>>Palkosceniko al neon – Radice di due

Palkosceniko al neon è una band crossover/alternative rock/alternative metal/punk di Roma ed è formata da Daniele Antolini(basso), Enrico Puliti(chitarra), Emanuele Salvatori(chitarra), Federico Cinquegrana(batteria) e Stefano Tarquini(voce). In 10 anni di vita Palkosceniko al neon suona tantissimo(più di trecento live) partecipando a festival più e meno grandi aprendo i concerti di artisti come Punkreas, Yo yo mundi, Tre allegri ragazzi morti, Assalti Frontali etc. Qui parliamo del loro album dal titolo Radice di due.

A riguardo leggiamo alcune righe del comunicato stampa giunto a System failure:

Ritmi incalzanti, chitarre che graffiano e avvolgono al contempo e testi dai risvolti psicologici sono i protagonisti anche di Radice di due, quinto album dei Palkosceniko al Neon, uscito il 10 settembre 2016.

System failure ha ascoltato Radice di due e queste sono le nostre impressioni. Il crossover di Palkosceniko al neon è pieno di irruenza, è aggressivo e tagliente come una lama. Tali cose sono subito evidenti ascoltando la prima traccia del loro album ossia Re nudo. In questa band il crossover si fonde con diversi generi: alternative rock, alternative metal, hardcore e punk. Non è tanto difficile scorgere l’influenza di Rage Against the Machine ascoltando questa band romana.

Tempi moderni, come altre tracce, mostra riff ruvidi e marcati che sembrano lacerarci il petto come rasoi affilati. Il sound di Palkosceniko al neon è potente, è convulso, è spasmodico, è forsennato. In Mangia insieme a noi appuriamo la presenza di alternative metal e punk che stanno proprio bene insieme in questa canzone.

Quello che non voglio è incredibilmente travolgente con le sue bordate sonore alquanto metalliche. Non mancano delle fiammate veloci e stupefacenti in questo pezzo. Nella title-track Radice di due appare un arpeggio di chitarra alquanto evocativo ed accompagnato da sonorità alquanto pulsanti. Un passo falso, dopo l’inizio con megafono, offre le solite sferzate sonore tipiche della band. Un pezzo da citare assolutamente è Otto ore con il suo incedere oltremodo travolgente. Palkosceniko al neon mira a scuotere il suo pubblico con riff rombanti, con un cantato frenetico e con una ritmica robusta che sostiene il tutto con grande autorità e tutto questo in Otto ore è molto chiaro ed evidente, il pezzo migliore di questo album a nostro giudizio.

Radice di due è un album che non lascia scampo, anche se, a tratti, sembra un po ripetitivo. Palkosceniko al neon, con questo lavoro, offre un sound maturo e vissuto, un sound di grande esperienza, un sound di chi possiede la piena consapevolezza dei propri strumenti. Con Palkosceniko al neon risulta proprio arduo annoiarsi e Radice di due, con il suo essere oltremodo arrembante, è piena dimostrazione delle nostre parole. Inoltre, come non dirlo, questo album lancia tante invettive e tende a mostrare l’urlo disperato di chi prova ogni giorno alienazione ed angoscia sulla propria pelle.

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