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>>Un pensiero unico e totalizzante

La società neoliberista e capitalista trasforma le persone in “consumatori”, come direbbe Marcuse: le persone pensano di essere “libere” quando scelgono tra un’ infinità di prodotti che rimandano al sistema società che li ha prodotti e questo sistema società detiene il controllo.

Siamo tutti sulla stessa “dimensione”, “la dimensione del consumatore” e subiamo il “pensiero ad una dimensione”(citando sempre Marcuse) diffuso dai giornali, dalla televisione, dall’opinione pubblica, dai media in generale etc.

Il pensiero ad una dimensione è la sommatoria di tutto ciò che ci “bombarda” ogni giorno dal punto di vista mediatico, è un pensiero “unico e totalizzante”: la società dell’immagine diffonde “icone”, “totem pubblicitari”, stili di vita, modi di pensare e tanto altro ancora.

La società dell’immagine, espressione della società liberal-capitalistica, diffonde “l’eccessiva” fiducia nella tecnologia e nell’innovazione, è il suo principale punto di forza: la razionalità tecnologica trionfa.

Una società produttiva ed efficiente assimila tutto ciò che si oppone ad essa: assorbe ed istituzionalizza l’opposizione. Il controllo totalizzante: forse per alcuni punti di vista è la forma “perfetta” di totalitarismo nell’epoca della fine dei totalitarismi.

Il pensiero unico e totalizzante non ammette niente al di fuori di esso: non vi possono essere altri modi di pensare alternativi e se ci sono vengono assorbiti e istituzionalizzati da esso.

Il pensiero “unico” è come un “immenso buco nero” che fagocita tutto ciò che è all’esterno di esso.

Il neoliberismo come dottrina sociale ed economica fa parte del pensiero unico e totalizzante ma allo stesso tempo si serve di esso per avere il controllo totale sulle masse, sui consumatori, su tutte le persone.