>>I Rosàrio parlano di “And the storm surges”

1)Benvenuti su System failure. Come si è formata la vostra band?

Ale (Alessandro Magro, voce): i Rosàrio nascono dal nulla, senza troppe pretese o ambizioni particolari, Pino era da un po’ che voleva riprendere a suonare e quindi, trovando Stefano (batteria) interessato, già dalle prime prove l’entusiasmo ha coinvolto dapprima Roger (già chitarra per Neither) al basso, in seguito io alla Voce. In poco tempo siamo arrivati in studio per Vyscera, primo album edito da In The Bottle Records. Al disco ha partecipato Riccardo come seconda chitarra su Callistemon, il flirt tra le due 6 corde ci incuriosiva per via di stili simili di genere ma apposti per approccio al riff, per cui è entrato in pianta stabile subito dopo l’uscita di Vyscera. Ad aprile 2015 Stefano per motivazioni personali è stato costretto ad abbandonare il progetto, il posto alla batteria è stato consegnato senza esitazioni a Boniz (Alessandro Bonini) già batterista per i Lorø (in cui suona anche Riccardo) con cui dividiamo la sala prove tra Lorø, Rosàrio e Neither.

2)Potete parlarmi del vostro background musicale? Dei vostri modelli?

Pino (Nicola Pinotti, chitarra): ognuno porta con sé il proprio percorso musicale, non siamo puristi di alcun genere, siamo influenzati da ciò che ci circonda, il lavoro o il non lavoro, la quotidianità e dai concerti che vediamo o facciamo.

3)Come è nata in voi la passione per la musica?

Riccardo: VHS Vulgar Video dei Pantera.

4)Come è nato And the storm surges?

Roger: è il risultato di jam in sala prove, ci son stati un 2-3 mesi in cui i pezzi uscivano così fluidi al primo appuntamento che uscivamo da sala prove a ruota alta, poi ovvio lavori di fino ce ne son stati, la cosa più utile per questo disco è stata fare una pre-produzione casereccia in sala prove, per capire cosa ci piaceva e cosa no ascoltandoci senza suonarcele.

5)Il vostro sound alquanto dark mi ha impressionato tanto. Da dove traete ispirazione per la vostra musica?

Boniz: come diceva Pino in precedenza, arriviamo tutti con un proprio bagaglio di ascolti, anche abbastanza diverso tra di noi, le maggiori ispirazioni arrivano quindi dal sapersi ascoltare e influenzarci a vicenda in sala prove, capire l’intento del singolo o di cosa si sta suonando, evolvendone l’idea, la nota, il riff o il pattern di batteria, volumi permettendo…

6)Quando vi ascolto percepisco tanta energia. Quanto è importante trasmettere energia al proprio pubblico?

Ale: apprezzo tu la percepisca, l’energia che senti credo sia dettata dall’affiatamento e amicizia che ci avvicina passo dopo passo, eravamo molto ispirati nel comporre i pezzi, dal vivo cercheremo sempre di dare il massimo.

7)Qual è la canzone di And the storm surges di cui siete proprio fieri?

Pino: ogni pezzo ha il suo aneddoto e la sua storia. Se proprio, credo siamo tutti d’accordo per il trittico Dawn Of Men, Monolith, …and then Jupiter, diviso in 3 tracce per fruibilità d’ascolto, ma vivibile come pezzo unico per i più temerari.

8)La vostra musica disegna atmosfere proprio infernali. Cosa potete dire a riguardo?

Boniz: eh… succede, il prossimo magari si fa un r’n’r da film western, limiti non ce ne poniamo.

9)Mi dite qualcosa della cover del vostro album?

Riccardo: la tempesta che vedi, in qualche modo messa nero su tela, ci sembrava il visual giusto per rappresentare il contenuto e le dinamiche che si susseguono nei pezzi che ascolti.

10)Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Roger: suonare dal vivo il più possibile.

11)Perché il pubblico dovrebbe ascoltare la vostra band?

Pino: coccigi taglienti di una certa consistenza materica
Ale: motorini 4 frecce motrici
Riccardo: xè impossibile
Roger: elisoccottero
Boniz: mah bo! 🙂

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