Crea sito

>>Ottavia Brown parla della sua musica e di Infondo

Uscirà il 23 settembre il debut album di Ottavia Brown, nome d’arte per la cantautrice e illustratrice bresciana Ottavia Bruno: Infondo (autoprodotto), scritto nel 2015 sotto la direzione artistica di Marco Franzoni, registrato presso gli studiBlueffemme Stereorec di Brescia. Dieci brani inediti per questo album di Ottavia Brown che vuole essere un viaggio a metà strada tra musica e illustrazioni. System failure ha posto alcune domande all’artista riguardo la sua musica e questo suo album.

1)Benvenuta su System failure. E’ un piacere intervistarti. Puoi parlarci delle tue influenze musicali?

Ciao! Anche per me è un enorme piacere, conoscevo System Failure ed è un’ottima web magazine sempre attiva e piena di novità musicali! Ripercorrere le proprie influenze musicali è un po’ come riaprire un libro che ami e che non leggi da tanto tempo. Sono partita da ragazzina dal Delta Blues americano come punto di ricerca sull’intensità e espressività vocale. Tutte le regine della voce straziante e intensa della storia del blues mi hanno ammaliato e contaminato: da Billy Holiday a Janis Joplin, da Bessie Smith a Koko Taylor. Dopo il blues sono stata rapita dalle storie e dal ritmo che il jazz e lo swing americano e italiano portavano sul palcoscenico.

2)Perché proprio lo swing italiano anni 50 per la tua musica?

Gli anni 50’ mi hanno ispirata tantissimo per le storie che raccontano; storie di grandi personaggi, grandi avventure e scelte di vita. Da Natalino Otto a Fred Buscaglione e da Lugi Tenco a Gabriella Ferri ( questi già anni ’60). Lo swing italiano arrivava dall’America ma già dai migranti italiani stessi che volevano raccontare cantando e anche ballare e svagarsi in un’epoca non semplice che avrebbe aperto poi i conflitti mondiali; basti pensare a Alberto Rabagliati o Tonino Carosone e alle loro vite uniche tra Italia e America. Il ritmo swing è fluido e i testi italiani ballano e si aggrovigliano in una maniera davvero accattivante e sensuale.

3)Come è nata in te la passione per la musica?

La passione per la musica è nata da piccolissima; avevo quattro anni che mio padre mi suonava per addormentarmi “Here and everywhere” dei Beatles e io invece di dormire cercavo di memorizzare il testo e preparavo spettacoli serali per gli amici dei miei su un tavolo da giardino fingendo che fosse un palcoscenico, con tanto di biglietti d’ingresso posticci e stacchetti pubblicitari! La musica, come il disegno sono forme espressive istantanee, se le senti te ne appropri praticamente subito.

4)E come è nato “Infondo”?

Infondo è nato dopo anni di ricerca e desiderio di convertire tutte le influenze musicali e le ispirazioni nei miei testi i italiano; un disco arriva quando c’è un progetto e degli autori che capiscono le tue parole, in questo caso senza Andrea De Rose e Andrea Braga non sarebbe stato possibile, loro rispettivamente chitarra e piano, hanno costruito le melodie conoscendo l’obbiettivo dei testi; poi avevamo le canzoni e ci mancava un direttore artistico che accogliesse e seguisse il progetto, da lì sono approdata negli studi di Bluefemme Stereorec di Brescia con Marco Franzoni.

5)Abbiamo letto che: “questo album di Ottavia Brown…vuole essere un viaggio a metà strada tra musica e illustrazioni”. Puoi commentare tali parole?

Sì, è un viaggio nelle immagini e nella musica perché questi sono indissolubili; i testi nascono dai disegni che io creo prima, come uno story-board. Amo molto fare degli “album a tema” come un libro, questo dipende dal fatto che sono un’illustratrice; le storie si snodano come in una graphic novel e i testi nascono da soli, le immagini alla fine parlano e si esprimono.

6)In questo album c’è tanta poesia e un’atmosfera alquanto soffusa e sognante…

Sì, questo è perché amo le canzoni che permettono di sognare e di viaggiare con il pensiero, canzoni che ci lasciano lo spazio di proseguire con la storia…e la voce con loro a volte intesa altre volte più ruvida e diretta.

7)Quale è la canzone di cui vai proprio fiera? “L’ultima volta” la numero 9 del disco; avevo il desiderio di cantare su un valzer d’altri tempi e credo di essere riuscita a farlo, sono molto orgogliosa di questo brano. Sembra che parlo di esseri umani ma le canzoni poi hanno una vita loro segreta J.

 8)Quanto è importante per un musicista trovare il suono giusto?

 Direi che è fondamentale, ecco perché mentre scrivevo e gli autori componevano sentivo l’esigenza di trovare un produttore artistico che mi aiutasse a trovare il suono; il suono ha una profondità e un paesaggio questo l’ho capito con Marco Franzoni, abbiamo lavorato sul noir e sullo spazio del suono.

9)E quanto è importante trasmettere sensazioni al proprio pubblico?

 Moltissimo, il pubblico deve poter entrare nel mondo che il musicista/cantautore gli propone; deve poter entrare come in un film o in un libro; suonare e produrre musica è comunque inscenare una storia.

10)E il tuo concerto perfetto?

Sono una inguaribile sognatrice quindi pensare ad un concerto come ad uno spettacolo di altri tempi in un piccolo teatrino: un’orchestrina, le scenografie, le luci e la gente che balla e ascolta..a pensarci poi non è così irrealizzabile!

11)Perché ascoltare Ottavia Brown?

Potrei invitare il pubblico ad ascoltarmi, ma non solo vorrei invitare le persone ad entrare nelle mie storie come in un sogno; ascoltate “Infondo” come se doveste comprare un libro o andare al cinema, perché è una grande avventura.

Ti ringrazio per l’attenzione e grazie soprattutto per la tua musica!