>>The Dark Side of Venus – Power to victims

The Dark Side of Venus è una band alternative rock formata da Francesca Elayne Naccarelli(voce), Licia Missori(keyboards), Alessandro Lopane(chitarra), Yuri Colafigli(basso) e Daniele Saulle(batteria). Qui parliamo del loro album Power to victims.

Dopo Distance, intro di grande profondità e forza, arriva Everything feels fake. Questo è un pezzo dinamico e particolarmente veloce. Ascoltiamo sonorità punk e alternative rock. Le keyboards di Licia Missori si inseriscono nella canzone arricchendola non poco e portando suggestioni progressive.
Con I don’t give a damn abbiamo la hit dell’album e anche il primo singolo estratto. Una canzone discretamente orecchiabile e arrembante oltre che tanto catchy, una canzone che offre dei riff alternative rock di spessore e il cantato di Francesca che risulta tanto allettante. I am never alone ci porta sonorità in stile Cranberries, sonorità ancora orecchiabili, un alternative rock tendente al pop.

Never forget ci propone alternative rock e suggestioni gothic che creano un amalgama alquanto inconsueto ma tanto piacente all’ascolto. Con questa canzone pensiamo a Skunk Anansie, invece. Sadistic pervert presenta evoluzioni sonore tra electro ed alternative rock. Questa band ci fa pensare a The dirty youth. Infatti, spesso in questo album vediamo fondersi electro, gothic ed alternative rock come succede in The dirty youth.

Meant to cross the line è tanto solenne ed austera ma anche tanto energica come tanta musica di The Dark Side of Venus. Heal me ci porta tanta poesia e profondità con un cantato appena sussurrato e tanto caldo ed appassionato. Qui ci vengono in mente i Garbage di alcune canzoni per alcuni passaggi del cantato. Dance till the end of the world è particolarmente tribale, evocativa e mistica. Alcune parti di questa canzone sono proprio elettrizzanti e scalpitanti.

Aurora del sud è solo strumentale e costituisce una sorta di pausa introspettiva in questo album. He walks around è burlesca e lievemente circense per il ritmo, per il cantato, per le sue tante variazioni. Anche in Slowly c’è tanta profondità e spessore e alcuni passaggi del cantato fanno pensare ad Amy Lee di EvanescenceI adore your blood ci offre giri di tastiera che ti entrano letteralmente nella testa con un cantato ricco di energia e vigore sonoro. In flames ci porta un’esplosione sonora di grande potenza oltre a tanta leggiadria. Anche qui pensiamo a Skunk Anansie. Le bordate sonore di Oh Claire!, invece, ci arrivano addosso con tutto il loro impeto. Finiamo con il citare The enemy inside che presenta suggestioni piene di fascino. Qui il cantato di Francesca tira fuori davvero tanta qualità, un cantato a tratti eccezionalmente vibrante.

The Dark Side of Venus, con Power to victims, suscita l’opposto della noia: è un album pieno di stimoli, un album esaltante, un album profondo e viscerale, un album dove si fondono tante influenze e mai in modo caotico, anzi in modo estremamente ponderato. Power to victims è frutto di un’elaborazione stupendamente intellettuale. E’ un disco magnifico a nostro giudizio per le tante suggestioni che propone. C’è davvero tanta roba dentro! Allora come non proporlo ai nostri lettori in cerca di novità, di sonorità che si elevano dalla massa…Ed è proprio questo il tratto essenziale di The Dark Side of Venus: il sapersi elevare dalla massa con maestria, con talento, con tanta esperienza, con una ricercatezza sonora convincente.

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