>>Syd Kult – Syd Kult

Poche settimane dopo aver pubblicato le canzoni “Heroes’ End”, “Space” e”Silent Scream”, la band francese deep-rock/alternative metal dal nome Syd Kult ha pubblicato il suo debut album omonimo in streaming alla fine dell’articolo tramite Bandcamp. Syd Kult presenta varie influenze: Alice In Chains, The Doors, Marilyn Manson, King Crimson, Blue Öyster Cult, Portishead e Radiohead. System failure ha ascoltato con attenzione Syd Kult e quelle che seguono sono le nostre considerazioni a riguardo.

L’album comincia con Heroes End un pezzo che, all’inizio, è molto atmosferico e dark. Poi entra la batteria ma l’atmosfera “pesante” continua. Da subito possiamo apprezzare il sound alternative metal della band che fa pensare ad artisti come Alice in Chains, Soundgarden ed Audioslave. Verso la fine della canzone c’è un giro di basso proprio ipnotico. Il cantato è proprio sorprendente.

Con l’inizio di Hangin’ Tree pensiamo di più a Radiohead di alcune canzoni. Poi entrano sonorità electro sempre dark come nella canzone precedente. La linea ritmica è piuttosto trip hop, alcune sonorità sono proprio dolci e delicate. Sweet Elevation è una canzone piena di passione e ci scalda il petto. Pensiamo ai Nirvana dell’unplugged di New York ascoltando questa canzone.

La piccola parentesi di un minuto e mezzo di nome Lullaby è tanto profonda e poetica e ci regala sensazioni stupende in stile Radiohead. Invece, Dead Love trasmette tanta malinconia. La profondità sonora continua con Already Down. Anche qui non mancano suggestioni dark alquanto angoscianti. Di certo tra le influenze di questa band c’è anche il depressive rock.in Already Down ci sono anche impressioni electro ruvide e marcate in stile Nine Inch Nails e Marilyn Manson.

Dopo la straziante The spell arriva Space con altre sonorità che fanno pensare ai Radiohead. Silent scream per alcuni suoni fa pensare a The Cure. Presenta una ritmica abbastanza trip hop e suggestioni alquanto magnetiche ed ipnotiche, suggestioni presenti in grande parte dell’album. Anche qui richiamo ai Radiohead. Con Another Season finisce il tutto, una canzone di 12 minuti di grande profondità concepita con l’intento di scavarci dentro. Verso la metà della canzone c’è un vuoto sonoro e poi la canzone riparte in modo alquanto esaltante ed arrembante.

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