>>System failure ha intervistato June Reed

1)Benvenuti su System failure. Ci parlate un po’ del vostro background musicale?

– Francesca: Ciao! Mah, per non scendere troppo nei dettagli e rivangare anche le canzone dei cartoni animati che comunque ti segnano la vita, direi che navigo in un mare aperto popolato da tanti dischi, la maggior parte sono alternative rock, ma anche pop rock, indie rock e altri generi come l’ emo-core e lo screamo, sul fondale invece vivono tantissimi dischi metal cattivi che mi porto dall’adolescenza e che spaventano gli altri dischi.

– Giovanna: Il background musicale di ciascuno di noi è abbastanza differente, ma non estraneo al contesto in cui ci muoviamo. Io sono cresciuta in una famiglia dove la musica pop e rock delle decadi d’oro ’60-’90 è sempre stata un toccasana giornaliero, poi l’evoluzione è venuta con gli ascolti, lo studio, il confronto.

– Guglielmo: Da piccolo, non so per quale strano fenomeno paranormale, mi trovai a casa la doppia cassetta dei Queen live at Wembley ’86, credo che sia iniziato tutto lì. Poi verso i sedici anni mi avvicinai alla batteria suonando le cover dei classiconi del rock, dopo parecchi anni venne a bussare l’hardcore alla mia porta e insomma, ascolto davvero tutto, non sto dicendo che mi piace tutto eh, ma ascolto qualunque cosa, ed ogni pezzo mi può dare qualche idea funzionale a quello che faccio.

– Fabiana: Da piccola papà mi dava la pappa facendomi ascoltare Mozart, poi dopo siamo passati a “Pierino e il lupo”… insomma sono stata abituata sin da piccola ad ascoltare musica, però in verità non un genere specifico. Poi ovviamente crescendo ci si distacca da quello che ti fanno ascoltare i tuoi genitori, quindi si naviga: dal pop commerciale (maledette scuole medie!!!) al metal, dal pop rock all’indie rock ecc… insomma mi aggrego a quello che diceva Francesca, però i suoi dischi spaventano più di quelli di tutti i June Reed, aiuto!

2)Quali sono i vostri modelli?

– Giovanna: Ahè.

– Francesca: Da grande voglio essere come la batterista degli Yo la tengo, anche se non suono la batteria!

– Guglielmo: Risulto troppo banale se dico Dave Grohl? E poi tanta altra gente fighissima.

– Fabiana: Non saprei, voglio essere tante cose: una scienziata, Mel Brooks, i Karate…

3)Come è nato “In a box”?

– Francesca: Dalla voglia di chiudere questi sei pezzi, e sentire finalmente il prodotto finito di tante ore passate insieme tra risate, bestemmioni e cibo.

– Guglielmo: Da una pizza ovviamente!

– Fabiana: Voglio aggiungere che senza i nostri “aiutanti” non ci sarebbe stato nessun parto!

4)Ci parlate delle sonorità di questo EP?

– Francesca: Le sonorità sono un misto tra suoni prevalentemente distorti intervallati da momenti puliti estremamente brillanti, alla fine c’è davvero tanto degli anni ’90.

– Giovanna: Sono sonorità naturali e volute allo stesso tempo. Personalmente, sia per il mood che forse per le suggestioni evocate dal nome della band, ho sempre sentito questo filo conduttore molto “acquatico”: suoni caldi e freddi, piccoli e grandi che si mescolano con le voci di tutti noi.

– Guglielmo: Un bel fritto misto di suoni che tutto sommato pare funzionare. Personalmente sul basso mi piace avere un suono caldo e avvolgente che su alcuni brani sia capace di “ruggire”.

5)C’è un filo rosso che collega questo EP?

– Giovanna: Non c’era, almeno da parte mia, una reale intenzione di legare le tracce in qualche modo, se non in accordo alle sensazioni o alle esperienze che hanno ispirato la scrittura dei testi, ma poi una componente molto essenziale, di contatto con la natura è uscita fuori così, un po’ da sé.

– Guglielmo: Forse c’è, ma non lo sappiamo.

6)Quale è la canzone di questo EP di cui siete proprio orgogliosi?

– Francesca: Non saprei, penso di essere orgogliosa del lavoro in generale, perché era l’obiettivo da raggiungere. Comunque uno dei pezzi che mi è piaciuto di più registrato penso sia stato “Jonathan Harker”.

– Guglielmo: “If you rescue me” ogni volta che lo sento mi piace sempre di più! Ma in generale credo che quest’ep sia un prodotto di cui possiamo essere orgogliosi nella sua totalità, forse abbiamo superato anche le nostre stesse aspettative.

– Fabiana: Forse Clear Water, è il primo uscito molto spontaneamente e velocemente in sala.

7)Da dove trae ispirazione la vostra musica? Come nascono i vostri testi?

– Francesca: La musica nasce spontaneamente, esce fuori così senza avere il tempo di lasciarsi ispirare da qualcosa o da qualcuno direttamente.

– Giovanna: Ho scritto i testi sempre in accordo a due “metodiche” spontanee: ho sentito un brano e mi ha subito ispirato una melodia a cui successivamente ho aggiunto le parole oppure è sopraggiunta prima un’immagine, un’idea, e allora solo successivamente ho stabilito un fraseggio.

– Guglielmo: Sicuramente ci sarà qualche ispirazione che influenza la nostra musica, ma posso affermare con una buona dose di certezza che il processo è completamente inconscio. Quindi se trovate qualche similitudine magari ci sta anche, ma vi assicuro che non lo sappiamo!

8)Quanto è importante trovare il suono giusto per un musicista?

– Francesca: Direi che è fondamentale, soprattutto se si vuole andare avanti in un progetto musicale di inediti. Cercare quello che diventi il “proprio suono” è il tarlo di ogni musicista, e se si pensa di averlo trovato non è detto poi che sia quello definitivo! E infatti i chitarristi in particolare sono tutti dei malatoni narcisisti del suono, diciamolo!

– Guglielmo: Il suono per me è tutto, su qualunque strumento. Conosco tanti musicisti tecnicamente preparatissimi che però non hanno un sound che “colpisce”, mentre ne ho ascoltati altrettanti sicuramente non eccelsi ma con un suono da paura, qualcosa che ti entra dentro e te lo sogni la notte. Quando un musicista ha una personalità forte e definita credo che la trasmetta anche al proprio strumento.

9)Progetti per il futuro?

– Giovanna: Sì: avere progetti.

– Francesca: Suonare sempre e scrivere tanti altri pezzi!

– Guglielmo: L’astronauta già lo faccio, quindi non ho progetti per il futuro.

– Fabiana: Laurearsi, ma poi lasciare tutto per girare il mondo suonando… e mangiare cose buone!

10)Perché ascoltare June Reed?

– Giovanna: Per curiosità e poi, speriamo, piacere!

– Francesca: Perché siamo buoni come quella pizza sulla copertina dell’ Ep, che infatti è finita!

– Guglielmo: Perché siamo belli bellissimi in modo assurdo, e siamo anche simpatici!

– Fabiana: Perché se lo fai diventi bello come Guglielmo!