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>>Mollare tutto e provare a essere felici

La storia di due ragazzi che hanno avuto il coraggio di lasciare il lavoro, vendere tutto, comprare un camper e affrontare una nuova vita, girando il mondo e prendendosi tutto il tempo che serve per vivere, non solo sopravvivere.

DownshiftingFulltimerCambioVita,Mollotutto. Queste parole mi frullavano nella mente solo qualche anno fa, quando ha preso vita il nostro progetto di vivere in un camper. All’inizio erano soltanto sogni, belle parole e concetti senza forma ma che ce ne rendessimo conto, il tarlo della libertà si stava già insinuando in noi.
Per la verità io (Pier) quel tarlo da qualche parte devo averlo sempre avuto. In passato ho dedicato tutte le  mie energie e le mie risorse economiche per viaggiare. Non ho mai risparmiato un giorno di ferie e anzi, ho chiesto e ottenuto ben due lunghe aspettative per andare in Australia e in Brasile.
Stare lontano dal lavoro, anche solo per qualche mese mi è servito a molto. Si torna diversi, cambiati. Non sei più lo stesso. Prendi coscienza di un mondo nuovo e di un modo nuovo di vivere. Vedi le cose con un altro aspetto, sotto un’altra luce. Il mondo gira intorno a te e non sei tu a girare con il mondo. Cogli l’attimo, ascoltando intimamente il tuo “io” più profondo. Questo è ciò che ti fa amare la vita.  Si diventa consapevoli di ciò che conta veramente.
Io amavo il mio lavoro, lo avevo cercato e ancora oggi ne coltivo la passione. Ma quando gli impegni diventano sempre più assillanti e poche sono le ore da dedicare a se stessi e alla propria compagna, in quel momento scatta qualcosa.
La crisi non ha fatto altro che peggiorare le cose: ti rendi conto di quanto il tuo datore di lavoro diventi sempre più arrogante e si approfitti della tua condizione di schiavo moderno. “Io ti dò da vivere e tu dipendi da me. Tu farai quello che dico io” (mi è stato detto un giorno…)
E ogni giorno ricomincia la routine, torni nella gabbia. Ma non dimentichi i tuoi sogni e continui a fare progetti di libertà. Sei diverso e vedi tutto con nuovi occhi. Gli obblighi, gli impedimenti, gli impegni che la società moderna ti impone e li fa passare come doveri. Tutto ti sta stretto.
E poi c’è l’amore. Una compagna e una passione comune: viaggiare. E poi il desiderio di stare insieme, forte ma reso complicato dal nostro lavoro. E così scatta qualcosa dentro di noi. Qualcosa che ti fa dire “adesso basta!, non accetto più i vostri ricatti!”. No. Non è troppo tardi per vivere la vita che voglio.
Per Amelia è stata la stessa cosa. Trent’anni in fabbrica, in una rubinetteria sul lago d’Orta. La passione per i viaggi è stata la sua salvezza. La passione per i viaggi ci ha fatti incontrare in Etiopia e da allora niente è stato più come prima. E’ stato il nostro big bang per la libertà, l’origine primordiale da cui è partita la voglia, il desiderio sempre più intenso di mollare gli ormeggi. Non abbiamo mai smesso di pensarci.
Abbiamo incontrato chi prima di noi aveva fatto questa scelta o chi stava per farla. Abbiamo cercato in rete e ci siamo resi conto che il fenomeno era vasto e coinvolgeva tutti i ceti sociali e tutte le età. In particolare all’estero dove il downshifting(letteralmente: scalare la marcia) è davvero molto diffuso.
La ricerca della felicità personale, a discapito di soldi e carriera sta finalmente emergendo tra i bisogni primari dell’essere umano. E questo, in tempi di crisi, può essere davvero l’antidoto ai problemi della società.
Vivere con poco si può: siamo stati in Spagna, in Estremadura e nel piccolo villaggio di contadini di Logrosan c’era un posto dove stare in un’area di sosta gratuita in mezzo al verde, non si paga affitto né tassa di soggiorno. Il comune fornisce gratuitamente l’acqua e abbiamo i pannelli

solari che ci danno tutta la corrente di cui abbiamo bisogno. In paese, presso la Casa della Cultura il wifi è gratis e si può lavorare con il proprio computer utilizzando anche la corrente.
Certo, senza denaro non si mangia e non si va da nessuna parte: avevamo dei risparmi ovviamente, e abbiamo venduto la nostra casa. Abbiamo venduto tutto quello che potevamo. Le nostre due auto e qualunque cosa si potesse vendere all’asta. Ho venduto di tutto su Ebay, dai fumetti a vecchi oggetti della nonna! Solo questo ci permetterà di vivere senza problemi per alcuni anni. In termini pratici vivere in due su un camper non ti costa più di 600/800 euro al mese. Tutto compreso. Non ci sono bollette, tasse sui rifiuti, sulla casa o altre gabelle ! Abbiamo fatto la nostra prima esperienza con http://www.workaway.info/ dove puoi vivere alla pari (vitto e alloggio) in cambio qualche ora di lavoro. Ci sono infinite possibilità e posti meravigliosi dove lavorare con questa organizzazione. E poi riusciamo a lavorare con la rete. internet è una miniera di occasioni per I futuri nomadi digitali.
Ma bisogna anche imparare a riequilibrare i propri bisogni, le proprie necessità. Bisogna ingegnarsi e inventarsi nuovi lavori oppure abbracciare quelli antichi di una volta. Bisogna essere disposti e predisposti al cambiamento. Accettare e pensare di poter ricominciare daccapo. Non chiudersi a riccio, non pensare solo a quello che sappiamo fare ma a quello che potremmo imparare di nuovo. E magari pensare anche che due braccia possono ancora servire da qualche parte in giro per il mondo. Bisogna essere ottimisti, un po’ sognatori forse, ma anche “pensatori”. Le idee hanno ancora valore in questa società. E poi bisogna “osare”, avere un pizzico di coraggio per buttarsi nella mischia, per alzare la voce, per uscire dal coro. Non bisogna aggrapparsi alle scuse. Se si è infelici nella propria vita, non bisogna sprecarla ancora. Bisogna credere in se stessi ed essere forti. I tuoi migliori amici ti guarderanno con occhi diversi, cercheranno di dissuaderti, di farti rinunciare. Ma la vera felicità è dietro l’angolo e non aspetta altro che di essere scoperta.
Non abbiamo la verità in tasca, ma stiamo provando a essere felici.
Pier e Amelie – http://www.ilmanifesto.it

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