>>The Unsense – Betelgeuse

The Unsense è un progetto musicale nato nella provincia di Varese. Tale progetto, sia per quanto riguarda la musica che i testi, gioca sul limite, sul punto di fusione tra gli opposti, tra il rumore e il silenzio, tra la parola e il non senso. The Unsense ci propone un rock psichedelico con sonorità dark wave. Nel 24 settembre del 2015 la band ha pubblicato l’album dal titolo Betelgeuse. Dal comunicato stampa giunto a System failure riguardo questo album leggiamo che

Betelgeuse è una supernova rossa, prossima all’esplosione. Questo disco racconta l’abbandono della stella che simbolicamente ritrae la necessità di abbandonare un intero sistema, uno stile di vita. Betelgeuse racconta la dimensione del dolore, del viaggio e ci conduce ad una consapevolezza. Accettata la fine è possibile vivere l’inizio. Betelgeuse è esplosa.

System failure ha ascoltato Betelgeuse e queste che seguono sono le nostre considerazioni. La musica di The Unsense è onirica e ipnotizzante e fa riferimento al filone dark italiano degli anni 80 del secolo scorso. Come non pensare ai CSI di Giovanni Lindo Ferretti ascoltando questa band. Altre band a cui pensiamo sono The Sisters of Mercy, Joy Division, Siouxsie and the Banshees.

C’è anche tanta psichedelia in The Unsense, una band dalle sonorità oscure e inebrianti, una band postpunk e new wave dalle suggestioni sonore stupefacenti.

Il cantato di Samuele Zarantonello mostra tanto carisma e autorità e rappresenta una delle colonne portanti di questa band. Poi ci muri sonori che sono il pezzo da novanta di questa band di Varese: sono come nebbie allucinanti che stordiscono l’ascoltatore. Come non notare anche le tante sonorità orientaleggianti che hanno il sapore dell’arcano e dell’ancestrale.

Betelgeuse offre visioni spettrali tradotte in onde sonore cariche di tensione e drammaticità. Betelgeuse ci porta in un universo onirico, un universo in cui perdersi e affascinarsi. C’è tormento nella musica di The Unsense, c’è tanta poesia, c’è tanta malinconia. The Unsense ci porta ad esplorare i lati più reconditi del nostro animo, gli anfratti del nostro inconscio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.