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Thy Dispraise – Lost Era

Star Dust è una sorta di intro atmosferico post rock con questo arpeggio/fraseggio di chitarra tanto emozionante ripetuto su tappeti sonori di sottofondo di carattere ambient. Poi arriva “The unknown”: in esordio questa ritmica abbastanza semplice accompagnata da riff abbastanza taglienti. Poi la canzone diventa mano mano più violenta, il sound si incattivisce insieme alla ritmica. L’impianto è groove metal ma ci sono intervalli più melodici/atmosferici a spezzare il tema portante. Come non pensare ai Lamb of God per alcune sonorità. Verso la fine del pezzo abbiamo una cavalcata sonora incredibile: che ritmica robusta! “Free fall” presenta una ritmica ed un songwriting convulsi, labirintici.

“The game” porta delle tastiere che sembrano far sfociare nel symphonic metal: ma è solo un’impressione fuorviante. La band si caratterizza per un sound davvero tosto, inossidabile. Non mancano altri innesti electro che potrebbero apparentare con cose alla Amaranthe. Altre band alle quali pensiamo ascoltando Thy Dispraise sono Pantera e Gojira. “The game” ancora tanto convulso ed implacabile nel songwriting. Alcuni refrain sono proprio memorabili e catturano tanta attenzione da parte dell’ascoltatore. Mohammad Mirboland alla batteria vero killer. Parole uguali possono essere usate per definire anche le chitarre e i due vocalist. “Outflow” è una sorta di secondo intro che mostra i muscoli della band se non li avete ancora “capiti per bene”. Non manca l’ottimo tributo ai Lam of god(Wrong core). Oramai questa band è un’istituzione! Lamb of god forever! “Deceitful”. Grande intro, tosto, possente. Che drumming e che riff! Ci piacciono le variazioni di “Deceitful”: infatti, se non lo avete ancora capito il songwriting in questa band è eccellente come pure i macigni pesanti groove metal che cadono dall’altro per invadere la nostra tranquillità quotidiana. Non male la produzione sonora, anzi superlativa, ruggente. Molto buono pure il mixing.

“Post-ending life” presenta una ritmica a tratti indiavolata e dei riff come sempre tanto marziali. Uno dei migliori pezzi della serie, senza dubbio: quello che funziona a meraviglia. “All is lost” termina il tutto con quel suo esordio tanto ambient e chitarra lievemente effettata. Ancora refrain tanto accattivanti e Sheyda Mohammad che ci rapisce con il suo clean. Qui siamo in territorio più gothic metal(viene da pensare agli Evanescence). Non manca quel qualcosa di heavy metal tanto melodico. A tratti Sheyda Mohammad raggiunge altezze siderali. Un pezzo da novanta questa band: se per caso ancora non li conoscete ascoltateli. Sono proprio una forza, caspita! Sono sicuro che presto si creeranno un nome nel metal contemporaneo internazionale.