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Stato di calma apparente – Gente Perbene

In uscita su tutte le principali piattaforme digitali Gente Perbene, album di esordio della band lombarda Stato di Calma Apparente, distribuito dall’etichetta La Stanza Nascosta Records del musicista e produttore toscano Salvatore Papotto.

L’album è stato anticipato dal singolo “Ciak”, in rotazione radiofonica su oltre ottanta emittenti e disponibile, per l’acquisto e l’ascolto, su tutti i maggiori digital-stores. Ciak è accompagnato dal videoclip ufficiale, realizzato e prodotto da GrafixArt e Stato di Calma Apparente.

L’attuale line-up della band comprende Davide Cividini e Andrea Legramandi alle chitarre, Jonathan Manenti alla voce.

Gente perbene Traccia per Traccia:

In Ciak, poco pop e molto cantautorale, la vita di provincia diventa storia d’Italia, smarrimento e rivolta sociale.

Sei, storia di un cavaliere errante, un po’ menestrello ed un po’ giullare, esplode nel ritornello grazie ai cori di ispirazione gregoriana; la strofa è impreziosita da un arpeggio medievaleggiante.

Luna, sulla vacuità della società moderna, nella quale “se tutto ha un prezzo, nulla ha un valore”si muove tra dolcezza chitarristica e furore, con un andamento ciclico che sottolinea la necessità di sintesi tra diverse storie, saldando l’inizio alla fine.

La dolente Via Vittorio Emanuele II tratta la tematica degli ultimi con sonorità fragili, sulle quali si innesta una vocalità quasi incrinata.

La parte migliore è una canzone d’amore, in cui la climax sonora ascendente esplode in un potente intimismo.
Inshallah è una storia di migrazione dal mood ritmico, immutabile fino alla variazione finale.

Giugno ‘08, giocata su voce e chitarra acustica, si tinge di nostalgia, avvicinandosi a certo cantautorato acustico internazionale anni novanta.

La canzone di J.M., pezzo strumentale di sole chitarre acustiche, conduce l’ascoltatore in un ambiente essenziale e sicuro di meditazione e gestazione artistica.

Nel complesso Gente Perbene, nel gioco di incastri tra le due chitarre, crea il substrato sul quale poggiano testi complessi, violenti e salvifici.