>>Sherpa – Tanzlinde

Sherpa è un progetto italiano dall’ambizione internazionale, che debutta nel 2016 con l’album Tanzlinde, prodotto dall’eticheta tedesca Sulatron Records. Tanzlinde, composto e realizzato negli ultimi 2 anni, è un album intenso, multiforme, collaborativo ed estremo, nato da un viaggio mentale attraverso spazio e tempo, dalle nostre montagne fino alle culture orientali e canti ancestrali.

Tanzlinde è un miscuglio di psichedelia, prog, shoegaze, postrock, world music, generi fusi tra loro dalla nostra attitudine e allo stesso tempo divisi da sonorità molteplici e mutevoli. Alla sua realizzazione hanno partecipato, oltre ai componenti della band, numerosi artisti: Ayu Shi e Ila Maa (due cantanti folk indiane), Lilia, Fabiana Giordano, Graziano Zuccarino e Fabio Duronio (Nuova Agricola Associazione, Cazzirro). La maggior parte del missaggio del disco è stata affidata alle sapienti orecchie di Umberto Palazzo (Massimo Volume, Santo Niente). Attualmente gli Sherpa stanno organizzando il tour di presentazione di Tanzlinde in Italia e in Europa. Gli Sherpa sono: Matteo Dossena, Ivano Legnini, Enrico Legnini, Axel Di Lorenzo e Pierluca Michetti.

System failure ha ascoltato con attenzione Tanzlinde e quelle che seguono sono le nostre considerazioni a riguardo. Sherpa si presenta con sonorità alquanto toccanti ed emozionanti, sonorità psych rock di grande effetto che mirano a toccare le corde dell’anima, che mirano a far innamorare letteralmente l’ascoltatore. Le loro carezze sonore vellutate, carezze sonore mistiche ed evocative a tratti, carezze sonore che sono come un toccasana per la mente e per il corpo.

Non mancano, nel sound complessivo di Tanzlinde, sonorità orientaleggianti come anche sonorità ambient. La musica di Sherpa è raffinata, ricercata, pregiata, insomma di alto livello. In una scala da 1 a 100 pensiamo che valgano almeno 80. Il motivo di questo voto? Gli Sherpa sono come quell’alunno della classe che non gli va proprio di andare a scuola e fare il proprio dovere perché la sua mente viaggia già tra le pieghe dell’infinito, un alunno selvaggio ed intrepido che è incantato dall’immensità del creato e da una natura che è un miracolo da osservare. Ebbene, la loro musica suscita proprio queste parole di giubilo. E come non dirle…si fa peccato mortale…a non dirle…

Ascoltare Sherpa equivale o ad entrare in un mondo di luci sfavillanti o ad entrare in una dimensione paradisiaca e surreale allo stesso tempo. L’ arcano e l’ancestrale dominano incontrastati in questo stupendo album di cui stiamo parlando. Nel mare di colori e allucinazioni che ci porta Sherpa è facile perdersi e fare l’amore con l’assoluto.

Se è vero che scrivere una recensione per un recensore forse è come innamorarsi e fare l’amore con l’arte che gli viene posta di fronte allora abbiamo trovato musica eccelsa che è come una dea leggiadra e celestiale da descrivere con parole intense e fiammanti come tizzoni ardenti. Sherpa porta la luce in un mondo buio e freddo dove solo dei veri “folli” o “disperati” hanno ancora voglia di sognare e tendere le loro mani per cogliere la rara bellezza dell’infinito.

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