>>MindAheaD – Reflection

MindAheaD è una band metal di Pisa formata Kyo Calati(voce), Frank Novelli(voce), Nicola D’Alessio(chitarra), Guido Scibetta(chitarra), Matteo Prandini(basso) e Matteo Ferrigno(batteria). Qui parliamo del loro album dal titolo Reflection. Questo album è stato masterizzato ai Domination studio di Simone Mularoni ed è in uscita via Revalve Records il 18 Novembre 2016. Reflection è un concept album, un concept album nel quale la fantascienza è il tema dominante.

Sulla pagina di Revalve records, riguardo questo album, troviamo tali parole in inglese:

Nei Campi di Controllo della Mente il tempo sembrava essersi fermato all’ultima Grande Guerra; il progetto di recupero informazioni non era terminato del tutto, la macchina adibita a tale compito era ormai vecchia ed il soggetto collegato ad essa,#6119, cercava di resistere alle allucinazioni causate dagli innesti di falsi ricordi e di false emozioni…

System failure ha ascoltato Reflection e quelle che seguono sono le nostre impressioni. Tra le tante influenze musicali di MindAheaD ci sono i 70’s, il progressive rock e il death metal. La natura di questa band è multiforme e lo stesso nome della band è una parola che fonde pensiero(mind(mente) e corpo(head(testa).

Dopo un intro oscuro e misterioso dal titolo Reflection arriva Remain intact con le sue scariche metalliche imponenti. Il ritmo della canzone è oltremodo frenetico e furioso. Kyo Calati e Frank Novelli si alternano alla voce dando vita ad un duetto canoro di grande effetto. I riff sono duri e marcati, gli assoli leggiadri.

Mind control è proprio martellante. La sua potenza sonora è particolarmente ragguardevole. Le chitarre e il basso in questa band fanno proprio il loro dovere insieme ai due cantanti. Anche la batteria svolge egregiamente il suo compito. Gli elementi della band sembrano in discreto equilibrio fra loro. On the dead snow è molto simile alla precedente. Il cantato in questo pezzo si eleva ad altezze siderali. Come non accorgersi dell’influenza gothic metal in questo pezzo.

Amigdala è più lenta e solenne mentre alterna parti lente con parti eccezionalmente veloci. Emerald green eyes è molto gotica e profonda come anche molto potente. Ci sono anche delle pause sonore molto evidenti. Infatti, sono molti i pezzi in questo album che presentano più parti diverse fra loro. Delle canzoni all’interno delle canzoni.

The Mask Through the Looking-glass è composta da due parti che sono due canzoni differenti. La prima più breve la seconda più lunga. Mentre la prima è più pacata la seconda è incredibilmente graffiante. Farewell è molto delicata oltre che tanto profonda e poetica.

Three sides of a dangerous mind è un altro pezzo di grande aggressività mentre Memories è un outro molto leggero per chiudere le danze.

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