>>Peak – Into your veins

Peak è un alternative rock band di Torino. La band è formata da Simone Careglio(voce, chitarra), Enrico Inri Lo Brutto(chitarra), Emanuel Tschopp(basso), e Roberto Cadoni(batteria). Ascoltando questa formazione appuriamo l’influenza di band come Alice in Chains, Nirvana, Audioslave, Queens of the Stone Age. Qui parliamo del loro album dal titolo Into your veins pubblicato nel 2016. System failure lo ha ascoltato e queste sono le nostre impressioni.

Syren’s silly prayer ci introduce al sound alquanto travolgente e a tratti cupo di questa band. Peak sa come coinvolgere il suo pubblico con un sound che fonde l’alternative rock con l’alternative metal e il grunge. Syren’s silly prayer scalda il petto con le sue fiammate sonore sferzanti. Come non innamorarsi delle melodie ammalianti che offre questo pezzo verso la fine.

Poi arriva la title-track Into your veins che sembra continuare la canzone precedente con sonorità molto simili. Qui la tetraggine dei Peak si fa avanti prepotente e ci trascina giù nell’abisso. Proviamo emozioni intense nell’ascolto di Into your veins. Questo pezzo ti entra proprio nelle vene come dice il suo titolo! Anche con Dark hour arriviamo in un antro dove l’oscurità domina: c’è tanta intensità e spessore in questa canzone, cose che di certo non mancano nell’album in questione.

A life in a breath è profonda e poetica e ci porta nelle strade scalcinate del rock, quelle strade dove provare sensazioni irripetibili. Uno dei migliori pezzi di questo album a nostro giudizio. È qui che ci siamo proprio esaltati! Fox 2: anthem for a doomed youth è una sorta di cavalcata sonora alquanto arrembante. Questo album, di certo, non ti da un attimo di scampo. Il selvaggio e lo sporco sembrano essere elementi determinanti in questa band torinese.

Waiting over è proprio toccante con i suoi suoni alquanto profondi. Infatti, la profondità è uno dei temi dominanti in Into your veins. Questa band mira a rapire letteralmente l’ascoltatore, mira a scuoterlo dalla sua quotidianità. In The Mole l’alternative metal diventa sovrastante: le bordate sonore di questo pezzo sono proprio laceranti.

Nel complesso proprio un buon album Into your veins. Una band come Peak non si trova dovunque e se la troviamo non possiamo che consigliarla vivamente ai nostri lettori.

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