ROCKTRAIN SLAVES – ecco “Lose Yourself”

Ci sono momenti in cui sembra di aver smarrito la propria identità, intrappolati in una quotidianità fatta di imposizioni, falsità e compromessi. Eppure, dentro di noi, continua a bruciare un’energia che chiede soltanto di essere liberata. È da questa tensione che nasce “Lose Yourself”, il nuovo brano dei RockTrain Slaves: un invito a fermarsi, lasciarsi andare e dimenticare tutto, almeno per una notte, per ritrovare se stessi.

Perdersi nel caos, abbandonare le convenzioni e concedersi un momento di autentica libertà. Non una soluzione definitiva ai problemi, né la promessa di un mondo senza conflitti, ma un’occasione per rompere le gabbie della quotidianità e riconnettersi con la propria essenza. Perché, come suggerisce il brano, non esiste arcobaleno senza prima una tempesta.

Dal punto di vista sonoro, “Lose Yourself” affonda le proprie radici nel rock americano degli anni Settanta. L’apertura è affidata a un riff in accordatura aperta che richiama le atmosfere della Bayou, territorio e immaginario profondamente legati alla tradizione musicale statunitense. Le percussioni ipnotiche disegnano il paesaggio sonoro, mentre il basso ne sostiene la struttura con profondità e carattere.

L’invocazione “Give us a band, a rocking land” segna il momento in cui il brano prende definitivamente quota, lasciandosi alle spalle la palude per entrare nel vivo di un’esplosione rock. Gli intrecci delle chitarre rafforzano l’impatto della composizione, mentre il solo di slide guitar accompagna il pezzo verso un finale feroce e viscerale.

Registrato in presa diretta e con un ricorso minimo alle sovraincisioni, “Lose Yourself” restituisce un suono diretto, essenziale e senza artifici. Una scelta precisa, pensata per catturare l’energia e la spontaneità della band, trasportando l’ascoltatore idealmente nel mezzo di un live dei RockTrain Slaves e restituendone tutta l’essenza.

I RockTrain Slaves nascono a Bologna nel 2004 dall’incontro di due amici d’infanzia, accomunati da una visione precisa della musica: fondere le diverse influenze e tradizioni che hanno segnato il loro percorso artistico, dal Delta Blues al rock degli anni Settanta, dando vita a un repertorio originale e scegliendo fin da subito di non affidarsi al classico circuito delle cover band.

Nell’aprile 2008 pubblicano il loro primo album autoprodotto, “The Rain Can Wait”, una raccolta di brani inediti distribuita da Self/Hitland Records nei negozi e sulle principali piattaforme digitali. Il disco apre alla band le porte di importanti palcoscenici italiani, portandola a esibirsi in alcuni dei festival blues più prestigiosi del Paese, tra cui il Pistoia Blues Festival 2008, e ad aprire i concerti di autentiche leggende della scena internazionale come Johnny Winter e Dickey Betts & The Great Southern.

Dopo anni di intensa attività live e l’ingresso di una seconda chitarra, nell’ottobre 2014 arriva il secondo album in studio, “Another Place”, composto interamente da brani originali e accolto positivamente dalle radio locali e dalla stampa specializzata.

Nel corso di circa dieci anni di attività, i RockTrain Slaves superano le 250 esibizioni dal vivo, consolidando un’identità musicale radicata nel rock blues più autentico e viscerale, capace di esprimersi con la stessa energia sul palco e in studio.

Dopo una pausa forzata dovuta alla pandemia, la band torna al lavoro su nuovo materiale e realizza l’EP “All The Rest”, pubblicato nel 2023.

All’inizio del 2026 i RockTrain Slaves rientrano in studio per registrare tre nuovi brani inediti: “Soulshine”, “Lose Yourself” e “Goodmorning Devil”. Un nuovo capitolo del percorso artistico della band, che nel corso dell’anno porterà le nuove produzioni sulle principali radio e piattaforme digitali.

ASCOLTA “LOSE YOURSELF”!

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