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Mindless Escape – “Parking Lots”

Antonio Ferri(voce e chitarra), Giuseppe Ferri(batteria), Andrea Fumagalli(chitarra, synth, sampling) e Amos Rossi(basso) formano la band alternative rock dal nome Mindless Escape. “Parking Lots” è l’album di debutto della band di prossima uscita. L’album mescola alternative rock a momenti di psichedelia e a tratti sperimenta l’utilizzo di synth e sampling per completare le atmosfere e dare colore, definendo un suono proprio che parte prima di tutto dalla sala prove. System failure ha ascoltato “Parking Lots” e quelle che seguono sono le nostre considerazioni a riguardo.

L’album parte con “The Storm” e subito sono chiare le parole sopra: troviamo sonorità psichedeliche in esordio del pezzo, sonorità che possono far pensare ai Pink Floyd di “A saucerful of secrets”, si mischiano con un refrain insistente e ci portano ad un alternative rock tipicamente americano, in stile Foo Fighters, Audioslave o cose simili per capirci. È sempre lo stesso refrain che fa da asse portante dell’intero pezzo.

“Anaesthetic Songs” comincia con grande lavoro di chitarra per poi arrivare a tanto slancio alternative rock in stile Foo Fighters. Questa combinazione si ripete ancora una volta. Verso il finale oltre a tanto lavoro di chitarra arriva anche un basso inebriante e, per finire, sempre tanto slancio alternative rock. Quindi, canzone strutturata molto bene.

Poi arriva “Breakdown”, il quale video su Youtube è stato ospitato su System failure(https://www.systemfailurewebzine.com/breakdown-singolo-desordio-per-i-mindless-escape/). Qui ci sono dei riff strabilianti in alcuni passaggi della canzone, riff che fanno pensare ai Wolfmother. Verso la fine anche assolo apocalittico. Come non evidenziare il cantato carismatico di Antonio Ferri, una delle colonne portanti di questa band. “Breakdown” è il miglior pezzo di “Parking Lots”: quello che risulta più ammaliante, quello che mostra più spessore artistico e verve.

La title-track “Parking Lots” ci offre sonorità alternative rock più di stampo italiano, tra Verdena, Zen Circus e Ministri. Non mancano però “sfuriate” nella canzone che ci portano di nuovo alle sonorità ascoltate nei pezzi precedenti. “Fireflies” si sostiene su un refrain ripetitivo nel suo esordio come anche in altre parti della canzone. Sicuramente ascoltando questa band viene facile da pensare anche ai Mars Volta per alcuni tratti. Qui come nella canzone precedente i toni sembrano essere più soft.

E allora siamo ad “Heaven Through Hell” che non risulta tanto dissimile dalla precedente per le sonorità che presenta eccezione fatta per le incursioni psych rock di metà canzone e oltre. Chiude il tutto “Defying grace” con il suo esordio tanto soffice e vellutato. Una canzone di 7 minuti che risulta come una sorta di ballad percorsa da altre incursioni tra psych rock e post rock. Anche Andrea Fumagalli con synth e sampling è davvero notevole, non c’è che dire. “Defying grace” è un’altra perla di “Parking Lots”, una canzone tanto descrittiva e mentale per alcune sue parti.

Un disco semplice e diretto “Parking Lots”: poche cose fatte bene senza strafare. I Mindless Escape, per noi, conoscono a memoria le loro sonorità e sono oltremodo consapevoli delle loro potenzialità. Il percorso musicale che disegnano è essenziale ma anche tanto entusiasmante. La loro forza è questa: riuscire a creare un prodotto musicale con pochi “ingredienti” portati al massimo potenziale espressivo.

Ma ci sono anche altre considerazioni da fare: i Mindless Escape tracciano un ponte tra l’alternative rock italiano e quello americano come anche tentano di istituire un connubio stupefacente e stimolante tra psych rock, post rock ed alternative rock. Mica poco dirà qualcuno? E infatti è proprio così….Perciò conferiamo a “Parking Lots” un 80/100 senza alcun dubbio e vi esortiamo ad ascoltare i Mindless Escape, una gradevole sorpresa nel panorama alternative italiano e non solo….

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