>>System failure ha intervistato Pin Cushion Queen

1)Benvenuti su System failure. Potete parlarci del vostro background musicale?

Nonostante abbiamo età diverse (due di noi hanno passato da un po’ i trenta, mentre Nicola ha solo 22 anni) abbiamo tutti iniziato a suonare strimpellando il rock alternativo degli anni novanta, dai gruppi più pop, come Nirvana e Smashing Pumpkins, al noise dei Sonic youth o il post-punk di Fugazi e Jesus Lizard. Ma la lista potrebbe essere molto più lunga. Ogni tanto ci capita ancora di suonare qualche cover dei Soundgarden, per esempio, quando vogliamo staccare. Poi gradualmente abbiamo completamente cambiato ascolti e adesso passiamo dalla musica classica all’elettronica senza particolari preferenze di genere

2)Chi sono i vostri modelli?

Se davvero seguiamo modelli, allora non ne siamo consapevoli. O meglio, ci sono scelte fatte da alcuni musicisti che guardiamo con interesse. Qualche anno fa, per esempio, la direzione presa dai Battles sulla sperimentazione timbrica ci affascinava, ma non apprezzavamo la monotonia delle sensazioni trasmesse da un pezzo all’altro. L’esatto contrario di quanto succede ai Liars, che invece passano dal brano inquietante a quello sdolcinato con una naturalezza invidiabile

3)Come è nato Settings?

Subito dopo aver finito Characters, circa cinque anni fa, abbiamo cominciato a sentire il bisogno di aumentare il numero degli strumenti da suonare contemporaneamente. Eppure non avevamo nessuna intenzione di far entrare qualcun altro nel gruppo: l’uso dei loop è nato da questo. Sperimentando e improvvisando, si creavano facilmente dilatazioni, proprio per l’uso di questi nuovi strumenti. Riascoltando i brani ancora senza testo (sì, noi componiamo prima la musica, il testo è sempre secondario, in ogni senso…) ci davano l’impressione di essere scenografie, paesaggi, più in generale ambientazioni: settings, appunto.

4)La vostra musica disegna paesaggi, sfondi, ambientazioni…

Questo è quello che succede in questo disco diviso in tre parti, cioè tre Ep da tre brani ciascuno. Non è quello che è successo in Characters, né tanto meno sarà in Stories. È solo un passaggio.

5)Di quale canzone siete particolarmente fieri?

In realtà, com’è scontato che sia, facciamo molta fatica a scegliere: siamo molto orgogliosi di tutti i brani, soprattutto di Settings. Al massimo è possibile fare l’operazione contraria e dire quali sono quelli su cui punteremmo di meno. Non tanto perché pensiamo siano più deboli nella scrittura, ma perché magari, per esempio, non siamo riusciti a renderli in registrazione: è il caso di Mechanical Liars, che tuttora ci suona strana. Eppure in molti hanno apprezzato: forse il nostro giudizio non è così importante.

6)La vostra musica mi ha fatto pensare ai Radiohead…

È sicuramente tra i gruppi più ingombranti nei nostri ascolti, soprattutto di qualche anno fa. E in effetti Background ne risente, anche se al momento di scriverla non ce ne rendevamo conto. Ma è solo una delle influenze, gli altri due pezzi del primo Ep, infatti, sono molto lontani: in Mechanical Liars noi ci vediamo i Liars (il titolo non è casuale) e i bolognesi Buzz Aldrin (gruppo cui dobbiamo molto), mentre in Cracks in the ice c’è Robert Wyatt, anche se questa è stata un’influenza di cui non ci siamo resi conto subito, ma dopo le prime recensioni

7)C’è un filo rosso in questo vostro disco?

Oltre alla dilatazione e alla ripetizione, come costanti musicali, in effetti crediamo ci sia un nostro modo di fare riconoscibile, nonostante ci sforziamo di rendere molto diversi i brani tra loro. Ma lasciamo che sia chi ascolta a individuare e a definire questo stile, se così si può chiamare

8)Le vostre canzoni sono davvero ipnotiche, magnetiche…

Siamo contenti di sentirtelo dire. La speranza è che gli aggettivi con cui definire il nostro lavoro possano moltiplicarsi con le uscite dei prossimi Ep.

9)Progetti per il futuro?

Continuare a scrivere e fare live. Ecco, sì: suonare dal vivo il più possibile adesso è una priorità. Nel frattempo a settembre uscirà Settings_2, quindi dobbiamo prepararci.

10)Perchè ascoltare Pin Cushion Queen?

Perchè potrebbero sorprendere

Ringraziamo la band per la collaborazione e aspettiamo con ansia Settings_2…