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>>#OccupySunday

Le “commesse” manifestano in 5 città contro “il lavoro di domenica”. La rivolta nata in rete ha l’appoggio anche dei piccoli commercianti. Si protesta quindi contro il decreto sulle liberalizzazioni degli orari commerciali. La protesta ha preso il nome di #OccupySunday, riprendendo lo slogan tanto caro agli indignati di tutto il mondo. Diverse le città della protesta tra cui Benevento, Padova, Firenze e Treviso.

Partecipano alla protesta anche parenti, amici e soprattutto i familiari, le persone lasciate a casa e “trascurate” a causa del lavoro domenicale. Il decreto contro cui si protesta consente di “restare aperti” 24 ore su 24 tutti i giorni della settimana: un decreto che aveva scatenato già tante proteste soprattutto nel Nord-Est del paese in città come Padova e Treviso come in tante altre.

Si occuperanno i parcheggi dei grandi centri commerciali come fanno sapere i promotori della protesta e si organizzeranno numerose marce in diverse città italiane.

Il lavoro domenicale, contro il quale è diretta la protesta, è un ulteriore dimostrazione del sostegno ad un capitalismo neoliberista che sfrutta le persone all’inverosimile in nome del profitto e dell’interesse: per pochi euro in più molte persone sono costrette a lavorare di domenica e a rinunciare a quel giorno della settimana normalmente dedicato alla famiglia, al relax e ad altre attività che spesso non sono comprese nella settimana lavorativa.

Il decreto sulle liberalizzazioni come altre misure del governo Monti dimostrano che l’Italia come altri paesi sta obbedendo “ciecamente” ai dettami dell’Europa, dei mercati, della finanza e dei poteri forti.

Con una politica che sembra “evanescente” il neoliberismo di Monti e altri fa “piazza pulita” di diritti dei cittadini conquistati da anni, dando vita ad uno sfruttamento in campo lavorativo che non si vedeva da anni.

Invece di “andare avanti” purtroppo “stiamo tornando inesorabilmente indietro” e le misure “di stampo neoliberista” ancora non sembrano finite.