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N.A.N.O. – “Cop” – il primo singolo estratto da “Bionda e Disperata”

COP” è il primo singolo estratto da “Bionda e Disperata“, il nuovo album di N.A.N.O, disponibile su Spotify e tutte le principali piattaforme digitali per FIABAMUSIC e SOVIET STUDIO.

N.A.N.O. è il progetto solista di Emanuele La Piana, già membro e fondatore dei C.O.D., con cui pubblica “La Velocità della Luce” e “Preparativi per la fine”, due dischi diventati dei capisaldi all’interno della scena musicale indipendente italiana, e del duo Lovecoma, grazie a cui sperimenta linguaggi ed estetiche industrial pop. Nel 2008 viene pubblicato “Mondo|Madre”, il primo disco ufficiale di N.A.N.O. che riscuote fin da subito grande successo portandolo ad essere candidato per il premio Fuori dal Mucchio. L’anno successivo Lucio Dalla esprime il desiderio di fare una propria versione del brano “L’Assenza” contenuto nell’album.

Nel 2011 pubblica “I racconti dell’amore malvagio”, lavoro in cui duetta con importanti personaggi della scena musicale italiana, in particolare con Pacifico, Max Collini, Sara Mazo e Federico Fiumani. Nel 2015 fonda “O Suono Mio”, agenzia di comunicazione sonoa specializzata in colonne sonore e sound branding. Dopo aver curato la ristampa di alcuni lavori di C.O.D. e Lovecoma, il N.A.N.O. è pronto a ritornare con il suo nuovo progetto discografico di prossima uscita “Bionda e Disperata”.

COP è una ballata di contrasti, di amore e rabbia, una ninna nanna gridata ricca di messaggi nascosti sotto la superficie. La riflessione di un uomo che guarda da lontano la società come un grande amore passato, come una donna sciupata dalla vita ma resa ancor più bella dai segni del tempo. Il video è ambientato in una stanza di ospedale, come in un film dove lo spettatore osserva dagli occhi del paziente immagini evocative, una ragazza cerca di liberarsi dal telo bianco che la intrappola, e i suoi movimenti diventano danza, espressione. Un’impotenza fertile. Un urlo alla società, all’Italia, ma un urlo anche a noi stessi:  cos’è successo fuori di me/dentro di me? Le due cose sono poi così diverse?

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