The Inside – Awaken

“Awaken”, title-track del disco, apre le danze. Si comincia con dei riffoni di chitarra in esordio poi entra il cantato di Emanuele Caldara sostenuto sempre dai riff e dalla ritmica. Buona dinamica del pezzo con cambi di ritmo repentini e seconde voci in supporto al lead vocalist. Il songwriting è classico con strofe/pre-chorus e ritornello. Tanto bello il bridge verso il finale come pure lo strepitoso solo in chiusura.

Si continua con “Castaway” con queste delicati fraseggi in esordio. Poi altri riff stile hard rock classico che fanno pensare ai Led Zeppelin. Cavalcata sonora questa canzone con la sua ritmica abbastanza spigliata. Anche qui grande songwriting da parte della band che sa come mettere su canzoni strabilianti. Stupende le melodie trovate. Sicuramente buon lavoro nel mixing e nella produzione sonora. Buona pure la tecnica e l’esecuzione. “Interstellar delyrium” arriva con questi inserti atmosferici e chitarra effettata. Dopo l’esordio alquanto pimpante e mentale la canzone continua col piglio delle precedenti: tra rock melodico e hard rock, come dice anche la band sulla sua pagina facebook. “Cattivo” proprio il drumming che ascoltiamo verso metà canzone. Anche qui stupende le melodie trovate.

Segue “The dark side of my heart”, tanto evocativa come canzone come pure esplosiva per la ritmica. Infatti, qui, come altrove, Emanuele Caldara mostra di avere tanto carisma e Marco Giurintano alla batteria e Davide Bonaventura al basso offrono una ritmica killer in alcuni passaggi. “The dark side of my heart” è una delle migliori della serie a nostro giudizio. Le seconde voci conferiscono completezza alla canzone. “No Man’s land” entra con arpeggio e distorsione pazzesca per violentarci le orecchie: bellissimo questo contrasto. Ascoltando questa band a tratti mi viene da pensare a band come Aerosmith, Audioslave, Alice in chains e Guns N’ Roses. Incredibile lo stacco di metà canzone e come si evolve.

“Crop circles” presenta altre melodie magnifiche: sono il pezzo forte di questa band per me. La chitarra ci parla all’animo, ci parla al cuore e veniamo inevitabilmente trascinati via con questo strumentale stupefacente e solo all’apparenza manieristico ma pieno di sostanza, di vibrazioni stellari.

“Lorien” porta altro arpeggio emozionante al quale si innesta un cantato passionale. Una classica rock ballad che ci deve sempre essere in un disco del genere. “The golden cage” termina il tutto con altra ritmica briosa e pimpante.

The Inside offre vibrazioni rock che ringhiano e ci risultano maestose come un leone fiero della savana, un leone imponente, il leone dell’hard rock che ruggisce per indicare la sua presenza nel giorno dell’eclisse raffigurato nell’artwork. E come il ruggito del leone si può ascoltare per chilometri così il riverbero rock del passato è arrivato nei cuori e nelle anime dei membri di The Inside che sono pronti a trasmetterlo sfavillante come è…

Il livello tecnico del disco è davvero molto buono come evidenziato sopra. Stessa considerazione per il songwriting. Tanto groove in questo disco, come non dirlo, un disco che per noi vale 85/100, un disco da non perdere, assolutamente.

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