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>>“Stanno rovinando la Spagna!”

Nuove agitazioni in 50 città spagnole contro le misure di austerità e rigore del governo Rajoy.

Una protesta a cui partecipano sindacati e organizzazioni di sinistra come anche l’opposizione socialista. I cittadini si lamentano del fatto che il governo taglia sulla sanità e così vengono negati diritti fondamentali. Essi chiedono di non essere loro a pagare i danni provocati dalla crisi economica perchè non sono stati loro a crearla. Ormai sono settimane che si protesta a Madrid e nel resto della Spagna per misure ritenute inaccettabili: secondo i tanti cittadini i diritti sociali sono totalmente calpestati e i sindacati inoltre evocano un’altra giornata di sciopero generale.

Tanti giovani si lamentano del fatto che devono emigrare per cercare lavoro, essi si sentono senza futuro e senza speranze: essi sono indignati perchè il governo non si impegna a migliorare una situazione in cui la disoccupazione è a livelli da record.

La situazione spagnola è drammatica già da tempo come anche quella greca o portoghese o ancora italiana: i governi sembrano inerti davanti ai problemi della crisi economica e davanti alle riforme impopolari chieste dall’Europa.

Governi e classi politiche che stanno operando una vera e propria “macelleria sociale” e dimostrano di essere complici della governance europea espressione dei poteri “forti” delle banche, della finanza e dei mercati.

Una macelleria sociale che sta facendo vittime dovunque nel sud dell’Europa e in Spagna si reagisce protestando a oltranza contro questa situazione insostenibile.

Migliaia di persone continuano a “scendere in piazza” per manifestare la loro indignazione e la loro rabbia a volte degenerando in violenza e a volte in modo pacifico: tante persone che chiedono un categorico “NO” ai tagli e alle misure di austerità che secondo tante persone “stanno rovinando la Spagna”.