ciclo, ma un ciclo che è come un loop bloccato, un ciclo che non porta a nulla, un’istruzione senza senso. L’ipercubo che vediamo è l’ipercubo delle tante verità che ci propongono ogni giorno: sono innumerevoli, infinite, come le realtà possibili con le quali può entrare in contatto un individuo in una super-posizione quantistica(come succede nella serie tv “Dark matter”).
Le figure enigmatiche rappresentano le nostre paure, la reazione cerebrale ad una condizione di totale alienazione. Siamo schiavi e spettatori impotenti di una simulazione-spettacolo che noi stessi abbiamo creato. C’è una via d’uscita? Purtroppo no, possiamo solo sopravvivere nel loop, nella condizione di hype perpetuo…sopravvivere e creare le nostre verità, i nostri mondi alternativi…
Recensione del singolo:
Power plant è un pezzo drum and bass industrial abbastanza martellante. Non mancano i passaggi progressive. Non manca un dinamismo preponderante. È ossessivo ma allo stresso tempo presenta un’evoluzione importante oltre che divagazioni oltremodo interessanti. Certo le frequenze basse donano tanta potenza. Ed è certo che alcuni “breakdown electro” squarciano il tessuto complessivo della canzone. È un pezzo velenoso, una tossina che può cambiarti la giornata. Intriganti alcuni passaggi “depressive”, se così si possono chiamare. Il groove è pazzesco come è pazzesco il livello tecnico: master e mix sono sbalorditivi e restituiscono un prodotto sia di alto livello che di sapore altamente underground. Disarmonie e distorsioni arricchiscono il pezzo e lo rendono sfavillante.