I SOVIET + L’ELETTRICITÀ, domenica 12/11 al Teatro Verdi Firenze

1917 – 2017
I SOVIET + L’ELETTRICITÀ
Cento anni di rivoluzione russa
Un secolo di CCCP

Un comizio musicale di Massimo Zamboni
Con la partecipazione di Angela Baraldi, Max Collini, Fatur, Simone Filippi, Simone Beneventi, Cristiano Roversi, Erik Montanari

Domenica 12 novembre 2017 – ore 21
Teatro Verdi – via Ghibellina, 99 – Firenze
Biglietti posti numerati: Platea Gold 40 euro; 1° settore 35 euro; 2° settore 30 euro; 3° settore 25 euro
Prevendite nei punti www.boxofficetoscana.it/punti-vendita e online su www.ticketone.it tel. 892101;
Info tel. 055.218647 – 055.212320  – www.lndf.itwww.teatroverdionline.it

Filosovietici, delusi o infiammati, scettici, astorici, antichi militanti, simpatizzanti, curiosi, malcapitati, agnostici…

Per voi e per tutti gli altri domenica 12 novembre al Teatro Verdi di Firenze (ore 21 – ingresso dalle ore 20 – biglietti posti numerati da 25 a 40 euro –  prevendite nei punti www.boxofficetoscana.it/punti-vendita e online su www.ticketone.it e www.teatroverdionline.it info tel. 055.218647 – 055.212320  – www.lndf.it) va in scena  “I Soviet + L’elettricità”, spettacolo ideato e diretto da Massimo Zamboni dedicato al centenario della rivoluzione bolscevica del novembre 1917.

Un comizio musicale che attingendo al linguaggio, alle parole d’ordine e ai simboli del socialismo reale, evoca il mito infranto della rivoluzione: della rivolta degli oppressi, del potere agli operai e ai contadini, della società senza classi e senza sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

Con Massimo Zamboni (voce, chitarra), salgono sul palco Angela Baraldi e Max Collini (voci), Danilo Fatur (performance), Simone Filippi (ritmiche), Simone Beneventi (timpani, vibrafono, ritmiche), Cristiano Roversi (tastiera, basso, programmazioni) ed  Erik Montanari (chitarra).

In scena dominano gli elementi classici dell’iconografia sovietica: il podio e le tribune d’onore. Strutture per cerimonie politiche, solenni e oppressive allo stesso tempo, dove i cantanti diventano oratori, i musicisti membri di un Partito, il gruppo musicale Apparato.

Alle proiezioni filmate il compito di segnalare il momento storico e le sue possibili interpretazioni, al performer il ruolo di assumere i contrasti su di sé, lasciandoli esplodere.

La struttura musicale, tratta in massima parte dal repertorio di CCCP-Fedeli alla Linea, cavalca la linea larghissima che congiunge la celebrazione allo sgomento, la scenografia ufficiale alla fragilità del singolo.

Canzoni che scivolano le une nelle altre mescolandosi alla parola recitata, agli slogan, alle sonorizzazioni, alle performance, alle proiezioni. Nessun concerto rock ma una azione teatrale-musicale per una drammaturgia complessa e articolata, costituita in pieni e vuoti.

Sarà tutto il ‘900 a trascorrere sul palco, attraverso la rievocazione, l’alternanza dei momenti più dolorosi (lo stalinismo, le dittature, la guerra in Afghanistan, nei Balcani) e più alti e solenni, a costituire una celebrazione dedicata all’ambizione che anima le vite degli uomini: quella di sentirsi uguali e padroni del proprio destino.

Pankow Leningrad Togliattigrad, la Cortina di Ferro, il Muro, e poi ancora la Jugoslavia, la Cecoslovacchia… Nomi astratti, remoti come ricordi di scuola, come le estinte Cartagine o Babilonia.

Il Patto di Varsavia, la DDR, l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, interi continenti inabissati nella voragine, come Atlantide. Cosa è rimasto nell’immaginario collettivo di quei mondi? Di quell’idea che ha fatto della liberazione dell’uomo dall’uomo uno dei suoi credo fondanti?

Nel secolo odierno quelle passioni accese dalla rivoluzione d’ottobre sono incagliate nei libri di storia, e forse l’unico modo sensato di riparlare oggi di CCCP, di ricordare la presa del Palazzo d’Inverno, è tornare a dar vita alle parole di allora, scontrandole con quelle dell’oggi, elaborandole in un testo drammaturgico moderno che non teme l’enfasi, l’utopia, ma nemmeno la disperazione.

Franata la velleità socialista che la rivoluzione potesse essere una locomotiva proiettata a folle velocità nel binario del progresso, l’uomo si è riscoperto come creatura complessa, fatta di spirito, bisogni, natura, modellato da secoli di storia e da retaggi millenari.

I Soviet + l’elettricità non hanno fatto il comunismo, questo l’abbiamo dovuto apprendere.

I Soviet + L’elettricità online
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Prossimi appuntamenti LNDF
Informazioni, prevendite e aggiornamenti www.lndf.it
Prezzi biglietti esclusi diritti di prevendita
CAPAREZZA – ven 24 novembre – 21 – Mandela Forum – Firenze 25/26/27/28 euro
ASAF AVIDAN – dom 26 novembre – 21 – Teatro Verdi – Firenze – 25/30/35/40 euro
NADA & TRIO – mer 6 dicembre – 21 – Teatro Puccini – Firenze – 20/25 euro
GUÈ PEQUENO  – gio 15 febbraio 2018 – 21 – Viper Theatre – Firenze – 25 euro (vip package 75 euro)
BRUNORI A TEATRO – gio 29 marzo 2018 – 21 – Teatro Verdi – Firenze – 25/30/35 euro
G3 – JOE SATRIANI, JOHN PETRUCCI, ULI J. ROTH – mar 3 aprile 2018 – 21 – Teatro Verdi – Firenze – 75/62/45euro

Venue/indirizzi
Teatro Verdi – via Ghibellina, 99 – Firenze
Viper Theatre – via Lombardia/via Pistoiese – Firenze
Mandela Forum – piazza Berlinguer – Firenze

Biglietti I Soviet + L’elettricità (esclusi diritti di prevendita)
Platea Gold 40 euro
Primo settore: 35 euro
Secondo settore: 30 euro
Terzo settore: 25 euro

Prevendite
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e in tutti punti affiliati (vedi elenco www.boxofficetoscana.it/punti-vendita – tel. 055 210804)
Online su www.ticketone.it (tel. 892 101) e www.teatroverdionline.it (tel. 055.212320)

Info
Teatro Verdi – via Ghibellina, 99 – Firenze
Info tel. 055.218647 – 055.212320
www.lndf.itwww.teatroverdionline.it
Organizzazione: LNDF www.lndf.it

Partner LNDF
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